EcoX:

l’Osservatorio Nazionale Amianto  ha lasciato la parola ai cittadini di Pomezia.

 Sabato 20 maggio 2017, presso l’Hotel Enea a Pomezia, l’ONA ha organizzato una conferenza stampa e un’Assemblea pubblica. Oggi 21 maggio un nuovo focolaio.

 

Sabato 20 maggio 2017, presso l’Hotel Enea, in via del Mare 83 a Pomezia, a partire dalle ore 16, si è tenuta  una conferenza stampa aperta al pubblico, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, dove sono stati  forniti tutti gli aggiornamenti sulla questione Pomezia e la popolazione ha avuto la possibilità di rivolgere domande ai tecnici messi a disposizione dall’ONA.

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming e facebook al link https://www.facebook.com/Osservatorio-Nazionale-Amianto-TV-391812947849908/?pnref=story.

 

Alla conferenza ha partecipato l’Avv. Ezio Bonanni la Sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice nazionale, ed altri relatori (Dr. Pietro Giannone Tecnico della prevenzione; Sig. Franco Cucinieri Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS; Dr. Arturo Cianciosi Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS; Prof. Francesco Pesce Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS).

 

Una situazione molto delicata che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha, da subito, seguito con grande interesse, a partire dalla costituzione dell’unità di crisi (alla quale sono pervenute oltre 1000 segnalazioni), alla diffusione di un decalogo di precauzione, fino all’assemblea pubblica di ieri dove i cittadini hanno avuto la possibilità di chiedere chiarimenti.

 

Oggi, domenica 21 maggio, un nuovo focolaio è divampato nuovamente e i residenti della zona ce lo hanno segnalato tramite l’invio di alcuni video dove è possibile sentire precisi riferimenti rivolti alle istituzioni di fronte all’inadeguatezza sulla gestione di questa situazione.

 

“Il rogo di Pomezia brucia ancora. Come mai non viene messo in sicurezza e vigilato? Chiederemo che i residui dei rifiuti vengano al più presto confinati e rimossi, e l’area bonificata”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto fa presente che anche la mattina della stessa giornata a partire dalle ore 10:30, presso l’Istituto Paritario S. Elisabetta di Ostia, i tecnici dell’ONA hanno incontrato i genitori degli alunni e sono stati a loro disposizione per rispondere alle loro domande.

 

Sono intervenuti Sig.ra Antonella Franchi Coordinatore Osservatorio Nazionale Amianto ONA ONLUS; Dr. Pietro Giannone Tecnico della prevenzione; Sig. Franco Cucinieri Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA ONLUS; Avv. Antonella Roberti; Dott. Alessandro Ruta, Membro Comitato Tecnico Scientifico Nazionale  ONA ONLUS Psicologo clinico e forense.

    


 

ROGO ECO X POMEZIA.

 

Ancora operativa l’unità di crisi dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

Il giorno 05.05.2017 un disastroso incendio ha distrutto lo stabilimento dell’ECO X di Pomezia (tra Latina e Roma) e ha disperso nell’ambiente fumi, e quindi agenti cancerogeni e patogeni, tra i quali la diossina e l’amianto, con il rischio per la salute umana.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un’unità di crisi, con medici, tecnici e avvocati, per cercare di arginare le tremende conseguenze dello sprigionarsi degli agenti tossico-nocivi dal gigantesco rogo che dalla Pontinia Vecchia, in territorio di Pomezia, era percepibile anche a distanza di chilometri.

L’unità di crisi dell’ONA è coordinata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328/4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, rispondono al telefono e all’e-mail (osservatorioamianto@gmail.com), 24 ore su 24.

Sono oltre 1.000 i cittadini che si sono rivolti all’unità di crisi. Già nell’immediatezza (06.05.2017), l’Osservatorio Nazionale Amianto rendeva pubblica, anche attraverso il suo Notiziario ONA la presenza di materiali contenenti amianto nel rogo della ECO X di Pomezia.

L’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito che “non è stata individuata la soglia di esposizione ad amianto al di sotto della quale il rischio per la salute umana si annulla

Per consultare le raccomandazioni suggerite dall’associazione è possibile consultare la pagina Notiziario ONA, raccomandazioni che lo stesso Avv. Ezio Bonanni ha ribadito pubblicamente in ordine al rischio amianto a basse dosi

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rendendo noti gli ultimi dati rilevati, ha sottolineato nel corso della question time alla Camera (10.05.2017), che “non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria” e per la diossina “i dati saranno disponibili da domani perché i tempi di analisi sono maggiori”. L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni ha replicato: “Sarebbe opportuno precisare quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata, anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti. Una cosa è certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono aerodisperse nell’ambiente circostante. Rimaniamo in attesa, dunque, di ricevere dal ministro e dagli enti deputati più specifiche indicazioni in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, compresa la diossina”.

Il Prof. Luciano Mutti, coordinatore del Dipartimento Terapia e Cura del Mesotelioma di ONA ONLUS, ha inteso precisare: “Non voglio creare falsi allarmismi ma è comunque chiaro che ogni esposizione è teoricamente quella decisiva nell’indurre il processo neoplastico. Molti fattori – prosegue – genetici e infiammatori, fanno si che la dose soglia cumulativa abbia ampie differenze a seconda del soggetto. In linea teorica è vero che l’amianto che brucia è comunque meno pericoloso delle polveri ma, quando parliamo di questa fibra killer – evidenzia Mutti – non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie”.

L’Avv. Ezio Bonanni si è recato sui luoghi del disastro e in un’intervista al TG2 ha ribadito la necessità di utilizzare tutti gli strumenti precauzionali di cui alle ordinanze delle Autorità Sanitarie.


 

 

 

 

 

Amianto: 25 anni dopo la messa al bando

Nozze d’argento della legge 257/1992

Roma, 27.03.2017, Palazzo Montecitorio, Sala della Regina, va in scena “Amianto, Stato dell’arte a 25 anni dalla legge 257/92”, convegno che ha visto la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute, dell’ISPRA, e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con AFEVA Sardegna

I lavori sono stati introdotti dalla proiezione del documentario Asbeschool (scuole di amianto), realizzato dalla Dott.ssa Stefania Divertito, giornalista d’inchiesta, che ha tracciato un quadro desolante della condizione delle scuole in Italia. 

Sono state censite in Italia circa 2400 scuole con presenza di materiali di amianto e contenenti amianto, con circa 400.000 potenzialmente esposti (350.000 studenti e 50.000 del personale docente e non docente).

Questi numeri sono stati confermati dal CENSIS e nel rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica: circa il 10% delle scuole presenta amianto nelle strutture. Questa percentuale sale al 15% in numerosi capoluoghi del nord, dove, tra l’altro, c’è una maggiore attenzione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, già dal febbraio del 2012, ha lanciato l’allarme sulla situazione delle scuole in Italia, sostenendo la necessità di un immediato intervento di bonifica e messa in sicurezza.

Nel V° Rapporto RENAM (Registro Nazionale Mesoteliomi), pubblicato da INAIL nel dicembre 2015, risultano censiti 62 casi di mesotelioma tra docenti e non docenti: è la sola punta dell’iceberg rispetto a tutti i casi di patologie asbesto correlate, poiché tale minerale killer è in grado di determinare l’insorgenza di numerosissime altre patologie (tumori polmonari, del tratto gastrointestinale, tra i quali faringe, laringe e colon; oltre a quelle fibrotiche, anch’esse mortali, come per esempio l’asbestosi).

La conferenza è stata moderata dalla Dott.ssa Rosi Battaglia, giornalista d’inchiesta, e hanno avuto inizio i lavori. 

Il Ministero della Salute, intervenuto con il Dott. Mariano Alessi, ha ribadito la necessità di provvedere con urgenza alla bonifica; e ha calcolato l’incidenza delle esposizioni all’amianto in 3000 casi di tumore (mesotelioma e cancro polmonare)  per ogni anno.  

Il Dott. Valerio Gennaro, epidemiologo e responsabile del COR Regione Liguria, il quale ha sottolineato che il trend del numero delle patologie asbesto correlate, e in particolare del mesotelioma, è in progressivo aumento, anche se è in diminuzione tra i giovani lavoratori, che sono stati esposti all’amianto in misura inferiore, per l’entrata in vigore della L. 257/92. 

Il Ministero dell’Ambiente, è intervenuto con la Dott.ssa Laura D’Aprile, la quale ha sostenuto che tale istituzione si è attivata nel modo migliore per risolvere la problematica amianto. 

l’ISPRA è intervenuta con il Dott. Marco Giangrasso, il quale ha esplicitato la necessità di sviluppare, in modo più incisivo, le attività di bonifica, con le dovute risorse, da destinare agli enti già operativi, evitando la creazione di una nuova Agenzia. 

Il Dott. Giordano Bruno, Magistrato di Cassazione, è intervenuto per illustrare sinteticamente i termini del c.d. ‘Testo Unico Amianto’ che è stato elaborato in seno alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette ‘morti bianche’. 

Per l’Osservatorio Nazionale Amianto, è intervenuto l’Avv. Ezio Bonanni, che, innanzitutto ha dovuto smentire le stime del Ministero della Salute circa l’incidenza dell’esposizione ad amianto sulla salute, con riferimento al numero di mesoteliomi che sono stati rilevati dall’INAIL in più di 1500 casi ogni anno, e che tenendo conto dei dati che sfuggono alla rilevazione, sono in realtà 1800/1900 casi ogni anno, e che pertanto sulla base del fatto che, purtroppo, ad ogni caso di mesotelioma ne corrispondono 2 di tumore polmonare si giunge già ad un dato che è superiore ai 5000 decessi, cui si aggiungono quelli provocati da altri cancri, e dalla fibrosi polmonare da amianto (asbestosi), si arriva alla somma di più di 6000 decessi ogni anno. 

L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni ha insistito affinchè la problematica amianto venga affrontata e risolta in modo concreto e che dalle parole si passi ai fatti, lamentando che a tutt’oggi, nel territorio nazionale, ci sono circa 40.000.000 di tonnellate di materiali contenenti amianto, e che sono circa 1.000.000 i micrositi e decise di migliaia i siti contaminati, e che soltanto con la bonifica e messa in sicurezza si potranno evitare le altre esposizioni e quindi le altre patologie e dunque porre termine a quella che è una vera e propria shoah silenziosa. 

L’Avv. Ezio Bonanni ha altresì ribadito la necessità di un diverso approccio, anche sulle problematiche risarcitorie, perché “non si può affrontare tutto con il processo penale e non si possono costringere malati di mesotelioma e di altre patologie a doversi aggirare pure per i Tribunali e lasciare ai figli e ai coniugi l’eredità di lunghe cause civili e penali, destinate ad avere una durata biblica e a perpetuare lo stato di sofferenza. E’ necessario che le vittime siano risarcite immediatamente dallo Stato, che poi deciderà se rivalersi o meno sui responsabili”. 

