Osservatorio Nazionale sull'Amianto - NO TAV


L'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus , nell'ambito delle sue finalità, di tutela della salute e dell'ambiente attraverso la prevenzione primaria (attraverso l'equazione ambiente pulito = salute, ambiente contaminato = patologia), prevenzione secondaria (diagnosi precoce) e terziaria (epidemiologia e risarcimento dei danni), nel recepire l'insegnamento del Prof. Giancarlo Ugazio, ne pubbblica il pensiero, in piena condivisione, attraverso il quale si privilegia, con metodi non violenti, l'approccio della prevenzione primaria in ordine alla realizzazione del Treno ad Alta Velocità Torino-Lione, che presuppone un'attenta valutazione, anche in sede giudiziaria, del danno che le fibre di amianto presenti possono determinare in seguito all'esecuzione dei lavori, che ne possono determinare l'aereodispersione.

Nel rendere pubblico il pensiero del Prof. Giancarlo Ugazio, l'Associazione, attraverso l'Avv. Ezio Bonanni, e tutte le sue strutture territoriali, ritiene di dover sostenere lo sforzo di tutti coloro che hanno a cuore la tutela della salute e dell'ambiente, e nel prendere atto della presenza di amianto nelle rocce nelle quali si dovrebbe scavare il tunnel della TAV, si rende disponibile ad assecondare ogni attività e sforzo condotto dalla filosofia della non violenza e della legalità per la tutela del diritto fondamentale della salute.

Tutti coloro che ritenessero di dover chiedere il sostegno dell'ONA Onlus potranno inoltrare un'email ad osservatorioamianto@gmail.com e al Prof. Giancarlo Ugazio all'e-mail giancarlo.ugazio@grippa.org.

 

Così puntualizza il Prof. Giancarlo Ugazio:

 

  Anzitutto esprimo il mio apprezzamento per l’iniziativa di alleviare le sofferenze fisiche e morali di tanti esseri umani colti dalle patologie causate dall’asbesto, anche sottraendoli agli artigli rapaci di curanti che agiscono in disaccordo con la ratio e il dictum del giuramento d’Ippocrate. Quest’approccio mi è particolarmente congeniale, essendo io medico-non-pentito, di valutare la salute altrui come la mia, e scienziato-non-in-vendita, a nessun prezzo. Personalmente, devo dire che io mi fermo molto prima dei valori umani di San Giuseppe Moscati, l’esempio che tu segnali, per me inarrivabili. Il mio approccio deve limitarsi, ma sinceramente, a quella funzione di ombudsman che illustro nell’allegoria del Green Man (Appendice V, pag. 247, “La Triade Interattiva” (Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2013)

            Poi ti ringrazio di avermi dato l’opportunità, con l’invito del terzo periodo della missiva odierna, di esprimere consigli e suggerimenti da sottoporre all’attenzione del comitato direttivo nazionale dell’ONA ONLUS per rendere la nostra azione sempre più incisiva. 

            Con altrettanta amicizia, stima e autocontrollo con cui ho conversato con te alle 13,31, desidero rammentarti ancora una volta quel grave problema ambientale e sanitario costituito dalla dispersione di tante tonnellate di quel minerale, definito da te - con gli scritti e con la parola – killer, mediante lo smarino di risulta dallo scavo nel monte Rocciamelone, sede della galleria del TAV. Di questo problema, ricorderai, parlai brevemente a Palazzo San Macuto di Roma il 18 gennaio 2010, giacché conoscevo i risultati delle ricerche eseguite nel 2003 dai geologi dell’Università di Siena. Secondo essi, il contenuto di asbesto nella roccia di quel rilievo alpino ammontava a qualche percento. In dieci anni, quel minerale non ha smesso di esser killer, e non è divenuto caramello per guarnire dolci, ma, questo cancerogeno, che assomiglia a quello di Gela che ti sta a cuore, è ora in procinto di essere disperso nell’ambiente della valle Susa e della provincia di Torino grazie all’opera della talpa che ha da poco cominciato a scavare il tunnel. A pagina 101, capitolo 3, del mio libro “La Triade Interattiva” (Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2013), troverai una piantina del Belpaese che illustra le conseguenze ambientali immediate di quest’opera strategica, come l’ha definita ieri un membro dell’esecutivo, e contro cui si è spuntata la resistenza di coloro che un altro membro dell’esecutivo, qualche settimana fa, ha appellato unbranco di delinquenti. Le ricadute sanitarie saranno appannaggio dei nostri figli e dei nostri nipoti, fuorché, come insegnano dati raccolti sui superstiti del crollo delle torri gemelle del WTC di New York, condizioni ambientali alterate improvvisamente rispetto a quelle basali, che sono state capaci di operare una selezione naturale a lungo termine, possano abbreviare il tempo dei latenza dai 10-30 anni delle letteratura biomedica consolidata, ai quattro anni e mezzo di Manhattan (11 settembre 2001 – maggio 2006).

            Come ombudsman, sono contro ogni forma di violenza, da qualunque parte sia esercitata, anche e soprattutto nel caso dello smarino del TAV, debba essere condannata moralmente. Del resto, nel capitolo 1 del Quaderno n. 5-2012, del sito web www.grippa.org, ho illustrato con chiarezza e sincerità il mio approccio personale, non violento, nei confronti del problema ella disseminazione dell’asbesto del TAV. In quel mio scritto, proposi il Mahatma Gandhi, modello morale e umano, un colosso che, a mani nude, riuscì a liberare il subcontinente indiano dall’imperialismo britannico. E’ ovvio che la consapevolezza dei rischi dell’inquinamento ambientale non debba essere impedita oppure occultata da manovre dettate dalla congiura del silenzio, per ignoranza attiva e per quei conflitti d’interessi plurimi che sono stati evidenziati dalla relazione di Pax Cristi (cfr. Capitolo 1, Quaderno n. 5-2012).  Moralmente questa sarebbe violenza contro violenza, in analogia con i pugni scambiati da due pugilatori sul ring.

 

            Infine desidero segnalarti che sto ora lavorando alla preparazione di un sesto libro “Attualità su ambiente e salute” (2013-2014) in collaborazione con persone malate a causa di veleni ambientali, particolarmente informate dei fatti. Ogni condizione clinica è correlata, oltre che con gli aspetti biomedici, anche e soprattutto con le criticità etiche e sociali da cui sono sottese. L’ignoranza e il conflitto d’interessi la fanno da padroni.

 

Download
Relazione sulle ricerche di Amianto nella Bassa Val di Susa
_TAV_AMIANTO_Università_di_Siena_Progett
Documento Adobe Acrobat 163.3 KB