L’intervento può essere integralmente seguito su: https://www.facebook.com/391812947849908/videos/401971263500743/ 

Il Movimento 5 Stelle è intervenuto con l’On.le Massimo Felice De Rosa, Vice Presidente della Commissione Ambiente, il quale ha ribadito che con la messa in sicurezza e i relativi lavori si crea un volano per l’economia e anche un gran numero di posti di lavoro, specialmente per i giovani, coniugando così la messa in sicurezza e la tutela della salute con lo sviluppo. 

Ha chiuso i lavori l’On.le Alberto Zolezzi, altro Parlamentare del Movimento 5 Stelle, il quale ha evidenziato come ad oggi ci sia la necessità di affrontare e risolvere il problema amianto, evitando le future esposizioni e conseguentemente le future patologie e i numerosi decessi che costituiscono una vera e propria strage di lavoratori e cittadini.

Al termine di lavori l’Avv. Ezio Bonanni ha rilasciato l’intervista che può essere consultata su:  https://www.facebook.com/391812947849908/videos/401978360166700/

Tutti i lavori possono essere seguiti su: 

https://www.facebook.com/MontecitorioCinqueStelle/videos/1375899022433075/


Amianto, Comune di Napoli e Osservatorio amianto concordi: “Solo un sistema pubblico di smaltimento può contribuire a impedire che le bonifiche alimentino le mafie”. 

 

Napoli, 27 febbraio 2017 - Si allunga la lista dei morti e malati per amianto (oggi le insegne dell’associazione sono listate a lutto per la morte di Luciano Muscetti, a causa di un mesotelioma). 6000 decessi l’anno, di cui 600 in Campania, questi i numeri di una strage, non solo annunciata (perché i tempi di latenza arrivano fino a 30/40 anni), ma soprattutto evitabile (semplicemente evitando l’uso dell’amianto, ovvero dotando i lavoratori delle misure di sicurezza).

 

La conferenza (‘Il cuore di amianto della Campania’) che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha tenuto sabato 25.02.2017 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli e che ha visto la partecipazione di scienziati, professionisti, cittadini, vittime dell’amianto e loro familiari, ha confermato quello che il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, ha denunciato: 600 decessi e migliaia di malati, ogni anno, nell’intero territorio regionale a causa dell’amianto e questa macabra contabilità aumenta se si tiene conto degli altri cancerogeni (https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1434916246539433/)

Alla conferenza ha partecipato attivamente l’Assessore all’ambiente e Vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice.

 

La Sala era affollata di persone «per il 90% vittime dell’amianto e loro familiari», come ha denunciato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto che ha 15 mila iscritti in tutta Italia e una sede anche in città, oltre ad altre sedi in tutta la regione Campania.

Sono state confermate una serie di criticità, che vanno dall’Isochimica di Avellino fino al Porto di Napoli, dalla Sacelit di Volla a Bagnoli, dal Porto di Salerno fino ai Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, passando per il sito B-Ticino, l’ex SOFER, e ancora nelle scuole e negli edifici pubblici, nelle Forze Armate (Marina, Esercito, Aviazione e Carabinieri) e nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Polizia, fino ai Vigili del Fuoco).

 

All’incontro ha partecipato anche Costantino Saporito, portavoce dell’Usb nazionale ei vigili del fuoco che ha puntato l’attenzione sull’assenza totale del monitoraggio. «Operiamo laddove tutti fuggono, ha detto, e non sappiamo mai a cosa andiamo incontro. Abbiamo  respirato la diossina della terra dei fuochi, i veleni delle discariche abusive, spesso senza dispositivi di protezione, quasi sempre senza neanche sapere cosa stiamo respirando» (https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1434976489866742/)

 

 

Significativo e lungamente applaudito è stato l’intervento dell’Assessore all’Ambiente e Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, il quale ha lanciato una serie di proposte, oltre all’interlocuzione su quelle già poste sul tappeto dall’associazione: 

  • Costituzione di parte civile del Comune in tutti i procedimenti penali per disastro ambientale e per i morti per amianto; 
  • Una interlocuzione con l’Autorità Regionale e il Governo Nazionale per la creazione di un Fondo nazionale per il risarcimento delle vittime dell’amianto (ben oltre quello già costituito dall’INAIL che si traduce in poche decine di euro di più al mese); 
  • Legge di iniziativa popolare per la bonifica, la ricerca, le migliori terapie alle vittime, l’assistenza psicologica estesa anche ai familiari, e la punizione effettiva dei responsabili.

Rispetto a queste iniziative programmatiche, Raffaele Del Giudice, parlando anche a nome del Sindaco De Magistris, non solo ha dichiarato la vicinanza dell’Amministrazione comunale alle vittime e ai loro familiari, ma si è fatto portatore di una serie di proposte: 

  • Un’agenzia pubblica per la bonifica, per provvedere alla decontaminazione dei luoghi pubblici con presenza di amianto (scuole, ospedali, etc.), ma anche per la rimozione e lo smaltimento di quell’amianto presente nelle civili abitazioni. Il tutto affidato al pubblico. 

Non solo, Del Giudice ha sottolineato che oggi le uniche ditte ad avere la liquidità necessaria per poter affrontare smaltimento sistematico dell’amianto sono quelle private e colluse con la camorra: «Bisogna assolutamente creare un sistema pubblico di smaltimento. Altrimenti accadrà che affideremo i lavori ad aziende colluse che faranno quello che hanno fatto negli anni passati con i rifiuti tossici provenienti dal nord sotterrandoli sotto quella che conosciamo come terra dei fuochi”. L’avvocato Ezio Bonanni ha condiviso tale proposta programmatica e ha proposto il vicesindaco come socio onorario dell’Ona Napoli auspicando una «collaborazione con l’istituzione che tanto può per le bonifiche e per il monitoraggio sanitario e del patrimonio edilizio che contiene amianto».

Toccanti le testimonianze della coordinatrice Ona Campania, Dott.ssa Carla Zorzetti, vedova di un vigile del fuoco e di altre vittime presenti in sala, tra lavoratori delle Poste e parenti di personale di ditte di manutenzione degli aerei Alitalia, ora deceduti. 

 

Programma dell’ONA in Campania:

  • Presentazione della legge di iniziativa popolare per la tutela (preventiva, sanitaria e previdenziale/risarcitoria) delle popolazioni e dei lavoratori dai cancerogeni e agenti tossico-nocivi.
  • Organizzazione capillare degli ambulatori con medici volontari per gli screening sanitari e l’assistenza medica;
  • Intensificazione della interlocuzione con la Magistratura inquirente per la prevenzione e la repressione dei reati, la punizione dei colpevoli e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime;
  • Organizzazione di una Conferenza Euromediterranea per la risoluzione del problema amianto con il coinvolgimento delle vittime e delle associazioni di tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, che faccia da ponte con tutte le emergenze, non solo di quelle ambientali.

I lavori sono stati chiusi dall’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha preannunciato che ci saranno altre iniziative a Napoli e nell’intera Regione (https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1435022346528823/)


 

Il resoconto delle attività dell’ONA in Sicilia

 

SICILIA - AMIANTO KILLER

 

 

I numeri della strage       

 

Mesoteliomi dal 1998 al 2014 = 1286 casi, dei quali circa 450 nel solo periodo dal 2009 al 2014, da cui emerge un trend in aumento (Fonte RENAM – incidenza del 5,3%, e negli ultimi anni pari al 7% rispetto al dato nazionale - e rilevazioni ONA);

Tumori polmonari: si stima che almeno 200 decessi l’anno, siano causati da tumori polmonari provocati dall’esposizione ad amianto.

Altre patologie asbesto correlate: tumori del tratto gastrointestinale (tra cui laringe) e alle ovaie, e patologie fibrotiche con complicazioni cardiovascolari (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici): si stimano circa 300 decessi l’anno.

 

Le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto 

  1. bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, per evitare le future esposizioni, che aumentano il rischio per coloro che sono stati già esposti, e aumentano il numero degli esposti e quindi la platea delle potenziali vittime (prevenzione primaria); 

  2. creazione di un centro di riferimento per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate, anche con l’istituzione del centro di riferimento presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Istituzione del registro degli esposti e verifica periodica delle condizioni sanitarie (prevenzione secondaria); 
  3. prepensionamento per i lavoratori esposti ad amianto. Costituzione di rendita, prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che hanno ricevuto diagnosi di patologie asbesto correlate. Risarcimento danni per le vittime. Rilevazione di tutti i casi di patologie asbesto correlate per calcolarne l’incidenza e la mortalità, anche in riferimento al sinergismo con altri agenti cancerogeni (prevenzione terziaria).

  4. Azione di risarcimento danni a carico della Regione Sicilia, per la mancata attuazione della Legge Regionale n. 10/2014; e a carico dello Stato Italiano, in quanto responsabile della violazione delle norme costituzionali poste a presidio della tutela della salute e dell’incolumità, anche in riferimento all’azione di alcune società pubbliche, ovvero a capitale pubblico (come per quanto riguarda la Raffineria ENI di Gela).

 

Gli strumenti normativi:

  • legge regionale n. 10/2014: è necessario che venga data attuazione alle norme ivi contemplate, come strumento fondamentale di ausilio per condurre e vincere la battaglia di tutela della salute e dell’ambiente, di legalità e giustizia, nell’Isola.  

  • E’ necessario un intervento dello Stato a sostegno della Regione Sicilia: è necessario creare le c.d. ‘zone franche’ con un livello di tassazione inferiore, ovvero con agevolazioni fiscali, per coloro che decidono di investire nei territori del c.d. ‘triangolo della morte’, e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa. 

Gli obiettivi dell’ONA:

  • applicazione della legge regionale Siciliana, n. 10 del 2014;  

  • sensibilizzazione delle popolazioni e delle istituzioni sul rischio amianto;  

  • informazione dei cittadini sulle recenti modifiche normative, in particolare il pensionamento anticipato, senza limiti di età e di anzianità contributiva, per i lavoratori malati di patologie asbesto correlate per effetto dell’art. 1 co. 250 della L. 232/2016 (finanziaria 2017). Non si applicano quindi le norme della legge Fornero. Ciò è stato ottenuto grazie alla mobilitazione dell’ONA, che ringrazia tutte le Forze Politiche che all’unanimità hanno approvato tale norma nel Parlamento nazionale. Fondo in favore dei lavoratori portuali per effetto del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 27.10.2016, che definisce le procedure delle modalità di erogazione delle prestazioni del Fondo per le Vittime dell’amianto, istituito con la legge di stabilità del 2016 (art. 1 co. 278 della L. 28.12.2015, n. 208);   

  • sportelli ONA di assistenza per ottenere il prepensionamento e l’accredito delle prestazioni INPS e INAIL.

     

L’Avv. Ezio Bonanni, nel corso delle due conferenze, sia quella di Siracusa che quella di Gela, ha insistito affinchè ci siano delle misure urgenti di tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori e dei cittadini, e al tempo stesso il riconoscimento del loro diritto alle prestazioni previdenziali e assistenziali, con particolare riferimento ai benefici contributivi per coloro che sono stati esposti a polveri e fibre di amianto, oltre che per coloro che si sono ammalati.

L’evento è stato trasmesso in diretta facebook, e può essere consultato al link:

https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1427892287241829/?pnref=story

 

 

Il susseguirsi dei lavori

 

 

Siracusa  - Sabato 18 febbraio, 2017 a partire dalle ore 15 e 30, in via Logoteta, 27 si terrà la conferenza dal titolo “Amianto:  strage invisibile e silenziosa in Sicilia”  presso il “ The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights” 

Sono intervenuti:

Avv. Ezechia Paolo Reale –Segretario generale del “The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Right

Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA Onlu

Calogero Vicario – Coordinatore ONA Sicilia

Pippo Gianni – Componente del Comitato tecnico scientifico nazionale ONA Onlus

Dott.ssa Sabrina Melpignano – Psicologa e componente del Comitato tecnico scientifico nazionale Ona Onlus

Dott. Pietro Cascio – Presidente regionale Fanapi Sicili

Don Palmiro Prisutto - Arciprete di Augusta

 

Si trasmette Assemblea Regionale Siciliana 12 Dicembre 2013 seduta 107, intervento On.le Pippo Gianni  https://www.youtube.com/watch?v=M30ZhrJ03D0

 

Gela – Domenica 19 febbraio, 2017 a partire dalle ore 9 e 30, in viale Mediterraneo, 41 (presso la ex  sede del Tribunale di Gela), avrà luogo il convegno  “Amianto: il genocidio dei lavoratori e cittadini di Gela”. 

 

Sono intervenuti alla conferenza, l’Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA Onlus

e i seguenti relatori:

Salvatore Granvillano - Coordinatore ONA Gela

Dott. Domenico Messinese -  Sindaco di Gela

Dott. Pippo Gianni – Medico legale e componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA

Avv. Giuseppe Ventura – Consigliere comunale 

Avv. Lucio Greco – Legale ONA  Gela

Dott. Antonino Biundo – Pneumologo

Dott.ssa Sabrina Melpignano – Psicologa e componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA

Calogero Vicario – Coordinatore ONA Sicilia


 

 L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto rende noto che:

1) i lavoratori che hanno contratto mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi riconosciuti possono accedere al pensionamento anticipato, senza limiti di età e anzianità contributiva, per effetto dell’art. 1, comma 250, L. 232/16;

2) gli eredi dei lavoratori portuali possono ottenere l’accesso al fondo istituito in favore delle vittime con la Legge di stabilità del 2016 (art. 1, comma 278, Legge 04.12.2015, n. 208), con le modalità stabilite dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27.10.2016.

 

L’ONA ha costituito lo sportello di assistenza online, per tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e famigliari.

Per ottenere anche l’applicazione di queste nuove norme.

Si può accedere al Dipartimento di Assistenza Legale  oppure al sito del Presidente, Avv. Ezio Bonanni al link https://eziobonanni.jimdo.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/ per poter acquisire ogni informazione utile, ivi compresi i modelli per l’esercizio del diritto.

L’assistenza è totalmente gratuita.

Per chiedere l’intervento diretto dell’Osservatorio è sufficiente inoltrare un’email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com  oppure con comunicazione telefonica al numero 331/9806771.

L’ONA si congratula con il Governo che ha recepito le richieste più volte formulate e auspica che tale proficuo rapporto prosegua per affrontare e risolvere i problemi dell’amianto. Intanto l’associazione prosegue la sua attività. “Lo sportello ONA nasce per assistere i lavoratori affetti da patologie asbesto-correlate, riconosciute dall’INAIL e da qualsiasi altro ente detentore della posizione previdenziale, che hanno diritto a essere collocati in pensione a prescindere dai requisiti di anzianità contributiva e anagrafica - ha specificato l’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’ONA - e con esso anche l’ulteriore misura in favore degli eredi dei lavoratori portuali vittime dell’amianto. I termini per accedere al fondo sono stretti e si rischia la decadenza”.

Il nuovo Fondo per i portuali è stato istituito dalla legge di stabilità 2016 (208/2015), la dotazione prevista è di 10milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 - il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2017 -. L’importo della prestazione attribuito a ciascuno degli eredi aventi diritto sarà stabilito ogni anno dall’INAIL, in misura di una quota percentuale uguale per tutti i beneficiari, sulla base delle domande pervenute e dell’ammontare dei risarcimenti stabiliti in sentenza.   Le date delle scadenze sono: Il 18 marzo 2017 per le domande relative al 2016. Il 28 febbraio per le prestazioni del 2017. Il 28 febbraio 2018 la scadenza per le prestazioni del 2018. Per i dettagli rivolgersi allo sportello ONA. 

“L’associazione ringrazia tutte le forze politiche, prima di tutto quelle governative e in particolare ringrazia l’On. Antonio Boccuzzi, che ha proposto l’emendamento poi trasformato nell’art. 1, comma 250, L. 11.12.2016 n. 232 – Legge di stabilità 2017. È tempo quindi che i lavoratori e loro famigliari accedano a questi diritti. Ora è necessario che queste leggi ora non rimangano sulla carta e che i cittadini possano fruirne”, ha detto Bonanni.

 


 

Incidente nella Raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi il 05.02.2017: l’ONA promuove una class action di cittadini e lavoratori esposti ad amianto e al rischio di incidente rilevante. Intanto ancora stop alla nuova discarica di amianto.

 

C’è sempre più preoccupazione, in provincia di Pavia, per le condizioni della Raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi per via dei numerosi incendi, e dell’utilizzo di amianto e per il fatto che ora vorrebbero pure realizzare una discarica di amianto, contigua alla Raffineria.

 

E’ solo l’ultimo degli incendi che si sono verificati in questo stabilimento, e già il 01.12.2016, se ne era verificato un altro di grosse dimensioni. Intanto la Procura di Pavia ha aperto una inchiesta e potrebbero esserci degli sviluppi in ordine alla richiesta di revoca dell’autorizzazione alla costruzione della discarica di amianto che è stata concessa nel 2015, così come richiesto dall’Osservatorio Nazionale Amianto all’Assessore Regionale all’Ambiente, On.le Terzi.

 

L’ultimo incendio: il 5 febbraio verso le 8.30, un fragoroso boato ha preceduto le fiamme che si sono innalzate, con una colonna di fumo, dall’impianto Est dell’isola numero 7, della parte vecchia della Raffineria ENI, dove ancora si lavora il greggio. L’incendio è stato domato dai Vigili del Fuoco del servizio interno. Fortunatamente non ci sono vittime, nè feriti. 

 

 E l’antefatto… 

Il 14 gennaio, durante un’assemblea pubblica organizzata dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (Ona), cui avevano partecipato venti sindaci dei Comuni limitrofi, l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, aveva sottolineato ancora una volta i rischi legati all’attività della raffineria, per le sue condizioni di non sicurezza.

“C’è una situazione di comprovato rischio – aveva paventato l’avvocato Bonanni -, a fronte della quale era stata chiesta la messa in sicurezza della raffineria e il blocco dei lavori della nuova discarica di amianto”.

“Chiediamo alla Magistratura indagini rapidissime e conclusioni immediate affinché dati certi e indagini scientifiche siano di trasparente supporto alle decisioni da prendete e consentano valutazioni serene”, ha dichiarato nel corso dell’assemblea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA, che nel 2013 aveva anche presentato un esposto alla magistratura, meno di un mese fa ha chiesto all’Europa di intervenire. Analogo appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica e al Governo, perché fossero emanati provvedimenti urgenti.

 

 A pochi giorni dall’incidente, l’Osservatorio aveva spedito alla Commissione e al Parlamento Europeo una Petizione Popolare per promuovere una procedura di infrazione dinanzi alla Corte di Giustizia a carico dello Stato italiano della Regione Lombardia. La risposta del Parlamento Europeo è arrivata il 13 gennaio: la richiesta è stata iscritta al ruolo generale e inoltrata alla commissione per le petizioni.

 

“Quanto a quest’ultimo incidente, un altro esposto sarà presentato alla magistratura anche e ancora per la questione amianto, perché c’è il rischio che questo nuovo incendio abbia fatto disperdere nell’aria fibre di amianto – continua il presidente dell’ONA -. L’Osservatorio Nazionale Amianto, sin dal 2008, ha insistito per la messa in sicurezza della raffineria e i fatti, purtroppo, ci hanno dato tragicamente ragione”.

 

Visti i continui incendi, “chiederemo ancora alla magistratura di intervenire”- prosegue il legale che poi chiosa affermando “Le istituzioni debbono intervenire con la messa in sicurezza della Raffineria Eni di Sannazzaro de Burgondi e con il risarcimento dei danni perché intanto per l’amianto in raffineria si continua a morire e stop alla discarica”. Nel frattempo è stata già depositata dall’On.le Laura Agea una interrogazione al Parlamento Europeo, e si profila anche un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

 

Class action

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha intenzione di promuovere una class action di cittadini e lavoratori esposti ad amianto e al rischio di incidente rilevante, in relazione al ripetersi di incidenti presso la Centrale di Sannazzaro de’ Burgondi, al fine di ottenere il risarcimento dei danni anche per coloro che hanno subito solo dei danni morali, non potendo considerarsi lecito esporre al rischio lavoratori e cittadini.


 

Sconfiggere l’amianto si può e si deve: “bonifica, ricerca scientifica, indennizzi e risarcimenti e migliori condizioni di lavoro”. Intanto è stata già depositata un’altra richiesta all’Autorità Giudiziaria per la bonifica  dell’ala dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze, dove è stata riscontrata la presenza di amianto, e ci si prepara ad intervenire per impedire la costruzione della discarica di Ferrara Erbognone (PV). 

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue l’azione sui territori. Lo scorso 29.01.2017, nel corso dell’assemblea pubblica di Rosignano, l’Avv. Ezio Bonanni ha pronunciato una requisitoria in piena regola, per contestare un intero sistema che nega giustizia alle vittime dell’amianto ma che, soprattutto, mette ancora a rischio l’integrità dell’ambiente e la salute di tutti i cittadini.

Per questo prosegue incessante l’azione anche degli stessi militanti sul territorio, in Toscana coordinati dalla Sig.ra Antonella Franchi (http://www.onanotiziarioamianto.it/wp/ona/istituto-leonardo-vinci-firenze-lona-chiede-la-chiusura-immediata-prepensionamento-del-personale/), la quale ha depositato una ulteriore istanza di giustizia alla competente Autorità al fine di ottenere la bonifica dell’ala dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze, quella dove vi sono ancora materiali contenenti amianto.

Sono anni ormai che l’Avv. Ezio Bonanni invoca un intervento risolutore della questione amianto nelle scuole(http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/20/amianto,_lona_in_italia_a_rischio_soprattutto_le_scuole/1280437), e ha contestato le misure tampone, che si fondano soltanto sul tentativo di rendere minimo il rischio. Misure che poi falliscono miseramente, poiché sono in continuo aumento i casi di patologie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, tumori delle ovaie, tumori delle vie aeree e gastrointestinali, e altre patologie neoplastiche che si sommano a quelle fibrotiche, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari), anche nel settore della scuola: sono stati diagnosticati 63 casi solo di mesotelioma e solo tra personale docente e non docente; e non sono stati fatti i controlli sui tutto il personale e sugli alunni. Ciò è inaccettabile. 

La situazione non è migliore in Lomellina. Si registrano nuovi casi di patologie asbesto correlate e decessi, e si vorrebbe realizzare una delle più grandi discariche di amianto nella città di Ferrera Erbognone, in un terreno contiguo alla Raffineria ENI (dove si sono verificati recenti gravi incendi) e alle popolazioni già martoriate da questo flagello.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha già fatto il punto della situazione con l’intervento all’assemblea pubblica dello scorso 29.01.2017 in Rosignano, nel corso della quale ha nuovamente denunciato la condizione di insicurezza dei luoghi lavorativi e di vita per presenza di amianto (40.000.000 di tonnellate di materiali che lo contengono; tra cui ancora in 2.400 scuole) con il triste bilancio di circa 6000 decessi l’anno e purtroppo con migliaia di nuovi casi di malattie professionali.

E’ sufficiente infatti consultare il lavoro di mappatura finora prodotto dall’Arpat – oltre 2 milioni le tonnellate d’amianto censite in Toscana, fino al 2007 – per notare come molti dei 1.145 siti da bonificare siano dislocati lungo la costa. Poi c’è l’amianto che incrociamo tutti i giorni, spesso senza averne coscienza: nelle scuole (2.400 in Italia), per capire come il problema sia di dimensioni difficilmente risolvibili, se non vengono adottate le necessarie e doverose iniziative, che sono state da tempo richieste dall’Avv. Ezio Bonanni.

I cittadini sono stati informati delle ultime modifiche legislative: il pensionamento anticipato dei lavoratori vittime dell’amianto, ma ciò non è sufficiente: pur esprimendo apprezzamenti nei confronti delle forze governative e anche di quelle di opposizione, che poi hanno permesso l’approvazione delle nuove norme all’unanimità, l’Avv. Ezio Bonanni, nel suo intervento pubblico che è stato trasmesso in diretta e che viene qui pubblicato anche in video  (https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1406993902665001/), è tornato ad insistere perché ci siano le bonifiche, per evitare future esposizioni, e ci siano le diagnosi precoci e le cure più adeguate, e i risarcimenti e gli indennizzi.

 

“La battaglia è prima di tutto culturale - dice l’Avv. Ezio Bonanni - e poi è sociale: solo con il diretto impegno nei territori, nei luoghi di lavoro, fabbriche, uffici pubblici, etc., oltre che nelle aule dei Tribunali, si può affrontare e sconfiggere questo killer. Il silenzio e l’inerzia di tutte le forze politiche è ormai inaccettabile, ed è per questo che sono previste delle iniziative gandhiane e non violente di protesta e di disapprovazione che deve esprimersi prima di tutto nell’urna con un licenziamento dei politici incapaci che per questo debbono essere non rieletti. Va affermato il concetto del licenziamento politico per giusta causa. E’ inammissibile che un lavoratore debba morire per l’amianto presente e i politici incapaci non possano essere licenziati se non fanno il loro dovere, se tradiscono il mandato dei cittadini che peraltro li retribuiscono con stipendi che sfiorano i 20.000 euro e che spesso corrispondono allo stipendio di 20/30 operai, se non di 40/50 lavoratori con i voucher”.

Territori, Rosignano, ma anche Piombino, Livorno fino all’Isola d’Elba, ancora la Val di Cecina e Firenze, che sono disseminati di amianto, ma purtroppo anche di malattie e decessi. Un vero e proprio bollettino di guerra, su cui si è soffermato anche lo stesso Avv. Ezio Bonanni: “A Rosignano continuiamo a rilevare nuovi casi di asbestosi, di tumori polmonari e mesoteliomi ma il sindaco di questo comune non si è mai pronunciato sui dati allarmanti diffusi dall’Ona ed elaborati dal professor Marabotti”, ha detto Bonanni. “Su questo territorio abbiamo casi di decessi, abbiamo riconoscimenti Inail che accertano l’origine professionale delle patologie, non ci sono invece procedimenti penali che possano accertare se ci sia stata responsabilità penale su casi sui quali abbiamo presentato denunce"(http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/sos-amianto-un-killer-insidioso-a-livorno-uccide-tre-volte-di-pi%C3%B9-1.2858988)

L’Ona denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto. Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012. Ancora più che inquietante la situazione nella zona di Rosignano: 25 i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche i questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti.

A questi numeri si aggiungono quelli di Piombino, tra i primi posti nella classifica nazionale per numero di mesoteliomi. Nella sola città di Piombino sono 22, rispetto ad una popolazione residente di 33.925 persone, con un tasso pari al 4,05. Un dato altissimo.

L’avvocato Bonanni ha chiesto al Sindaco di Rosignano di istituire una sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce e per verificare il tasso di incidenza del numero dei tumori e delle malattie degenerative e il tasso di mortalità. “Nei prossimi giorni invierò una lettera al sindaco con le nostre richieste, in caso di mancato riscontro inizieremo una protesta non violenta”.

Intanto l’attività di mobilitazione prosegue anche in Lomellina, dopo la recente assemblea del 14.01.2017, con la richiesta a tutte le Autorità Regionali e Governative di disporre la revoca delle autorizzazioni alla realizzazione della discarica di amianto di Ferrera Erbognone (http://osservatorioamianto.altervista.org)

Sono previste anche iniziative giudiziarie, e un intervento nella procedura di ricorso al TAR a suo tempo presentata da alcuni Comuni per ottenere un provvedimento di dichiarazione di illegittimità delle autorizzazioni alla edificazione della discarica.

 


 

 L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto: no alla discarica di Sannazzaro de’ Burgondi.  

 

L’assemblea nazionale dell’ONA, Il cuore di amianto della Lomellina” che si è tenuta lo scorso 14.01.2017 a Sannazzaro De Burgondi presso il Teatro Soms, e i cui atti sono già pubblicati sul canale YouTube dell’ONA (https://www.youtube.com/user/ONAnazionale), ha contribuito a tenere accesa la speranza di evitare nuovi rischi per la cittadinanza di Ferrera Erbognone e Sannazzaro De’ Burgondi e delle altre città del Pavese, territori già pesantemente martoriati dall’amianto e che si vorrebbe investire ora di una discarica da realizzare contigua ai centri abitati e alla raffineria dell’ENI, già anch’essa limitrofa agli insediamenti urbani e peraltro già oggetto di diversi incidenti.

 

 

Più di 500 persone si sono assiepate e hanno gremito il teatro. Donne con bambini piccoli, giovani ed anziani, lavoratori e liberi professionisti, ed altrettanti hanno assistito dall’esterno e alcune centinaia hanno seguito la diretta streaming.

 

Tutti si sono uniti per chiedere che la discarica di amianto, tra le più grandi d’Europa, non sia realizzata a pochi metri dalla centrale ENI che lo scorso 01.12.2016 è stata oggetto di un pauroso incendio con fiamme che si sono sprigionate ad un’altezza di più di 200mt. Erano presenti 20 sindaci, con la loro fascia tricolore e alcuni di loro hanno preso la parola su invito dell’Avv. Ezio Bonanni dichiarando di voler sostenere le popolazioni nella loro richiesta di tutela della salute e dell’integrità dell’ambiente.

 

L’associazione ha chiesto che venga adottato un provvedimento legislativo d’urgenza dal Governo nazionale in modo tale che si eviti la possibilità di creare tale discarica di amianto contigua alla raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi e quindi si possa evitare il rischio ulteriore per le popolazioni, già pesantemente provate dopo l’incidente del 01.12.2016. (*guarda i video!!)

 

*(Video incendio Raffineria Sannazzaro dè Burgondi del 01.12.2016)


 

 

 

Finalmente il diritto di tutti i lavoratori malati di patologie asbesto correlate possono accedere all’immediato pensionamento. Vittoria per l’ONA.

 

 

Pubblichiamo l’articolo 1, comma 250 della Legge di Stabilità del 2017, già Disegno di Legge n. 2611/2016 con la quale è stata approvata la norma che prevede l’immediato pensionamento per tutti coloro che, per motivi di lavoro, hanno contratto mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, purché riconosciuti dall’INAIL, ovvero dall’ente assicuratore, senza che ci sia la necessità di alcuna soglia di riconoscimento di inabilità/invalidità.

Infatti, il testo dell’art. 1, comma 250, del Disegno di Legge n. 2611/2016 ("Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”), inizialmente proposto dall’On.le Antonio Boccuzzi, ha poi ottenuto il sostegno bipartisan di tutti i gruppi politici e quindi definitivamente approvato con la legge del 07.12.2016, che prevede:

250. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presente comma, il lavoratore iscritto all'assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61), riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilità, ancorché non si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell'assicurato almeno cinque anni nell'intera vita lavorativa. Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi, che non è cumulabile con altri benefìci pensionistici previsti dalla normativa vigente, è riconosciuto, a domanda, nel limite di 20 milioni di euro per l'anno 2017 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie di cui al terzo periodo il riconoscimento del trattamento pensionistico è differito, con criteri di priorità in ragione dell'età anagrafica, dell'anzianità contributiva e, infine, della data di presentazione della domanda, allo scopo di garantire un numero di accessi al pensionamento non superiore al numero di pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse finanziarie. Per i lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che rientrano nelle fattispecie di cui ai primi due periodi del presente comma, le indennità di fine servizio comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente comma.

L’Osservatorio Nazionale Amianto porrà a disposizione il formulario perché tutti gli aventi diritto possano procedere al deposito della domanda di pensione presso l’INPS (ovvero presso l’ente gestore della posizione previdenziale).


 

Eternit Bis: Ona: “No ad una nuova discussione,

 

si proceda subito al rinvio a giudizio. Basta con le perdite di tempo”

  

Al Palazzo di giustizia di Torino è ripreso il maxi processo Eternit Bis per le morti di amianto dell'Eternit di Casale Monferrato.

L'Osservatorio Nazionale Amianto, parte civile nel procedimento, ha chiesto il rinvio a giudizio di Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero proprietario della fabbrica.

«Il richiamo al principio del “ne bis in idem” è del tutto fuori luogo, non solo per quei casi di omicidio non ricompresi nell’elenco contenuto nel capo di imputazione del primo processo, ma anche per coloro che vi erano ricompresi, poiché nel primo procedimento si è fatto riferimento soltanto al reato ambientale, e comunque al fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate, senza alcun riferimento ai casi specifici e alla contestazione dell’evento morte, e alla protezione del diritto alla vita che è cosa diversa dalla tutela della pubblica incolumità (che peraltro è reato di pericolo e non di evento in senso materiale)», ha spiegato l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'ONA e legale di parte civile.

“All’udienza del 27.10.2016, l’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto che si procedesse immediatamente al rinvio a giudizio dell’imputato, sul presupposto che anche le vittime debbono trovare una loro tutela e giustizia, conformemente a quanto sancito dall’art. 6 CEDU, perché fino ad ora la giustizia italiana non ha tutelato le vittime ma solo l'imputato che, lo ricordo, ha ricevuto la contestazione di aver provocato la morte di centinaia di vittime inermi”, ha aggiunto.

Le udienze del nuovo processo si erano interrotte nell’estate del 2015 quando gli avvocati del magnate svizzero avevano posto una questione di costituzionalità sul “ne bis in idem”, ovvero sulla legittimità di processare due volte una persona per gli stessi fatti. Ma la Corte Costituzionale ha deciso di andare avanti.

L'udienza preliminare del gup, è stata incentrata sulla sentenza della Corte Costituzionale, preannunciando di voler riaprire la discussione.

Ferma l'opposizione sul punto di tutte le parte civile. “Il codice di procedura penale non contempla la possibilità di una nuova discussione. Ciò non ha senso, poiché si è già discusso prima del rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. Il gup deve solo stabilire la sostenibilità dell'accusa in dibattimento, non deve certo celebrarlo. Non accettiamo ulteriori perdite di tempo che si traduco in tutto vantaggio per l'imputato e in danno per le vittime. Uno Stato di diritto che possa definirsi tale deve rendere giustizia”.

L'Ona chiederà, non appena ci sarà il rinvio a giudizio, che nel processo Eternit Bis lo Stato risponda come responsabile civile per i danni provocati dall'imputato e ne chiederemo la citazione per ordine del Tribunale.

L'Ona ha registrato un aumento dei casi di mesotelioma, tumori polmonari e altre patologie asbesto correlate tra la popolazione di cinque siti degli stabilimenti di eternit: Casale Monferrato, Cavagnola, Bagnoli, Siracusa e Rubiera”, ha aggiunto.

Nel corso della conferenza stampa/convegno che si è tenuto in Torino il giorno 26.10.2016 (“Eternit: il processo del secolo”), dedicato alla memoria del Dott. Paolo Pitotto, si è registrata la presenza di diverse personalità del mondo scientifico, accademico e professionale, oltre ai numerosi cittadini e lavoratori.

Pubblichiamo in video gli atti del convegno:

Possono essere consultati, in video, gli interventi dell’Avv. Ezio Bonanni, del Prof. Giancarlo Ugazio, già ordinario di patologia generale presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, il Prof. Luciano Mutti, ordinario di oncologia sperimentale presso la Facoltà di Medicina della Salford University di Manchester, il Dott. Maurizio Ascione, Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, la Dott.ssa Paola Fra Pitotto, moglie del compianto Dott. Paolo Pitotto.

Il Dott. Paolo Pitotto, eminente figura di medico del lavoro, consulente medico del Tribunale di Torino, della Procura della Repubblica di Milano e di altri Uffici Giudiziari, oltre che Componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, è stato commemorato con un minuto di raccoglimento, e dagli interventi di altissimo valore scientifico dell’Avv. Ezio Bonanni, del Prof. Giancarlo Ugazio, del Prof. Luciano Mutti e del Dott. Maurizio Ascione, il quale ne ha riepilogato l’impegno quale consulente medico del lavoro.

In sala erano presenti tra gli altri, la Prof.ssa Donata Bellis, il Prof. Massimiliano Bugiani, oltre al Dott. Vincenzo Ciocchetti, già Giudice del lavoro presso il Tribunale di Torino, del quale il Dott. Paolo Pitotto fu a lungo consulente.

Ai lavori sono intervenuti anche numerosi giornalisti, ed emittenti piemontesi, tra le quali “Rete 7”, che ha intervistato l’Avv. Ezio Bonanni, il Prof. Luciano Mutti e il Prof. Giancarlo Ugazio (4''-9:44''):


  

 

Milano 21.10.2016 - sede del Consiglio Regionale della Lombardia 

Amianto: in fila per morire”.

 

L’Avv. Ezio Bonanni commenta la sentenza di proscioglimento di alcuni degli imputati FIBRONIT da parte della Corte di Appello di Milano e annuncia battaglia.

 

Nella Sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia, all’interno di un maestoso grattacielo chiamato “Il Pirellone”, si è consumata l’ennesima plastica rappresentazione della incapacità delle Pubbliche Istituzioni di far fronte, in modo serio, ai problemi dei cittadini e in particolare a quello dell’amianto che dilania la Regione Lombardia, priva di idonee misure di prevenzione, cura e sostegno alle numerose vittime e ai loro familiari e l’ennesimo dramma della assoluzione, in parte per prescrizione (disastro ambientale), e in parte perché “il fatto non sussiste” (omicidio colposo), di alcuni degli imputati del processo Fibronit.

 

Era presente una nutrita rappresentanza di giornalisti, esponenti del mondo accademico e giudiziario e di vittime e loro familiari, che si sono aggiunti agli esponenti del mondo politico, del tutto incapaci di assumere una efficace iniziativa per ristabilire la giustizia, la legalità, la salubrità dell’ambiente e la salute per i cittadini e lavoratori.

 

“Sono sconcertato, l'assoluzione dei due imputati nel processo Fibronit di Broni ci lascia profondamente amareggiati. La sentenza emessa dalla V Sezione della Corte d'Appello di Milano ha stabilito la prescrizione del reato di disastro ambientale: ciò significa che il reato c'era. I termini della prescrizione sono scaduti perché le indagini preliminari sono durate circa dieci anni, una cosa inammissibile”.

Con queste parole l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato la sentenza del processo Fibronit, nel corso del convegno che si è svolto nella sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia “Amianto in fila per morire. Le stragi approdano nelle aule dei tribunali”.

 

“Come Osservatorio Nazionale Amianto, che ha preso parte al procedimento come parte civile, e come legale di alcune decine di vittime, annuncio che faremo ricorso in Cassazione e presenteremo ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. Ritengo che, almeno per quanto riguarda il reato di disastro ambientali, non ci sono termini per la prescrizione poiché non c'è stata la bonifica e quindi l'epidemia di patologie prosegue causando altre malattie, lutti e tragedie”.

 

Nel corso del convegno - a cui hanno partecipato anche il dottor Maurizio Ascione, magistrato della Procura della Repubblica di Milano, la consigliera della Regione Lombardia Iolanda Nanni, il consigliere della Regione Lombardia, Andrea Fiasconaro, e i deputati del M5S Massimo De Rosa e Alberto Zolezzi - il presidente dell'Ona Ezio Bonanni ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi portavoci delle richieste dei lavoratori malati di asbestosi e di altre patologie legati all'amianto di poter accedere al pensionamento in anticipo rispetto ai tempi della legge Fornero. Ha inoltre chiesto di verificare sulle attività dell'Inail in tema di mancato riconoscimento delle patologie asbesto correlate tanto da rendere necessarie azioni giudiziarie. 


Amianto in Lombardia.

 

L’ONA dice NO alla discarica di Cava Manara.

Intanto fissata per ottobre la conferenza regionale amianto

 

In Lombardia c’è un terzo dei mesoteliomi registrati a livello nazionale. È quindi la regione maglia “nera” d’Italia per numero di mesoteliomi, il tumore sentinella dell'amianto: circa 5mila casi in quindici anni. Ovvero circa un terzo del numero dei mesoteliomi registrati al livello nazionale con 801 casi sospetti registrati nel 2014 dal Registro Mesoteliomi Regione Lombardia.

 

Secondo il ReNaM, la tabella nazionale del Registro Mesoteliomi, nel 2011 in Lombardia ci sono stati 404 casi; al secondo posto il Piemonte con 219 casi, a seguire Liguria (126) ed Emilia Romagna (159).

La più alta incidenza di casi di mesotelioma in rapporto alla popolazione è stata registrata nella città di Broni, in provincia di Pavia, presso cui aveva sede lo stabilimento della Fibronit.

 

Il mesotelioma è, tuttavia, solo la punta di un iceberg. Se si contano anche i tumori polmonari e le altre patologie asbesto correlate (tumori agli organi delle vie respiratorie e tratto gastro intestinale, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie) dovute all'esposizione al materiale killer, il numero dei morti in Lombardia è quello di una vera carneficina: circa 20mila dal 1 gennaio 2000 al 21 dicembre 2014, con un trend di crescita costante, con un'incidenza quindi tra i 1.300 e i 1.400 decessi l'anno.

 

Ciò è emerso durante il corso della conferenza stampa che il presidente dell'Ona, avvocato Ezio Bonanni, ha tenuto a Milano lo scorso 30.06.2016, e nel corso della quale è stato fatto il punto della situazione amianto in Lombardia.

Si possono consultare i seguenti articoli:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/06/30/news/sei-morti-per-amianto-nella-metro-di-milano-al-via-i-processo-per-due-ex-dg-di-atm-1.275577?ref=HEF_RULLO

 

http://www.ilgiornale.it/news/milano/metr-scuole-lombardia-record-morti-amianto-1278055.html

 

http://www.affaritaliani.it/milano/amianto-lombardia-regione-martire-italia-429865.html

 

http://www.ambienteambienti.com/processo-atm-imputato-amianto/

 

PROCESSO ATM

L'Osservatorio Nazionale Amianto chiederà di costituirsi parte civile e citerà la società dei trasporti Atm come responsabile civile nel procedimento che vede coinvolti gli ex direttori generali Elio Gambini e Roberto Massetti, nel corso dell'udienza che si svolgerà venerdì 1 luglio presso il Tribunale di Milano. Il gip Elisabetta Meyer dovrà decidere se rinviare a giudizio i due direttori, che all’epoca avevano le competenze sulla sicurezza e sull’igiene nei luoghi di lavoro, come richiesto dal pm Maurizio Ascione.

 

L'accusa è quella di omicidio colposo e lesioni colpose gravi: secondo la tesi accusatoria non avrebbero osservato la normativa in tema di amianto e non avrebbero avvertito i lavoratori dei rischi a cui sarebbero andati incontro gli ex dipendenti.

 

I casi di morti per mesotelioma dovuti a prolungata esposizione ad amianto, ammonterebbero a sei: un autista di bus, un elettricista, un addetto al segnalamento ferroviario della metropolitana, un meccanico incaricato della riparazione di autobus, un tecnico elettricista e un falegname. I due episodi di lesioni sono invece relativi alle "placche pleuriche" riscontrate su due addetti in servizio al reparto armamento di ATM. Ma all'Osservatorio Nazionale Amianto sono giunte nuovi segnalazioni di casi sospetti di patologie asbesto correlate che sono in corso di verifica: circa 15 nell'ultimo anno e mezzo.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, in data 01.07.2016, ha formalizzato la costituzione di parte civile per alcuni famigliari di una delle vittime e la causa è stata rinviata alla prossima udienza del 05.07.2016, nel corso della quale il Tribunale deciderà se accettare o meno la richiesta di citazione di ATM come responsabile civile per rispondere in solido con gli imputati per tutti i danni subiti in seguito al reato. L’Avv. Ezio Bonanni ha anticipato che prima dell’inizio del dibattimento anche l’associazione si costituirà parte civile per sostenere le istanze di giustizia delle vittime e dei loro famigliari.

 

L’ONA proseguirà nel suo impegno, in Lombardia come nel resto d’Italia, per far accertare tutte le responsabilità e per ottenere il risarcimento dei danni.

 

QUESTIONE CASE POPOLARI

Sono 1.400 gli edifici censiti dalla stessa Aler, appartenenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che contengono materiali in amianto. 800 solo tra Milano e la sua provincia. E nel rapporto non sono censiti tutti gli edifici che negli anni sono stati venduti ai privati. All'Ona sono arrivate circa venti segnalazioni di casi di malati tra gli abitanti delle case popolari milanesi nell'ultimo anno e mezzo.

 

QUESTIONE IMPIANTO ENI SANNAZZARO DE' BURGUNDI

A dare la sua testimonianza, è stato il figlio di una delle vittime da amianto, deceduto dopo aver lavorato 35 anni come operaio nella sede di Sannazzaro dei Burgondi, la più grande raffineria d'Italia. Fabio Fabretti è deceduto per mesotelioma pleurico nel giugno del 2012. Dalla sua denuncia è scaturita l'indagine del pm Maurizio Ascione.

 

QUESTIONE DISCARICA CAVA MANARA

Presenti all'incontro i sindaci dei comuni interessati al progetto presentato alla Regione Lombardia che prevede la realizzazione di una discarica di amianto nell'area dell'ex Cava Villa, nel territorio di Cava Manara; un territorio già provato dal punto di vista ambientale per la presenza della raffineria si Sannazzaro de' Burgundi e della Fibronit e Broni.

Nel corso della riunione organizzativa del 30.06.2016, che si è tenuta a Milano, sono altresì intervenuti i sindaci di Cava Manara, Michele Pini, di Carbonara al Ticino, Stefano Ubezio, di San Martino Siccomario, Alessandro Zocca, di Sommo, Paola Ferrari, di Travacò Siccomario, i Domizia Clensi e di Zinasco, Massimo Nascimbeni. Le istanze dei 7 comuni del Pavese le cui popolazioni hanno espresso preoccupazione e diniego alla costruzione di una nuova discarica di amianto saranno sostenute dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto e dal suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, che lo ha già precisato nel corso della conferenza stampa https://youtu.be/SvjkOxZetDI

 

Si consulti anche il servizio del TG3

Regione Lombardia nell'intervallo di tempo 13.22-http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d1771bdd-3372-4621-b543-25e70b1cdb11-archivio.html 


Nuovi benefici contributivi e prestazioni del Fondo Vittime dell’Amianto, con relativi termini di decadenza.

 

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto torna a sostenere che le misure introdotte con la recente legge di stabilità per il 2016, oltre ad essere disorganiche, sono del tutto insufficienti, in relazione al fenomeno epidemico in corso, con il vertiginoso aumento dei casi di patologie asbesto correlate e quindi insiste affinchè tutti i lavoratori possano beneficiare del prepensionamento e i malati e i loro eredi del Fondo Vittime Amianto.

 

Con la legge di stabilità per il 2016, il Governo nazionale ha introdotto ulteriori modifiche del quadro normativo in materia di benefici amianto e di accesso al Fondo Vittime Amianto, con l’estensione del diritto al prepensionamento per i lavoratori esposti, e gli indennizzi solo per limitate categorie e settori e ciò è inaccettabile, in quanto si viene a determinare una ingiusta e ingiustificata discriminazione, che non ha ragioni oggettive e pertanto è doveroso che queste misure vengano adottate nei confronti di tutti i lavoratori.

 

Proporremo cause pilota per ottenere il rinvio degli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e alla Corte Costituzionale per l’annullamento delle clausole discriminatorie, per realizzare una effettiva e dignitosa parità tra tutti gli aventi diritto. Non c’è distinzione tra un lavoratore esposto e un altro, tra un deceduto per l’amianto respirato e ingerito e un altro.

Si precisa che con la nuova legge di stabilità sono state introdotte le seguenti modifiche con specifici termini di decadenza entro i quali gli aventi diritto possono depositare le rispettive domande amministrative:

 

(a) Le maggiorazioni contributive per il settore della produzione di materiale rotabile.

Con la Legge n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016), all’art. 1 co. 277, ha stabilito che i lavoratori del settore della «produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti, nei limiti stabiliti dal presente comma (277) i benefici previdenziali di cui all’art. 13 co. 8 della Legge 27.03.1992 n. 257 per il periodo corrispondente alla medesima bonifica».

 

Gli aventi diritto, per ottenere questi benefici, debbono necessariamente presentare la domanda all’INPS entro il prossimo 29.02.2016 (e cioè entro 60 giorni dall’01.01.2016).

 

(b) Proroga fino al 31.12.2016 del termine per presentare la domanda in favore di coloro che hanno ottenuto i benefici amianto con il coefficiente 1,5.

Con la stessa legge di stabilità (208/2016), è stato modificato l’art. 1 co. 115 della L. 190/2014, con proroga al 31.12.2016 quale termine ultimo per chiedere l’applicazione del coefficiente 1,5 in favore di quei lavoratori esposti ad amianto (che abbiano conseguentemente ottenuto, in via giudiziale definitiva, l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore ai 10 anni e in quantità superiore ai limiti di legge e avendo presentato domanda successivamente al 02.10.03, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali ex art. 47 del D.L. 269/2003).

 

(c) Prestazioni del Fondo Vittime Amianto per coloro che sono deceduti per patologie asbesto correlate nelle operazioni di  operazioni portuali.

Con l’art.1, comma 278 della L. 208/2015, le prestazioni del Fondo Vittime Amianto sono state estese anche «in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei Porti nei quali hanno trovato applicazione le disposizioni della Legge 27.03.1992 n. 257».

 

(d) Prestazione del Fondo Vittime Amianto in favore degli eredi di coloro che sono deceduti per mesotelioma nel corso del 2015 - con termine di 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità (art. 1 co. 292 della L. 208/2015).

Gli eredi di coloro che sono deceduti per mesotelioma nell’anno 2015 possono presentare la domanda per ottenere le prestazioni di cui all’art. 1 co. 116 L. 190/2014 (Fondo Vittime Amianto), purchè presentino la domanda entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità (e quindi entro il 30.03.2016).

 

Tutti coloro che hanno necessità di consulenza e/o assistenza potranno farne richiesta inoltrando una e-mail: osservatorioamianto@gmail.com, oppure con una telefonata al n. 331/9806771.

 

Si consulti:

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/02/20/amianto-ona-estendere-benefici-fondo-vittime_1180bf67-43ec-4549-b07f-3578f2d57842.html

 

https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fMESSAGGI%2fMessaggio%20numero%20587%20del%2010-02-2016.htm

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Primo Rapporto Mesoteliomi dell'Ona

 

 

 

 

In data 15.12.2015, l’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso della conferenza che si è tenuta presso la Sala Nassirya (di cui Radio Radicale - link: https://www.radioradicale.it/scheda/461629/presentazione-del-primo-rapporto-mesoteliomi-dellosservatorio-nazionale-amianto - e altri organi hanno trasmesso la diretta, con sintesi su Affari Italiani - link: http://www.affaritaliani.it/roma/amianto-strage-da-6mila-morti-anno-ona-contro-inail-basta-prudenza-397929.html), ha reso pubblico  il suo Primo Rapporto Mesoteliomi, che riporta i dati in possesso dell’associazione, incrociati con quelli dell’INAIL. 

 

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni, dopo aver richiamato la specificità dell’esperienza e dell’impegno di ONA, ha puntualizzato che sono  patologie asbesto correlate, oltre a quelle contemplate nella Tabella I dell’INAIL (pag. 48 del D.M. 09.04.08 pubblicato in G.U. 21.07.08: placche e ispessimenti pleurici con o senza atelettasia rotonda (j92); Mesotelioma pleurico (c45.0); Mesotelioma pericardico (c45.2); Mesotelioma peritoneale (c45.1); Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7); Carcinoma polmonare (c34); Asbestosi (j61)-), anche il tumore alla laringe (che INAIL contempla tra le “malattie la cui origine lavorativa è limitata” - tabella II) e all’ovaio (secondo l’Agenzia IARC, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - International Agency for Research on Cancer. Asbestos (chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum. 2012;100C:219–309 (http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100C/index.php, accessed 11 March 2014), ma anche altre patologie tra cui i tumori degli altri organi delle vie aeree (faringe, trachea, etc.) e dello stomaco  e del colon (i tumori gastroenterici sono contemplati nella Tabella III dell’INAIL), e delle vie biliari (tra le quali ilcolangiocarcinoma, come spiegato dal Prof. Giovanni Brandi nel corso della conferenza - e le complicanze cardiocircolatorie indotte della patologie fibrotiche da amianto  (asbestosi, etc.).

 

La conferenza è stata sintetizzata dal servizio video  de Il Fatto Quotidiano il cui video può essere consultato attraverso il link:  http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/12/16/amianto-m5s-governo-tace-me-numeri-catastrofici-6mila-decessi-nel-2014-2mila-scuole-contaminate/453073/.

Solo in Italia sono più di 6.000 coloro che perdono la vita ogni anno in seguito all’insorgenza di patologie asbesto correlate (in seguito a mesotelioma, tumore polmonare, tumori delle vie aeree e del tratto gastrointestinale e alle ovaie; asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e loro complicanze cardiocircolatorie).

 

Un costo altissimo in termini non solo di spesa sanitaria, per prestazioni previdenziali e assistenziali e per minori giornate lavorative, ma anche in termini di ripercussioni sociali: un costo umano inaccettabile, per la sacralità della vita.

 

Questa drammatica situazione e condizione di tutti i cittadini (più di 60.000.000 di persone) non può essere considerata circoscritta e limitata ai soli nuovi casi di diagnosi di patologie asbesto correlate, poiché in Italia ci sono ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui più di 34 milioni in matrice compatta e il resto in matrice friabile, distribuiti in più di 40mila siti e in più di un 1 milione di micrositi, nei quali l’amianto continua a ridursi allo stato pulverulento, disperdendo le sue polveri e le sue fibre; per non parlare degli acquedotti ancora in larga parte costituiti di fatiscenti strutture in cemento amianto che, oltre a perdere circa il 40% dell’acqua, contaminano quella residua, con fibre di amianto che vengono quindi ingerite, e provocano danni alla salute.

 

A più di 20 anni dall’entrata in vigore della legge 257, avvenuta nel 1992, soltanto meno di 500mila tonnellate di materiali contenenti amianto sono stati bonificati, e la rimanente grande parte continua e continuerà a contaminare il territorio e l’ambiente, e a determinare nuove esposizioni, nuove patologie, nuovi lutti e tragedie.

 

In Italia tutte le politiche del Governo e delle Agenzie Pubbliche, tra cui l’INAIL, approcciano il problema amianto solo sotto l’aspetto indennitario, e quindi intervengono quando la patologia è conclamata, spesso per negarne il nesso causale e costringendo le vittime ad una lunga trafila, sia in sede amministrativa che eventualmente anche in sede giudiziaria, per potersi vedere riconosciuta l’origine professionale della patologia, una trafila talmente lunga che spesso il decesso precede il riconoscimento del diritto alle prestazioni previdenziali.

 

Tutti ormai concordano sul fatto che occorra evitare ogni forma di esposizione e ingestione delle fibre di amianto come unico strumento veramente efficace per evitare le future patologie e i futuri decessi e che sia necessario un potenziamento degli strumenti della ricerca scientifica al fine di costituire ulteriori strumenti terapeutici per un miglioramento della prognosi in termini di possibilità di guarigione, o quantomeno di un maggior periodo di sopravvivenza con migliore qualità della vita.

 

Anche l’approccio epidemiologico, cioè la prevenzione terziaria, che si nutre anche della tutela giuridica (in termini di riconoscimento delle prestazioni previdenziali, di risarcimento dei pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali anche dei famigliari, di interdizione e repressione delle condotte pericolose e dannose) ha un ruolo centrale.

 

Infatti quello che potrebbe essere un macabro conteggio delle patologie e delle vittime potrebbe invece costituire lo strumento per verificare quali siano le attività ed i luoghi in cui vi è stata una maggiore esposizione a polveri e fibre di amianto e quindi per adottare quegli strumenti di prevenzione primaria e secondaria con la graduazione della sorveglianza sanitaria, con presidi diagnostici proporzionali al rischio. 

 

Rilevazioni epidemiologiche 

Le patologie asbesto correlate sono lungo latenti.

Il mesotelioma può manifestarsi anche a distanza di 40-50 anni dalla prima esposizione alle polveri e fibre di amianto. Poiché il periodo di più intenso  utilizzo è stato quello che va dagli anni Sessanta fino all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso e poiché i circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto sono ancora oggi diffusi nel territorio e spesso lasciati in condizioni di degrado, il picco delle malattie da amianto è previsto a partire dal 2020, con un andamento costante fino al 2030.

 

Le importazioni italiane di amianto grezzo sono state sempre superiori a 50mila tonnellate/anno fino al 1991, e sono proseguite anche dopo la messa al bando del minerale fino ai tempi più recenti, come già dimostrato dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto.

 

Tutte condizioni che, nella totale assenza di validi strumenti di prevenzione primaria e di efficace prevenzione tecnica, hanno innescato una vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate, con il pesante tributo di più di 1.500 casi di mesotelioma ogni anno, e di almeno altri 3.000 casi di tumore polmonare riconducibili a queste esposizioni, cui si aggiungono tutte le altre patologie, con un bilancio che non può essere ritenuto inferiore a 6.000 decessi ogni anno.

 

 

Dati raccolti dall'Ona

Il trend del numero dei nuovi casi di mesotelioma si presenta in Italia in costante aumento, e ciò lo sarà anche per gli anni successivi.

  

L'Ona ha censito 20.629 casi per il periodo 1993-2011 (tenendo presenti anche i dati del IV Rapporto mesoteliomi, fermo al 2008 e reso pubblico dall'Inail nel 2012).

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, grazie alle segnalazioni ricevute, alle rilevazioni delle sedi territoriali e del gruppo di lavoro del Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma, e all’incrocio di tutti i dati, ha formulato una stima di 4.560 mesoteliomi per il periodo dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2011, che ha ripartito in 1.480 casi per l’anno 2009, 1.520 per il 2010 e 1.560 per il 2011.

 

Soffermandoci sui casi di mesotelioma per l’anno 2011, all’Associazione risulta che siano ripartibili in circa 1.100 uomini e 460 donne, in misura prevalente per Mesotelioma Pleurico nella misura di circa il 95% per gli uomini ed il 90% per le donne.

 

Negli uomini i 40% dei casi si è manifestato tra i 65 ed i 74 anni, mentre invece il 40% dei casi femminili concentra la manifestazione del mesotelioma nella fascia di età compresa fra i 75 ed gli 84 anni e ciò perché si presume che le esposizioni femminili siano state di minore intensità e quindi con maggiori tempi di latenza.

 

Il mesotelioma presuppone sempre l’esposizione ad amianto, salvo rari casi, ed è di origine professionale per  il 90% dei casi per gli uomini e in circa il 50% per le donne, mentre per il resto l’esposizione è ignota e tuttavia non è da escludere che ci siano dei settori nei quali le esposizioni di amianto, nonostante non siano conosciute, si siano comunque verificate.

 

Le rilevazioni dell’Associazione hanno permesso di avere contezza del fatto che per almeno il 15,2% dei casi di mesotelioma, l’esposizione professionale è riconducibile alle attività lavorative nel settore edile, più dell’8,3% nel settore dell’industria metalmeccanica, quasi il 7% nell’industria tessile e ancora un 7% nella cantieristica navale.

 

Il comparto Difesa, con più di 620 casi rappresenta il 4,1% del totale dei mesoteliomi insorti in seguito alle esposizioni professionali, ed è preoccupante anche il numero dei casi di mesotelioma registrati nel settore della scuola (63) che gettano luce sinistra sull’intero comparto e soprattutto per gli utenti delle scuole e cioè l’intera popolazione e quindi sull’inadempimento degli organi e apparati dello Stato in tema di prevenzione e tutela della salute pubblica.

 

Per calcolare l'impatto dell'esposizione all'amianto sulla popolazione, è opportuno però tenere conto anche delle altre patologie riconducibili all'asbesto.

 

In primis i decessi per tumore al polmone, non sono inferiori a 3mila l'anno, a cui devono essere sommati i tumori della laringe, delle alte vie aeree, i tumori del tratto gastrointestinale, e quelli dell'ovaio, e altri rispetto ai quali vi sono ancora pochi studi , come i tumori biliari e ai reni.

 

Poi vi sono poi le patologie fibrotiche come le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici e asbestosi, e le complicazioni cardiache e cardiocircolatorie.

  

Pubblicazione delle trasmissioni radiofoniche e televisive in merito alla pubblicazione del Primo Registro Mesoteliomi dell’ONA ONLUS.

L’Avv. Ezio Bonanni, nella giornata di ieri è intervenuto  nel corso della trasmissione “Siamonoi” - TV2000 (il suo intervento si può consultare al link:

https://www.youtube.com/watch?v=ZjDkEdO44X4,

nel corso della quale ha ribadito quanto già puntualizzato  nel corso della trasmissione “Voci del mattino” su RadioRai, e  che  può essere consultato sul link:

http://www.vocidelmattino.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-3669d7c5-dcbf-4cab-9246-bbc44167e2a1.html

 e con intervista anche alla Radio Vaticana, che è tornata ad occuparsi di questa problematica (link: http://it.radiovaticana.va/news/2015/12/15/amianto,_ogni_anno_muoiono_seimila_persone/1194650.

E' possibile visionare tutta la conferenza al link https://www.youtube.com/watch?v=OedNJfia8-0.

 

 

 


AUDIZIONE DELL’ONA PRESSO LA REGIONE SICILIANA

 

17.11.2015 ore 12 - Commissioni Congiunte VI Servizi Sociali e Sanitari e IV Commissione Ambiente e Territorio: la delegazione dell’ONA sarà guidata dall’Avv. Ezio Bonanni. Accolta la richiesta di audizione sulle “problematiche delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari”.

Il tragico bilancio di patologie asbesto correlate in Sicilia (1.400 casi di mesotelioma; 3.000 casi di tumore al polmone; 2.000 tumori delle vie aeree e del tratto gastro-intestinale con altrettanti decessi e migliaia di altre patologie gravemente invalidanti) ha portato l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto ad una energica mobilitazione in tutta l’isola.

 

La manifestazione avanti la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana nello scorso mese di settembre ha costituito il momento di presa di coscienza da parte dell’amministrazione regionale della necessità di affrontare e risolvere questo problema con le bonifiche, la sorveglianza sanitaria, le migliori terapie e con i risarcimenti ed i prepensionamenti anche per coloro che ancora non si sono ammalati.

 

La Regione Sicilia ha quindi fissato per il prossimo 17 novembre 2015 a partire dalle ore 12 le commissioni congiunte VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari e la IV Commissione Ambiente e Territorio, in presenza del Presidente della Regione On. Rosario Crocetta e di tutti gli assessori e responsabili regionali dell’INAIL, dell’INPS e dell’ARPA, con la relazione dell’Avv. Ezio Bonanni che verrà audito in rappresentanza delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari, al fine di poter adottare i necessari provvedimenti.

Ne dà conferma la Regione Sicilia sul sito istituzionale

http://www.ars.sicilia.it/organi/commissioni/calendario.jsp?calcomAction=nextWeek    

 

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto ha già richiesto:

1. Istituzione, presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, del Registro Regionale dei lavoratori esposti all’amianto, cosi come è previsto all’Art. 5 comma 9. Istituzione, presso l’Ospedale “E. Muscatello” di Augusta del Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi, anche precoce, delle patologie derivanti dall’amianto cosi come è previsto all’Art. 8 comma 1.

 

 2. Riconoscimento delle maggiorazioni contributive per esposizione qualificata ad amiantodei lavoratori siciliani operanti dentro i siti ad alto rischio ambientale e/o dei lavoratori siciliani con esposizione qualificata perché possano andare in prepensionamento e coloro che sono già in quiescenza ottenere la rivalutazione delle loro prestazioni. 

 

3. Atti di indirizzo “equipollenti” sull’amianto in Sicilia, in forza dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 Legge 247/2007, e della Sentenza TAR Lazio n. 5750/09, nella quale si fa riferimento ai lavoratori esposti all’amianto residenti e che hanno svolto attività lavorativa in siti ubicati nelle regioni a statuto speciale, per le quali all’atto di indirizzo ministeriale viene a sostituirsi, o sono equiparati analoghi od equipollenti atti certificativi, emessi dagli enti e/o uffici regionali.

 

4. Stanziamento fondi europei statali e regionali per fini di risarcimento danni per morti e malati per esposizione ad amianto in Sicilia. 

 

5. Protocolli di intesa e organismi permanenti dotati di competenze qualificate che producano una legislazione coerente e strumenti politici ed economici a partire anche dalle leggi di bilancio atti a tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini esposti  e dei lavoratori e cittadini morti e malati per amianto per costruire una nuova giustizia sociale che preserva i diritti degli stessi contro ogni disuguaglianza e sperequazione (art. 3 Costituzione) a tutela del diritto al lavoro (art. 1 Costituzione), oltre che con INPS ed INAIL e le rispettive avvocature, per evitare ogni differenza di interpretazione ed applicazione delle norme nell’Isola e soprattutto rispetto alla giurisprudenza vigente nel resto d’Italia (che vede penalizzati i lavoratori siciliani, con grave ed ingiustificata disparità di trattamento, per la quale in passato abbiamo ricorso in sede europea e comunitaria - con azione sostenuta anche dall’allora parlamentare europeo On. Rosario Crocetta, attuale presidente della Regione).

 

6. Promozione di ogni strumento politico che realizzi il lavoro quale presupposto per fruire dei diritti inviolabili della persona umana, (art. 2 Costituzione) promozione dello sviluppo sostenibile della sicurezza della libertà e dignità umana, promozione della tutela all’ambiente, promozione  diritto alla salute, alla vita e alla sicurezza sul lavoro, promozione dei diritti di maggiorazione contributiva per amianto nel rispetto del principio della Solidarietà Sociale che è principio sovraordinato ad ogni legislazione e ad ogni forma giurisdizionale. Si esige rispetto dei doveri collettivi da patto sociale che gravano anche sullo Stato e sugli Enti pubblici derivati, sorti per Contratto Sociale nei confronti dei lavoratori contraenti deboli e dei cittadini esposti

 

7. Adempimento degli obblighi costituzionali: diritto al lavoro, diritto ambiente salubre, diritto alla salute e alla vita, diritti patrimoniali ai benefici amianto, diritto al risarcimento dei danni per amianto alle vittime di amianto ed ai loro eredi, diritto alla prevenzione, sicurezza sanità nel posto di lavoro e alla protezione e corretta informazione sui rischi

 

8. Adempimento degli obblighi giuridici sopra indicati scaturenti da Cedu, Convenzione Europea, Costituzione ed anche di ogni più umano senso di giustizia e di Pietà. Finalmente, le istituzioni siciliane sembrano essersi risvegliate dal loro torpore per ascoltare le ragioni delle vittime dell’amianto e dei loro familiari, a migliaia nell’isola, un tempo conosciuta come il granaio dell’impero romano e trasformata in cimitero dalla moderna civiltà e soprattutto dalla dette di profitto. Le istituzioni regionali si sono impegnate ad istituire un tavolo per mettere a punto un protocollo attraverso il quale permettere l’emanazione di atti di indirizzo per i benefici contributivi per il prepensionamento, con l’aumento contributivo fino al 2003; pensionamento dei lavoratori affetti da malattie asbesto-correlate, anche nel caso in cui non raggiungessero l’età pensionabile stabilita dalla Ministra Fornero a quasi 70 anni, incurante delle diverse situazione e dei lavori usuranti; salvaguardia degli esodati, ancora numerosi; salite nei luoghi di lavoro attraverso la sorveglianza sanitaria e le bonifiche.


Fondo Vittime Amianto. 

L’ONA si mobilita perché gli indennizzi siano adeguati.

 

Il Ministero del Lavoro, con decreto del 04.09.2015, ratificato dal Ministero dell’Economia e Finanze in data 29.09.2015, ha disposto in via sperimentale che l’INAIL eroghi ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata, una prestazione assistenziale d’importo fisso pari a € 5.600,00 (cinquemilaseicento euro), da corrispondersi una volta sola, su richiesta dell’interessato e ciò per gli anni dal 2015 al 2017, attingendo dall’ordinario Fondo Vittime dell’Amianto.

 

«L’Osservatorio Nazionale Amianto contesta l’operato del Governo, e del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il quale si era impegnato ad indennizzare le vittime dell’amianto, anche quelle per esposizione ambientale, e ciò all’indomani della sentenza Eternit, con la quale la Corte di Cassazione ha assolto il magnate svizzero Stephan Schmidheiny per prescrizione.

 

Oltre il danno anche la beffa - dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA - poiché la prestazione è definita “assistenziale”, mentre invece è un vero e proprio risarcimento, per la condotta dello Stato, inadempiente, e soprattutto perché poco più che simbolico, e soprattutto perché queste somme vengono non aggiunte, ma attinte semplicemente dal già esiguo Fondo Vittime Amianto, per un importo complessivo di € 28.783.164,00. Inoltre, se ne dovrà far richiesta, e quindi gli aventi diritto che non ne sono informati, ovvero coloro che non ne faranno richiesta, non otterranno il dovuto» (a riguardo consultare anche http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/10/31/amianto-5.600-euro-a-malati-di-mesotelioma_5bf01e46-e22b-4b5f-b2a2-fdb2bf15b21c.html).

 

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus continua la sua mobilitazione per fornire assistenza a tutti coloro che, in quanto malati di mesotelioma, vorranno fare richiesta all’INAIL per ottenere l’accredito dell’importo di € 5.600,00, dovuto anche in caso di mancato riconoscimento della rendita INAIL in seguito al decreto del Ministero del Lavoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 04.09.2015.

 

Tutti gli interessati potranno scaricare gratuitamente dal sito il modulo che costituisce un fac-simile di domanda che ognuno dovrà adattare secondo la specificità del caso oppure chiedere assistenza inoltrando una e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com.

 

È fondamentale che nella richiesta non si rinunci alle eventuali ulteriori domande che sono state già avanzate e alle prestazioni già erogate in quanto il decreto fa riferimento alle vittime per esposizione ambientale, mentre invece in caso di esposizione professionale le somme di cui al Fondo Vittime Amianto sono comunque dovute e si aggiungono alla rendita INAIL.

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L’ONA chiama e i cittadini rispondono:

nuova sede a Volterra; ulteriori azioni di tutela a Rosignano; manifestazione di mille vittime e familiari presso la sede della Regione siciliana.

 

 

 

Volterra, Rosignano e Palermo costituiscono l’epicentro delle ultime iniziative pubbliche dell’ONA, i centri di aggregazione dei cittadini inermi, vittime dei territori contaminati e degli inquinatori.

 

In Saline di Volterra, nel corso del convegno «Amianto e geotermia: risarcire le vittime e punire i colpevoli. Le nuove azioni dell’associazione per la tutela della salute e dell’ambiente», che si è tenuto il 20 ottobre, hanno partecipato più di 150, tra lavoratori, rappresentanti delle istituzioni, delegazioni delle altre associazioni, e dopo l’intervento del sindaco di Castelnuovo Val Di Cecina, Dott. Alberto Ferrini, e del consigliere comunale di Volterra, Dott.ssa Tiziana Garfagnini, in rappresentanza del sindaco, è stata cantata dal Sig. Marco Chiavistrelli la canzone “Vapordotti” ed ha poi assunto la parola l’Avv. Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’ONA.

 

L’associazione ONA, sede di Castelnuovo Val Di Cecina, ha ricevuto numerose segnalazioni di altri casi di patologie asbesto-correlate, oltre allarmanti situazioni, come il licenziamento di 114 lavoratori della Smith, che in delegazione sono intervenuti in sala per manifestare il loro disagio, anche in relazione al fatto che sono stati anche loro esposti ad amianto, senza aver ricevuto il diritto al prepensionamento.

 

E’ intervenuto il Dott. Roberto Barocci del forum ambientalista e dei comitati SOS Geotermia, il quale ha illustrato i dati epidemiologici che dimostrano l’eccesso di mortalità tra le popolazioni del Monte Amiata e della Val Di Cecina, ribadendo la necessità di una maggiore attenzione per la prevenzione primaria, cavallo di battaglia del Prof. Giancarlo Ugazio e principio sostenuto anche dall’Avv. Ezio Bonanni, anche in chiave giuridica.

 

E’ poi intervenuto anche il Prof. Andrea Borgia, geologo di fama internazionale, il quale ha illustrato le tecniche della geotermia sicura e la situazione geologicamente allarmante del territorio amiatino, e che ha ribadito la possibilità di una geotermia sicura e senza immissioni.

L’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di presidente dell’ONA, ha ribadito la necessità di rendere giustizia alle vittime dell’amianto, oltre ad evitare future esposizioni, e quindi future malattie e quindi futuri decessi.

 

I sindacati confederali hanno reso noto che l’ENEL ha comunicato la disdetta del CCNL di categoria (elettrici) circa le clausole delle agevolazioni tariffarie sul consumo dell’energia elettrica. L’ONA non condivide questa iniziativa assunta dall’ENEL e dalle società del suo gruppo e quindi si è resa disponibile a sostenere le azioni legali degli ex dipendenti ENEL e società del suo gruppo per evitare che a partire dall’01.01.2016 vengano negate agli ex dipendenti le agevolazioni tariffarie, che costituiscono parte della retribuzione quale salario differito, come da contratti collettivi di categoria.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha già elaborato un fac-simile/modello di messa in mora che ogni singolo interessato potrà utilizzare, gratuitamente, previo adattamento al suo caso specifico per chiedere l’interdizione di queste condotte, oltre al risarcimento dei danni (infatti il modello contiene anche un riferimento all’esposizione ad amianto e alla richiesta di tutela sia come sorveglianza sanitaria, sia ai fini indenni tario/risarcitario, anche per coloro che al momento non hanno ancora avuto la diagnosi di patologia asbesto correlata). Ogni messa in mora dovrà essere adattata dall’interessato al caso specifico.

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In più, il Governo nazionale, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non ha rivalutato ovvero ha rivalutato solo parzialmente le pensioni, tra cui quelle degli elettrici.

 

L’associazione ha predisposto il modello di costituzione in mora che ogni singolo potrà inoltrare all’INPS e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di ottenere l’integrale riconoscimento del diritto alla rivalutazione della pensione, secondo il dettato della sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittime le norme del Governo Monti che hanno bloccato le rivalutazioni pensionistiche in base all’inflazione.

 

Il modello predisposto dall’Avv. Ezio Bonanni potrà essere scaricato con un semplice click e utilizzato anche da coloro che non sono iscritti all’associazione.

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Il giorno 21.10.2015, presso la sede ONA di Rosignano, più di 200 tra lavoratori esposti e vittime dell’amianto sono intervenuti, che hanno segnalato nuovi casi di patologie asbesto-correlate, e c’è stata purtroppo la segnalazione di due nuovi casi di mesotelioma, proprio nella cittadine tirrenica, tristemente nota per essere ai primi posti in Italia per frequenza per la frequenza di queste patologie, cui si aggiungono altre neoplasie, come i tumori polmonari.

 

E’ emerso che, oltre alle classiche patologie asbesto-correlate, sussiste una più elevata incidenza di altre patologie, tra cui quelle relative alle compromissioni cardiache in molti dei lavoratori esposti all’amianto, che confermano i risultati della letteratura scientifica, che mette in evidenza che la presenza di placche pleuriche è marcatissima in soggetti con malattia coronarica (Korhola, 2001) e il fatto che un modello sperimentale (esposizione ad amianto di ratti) evidenzia l'insorgenza di lesioni della parete arteriosa mediati da effetto infiammatorio, stress ossidativo, effetti pro-trombotici (Shannahan 2012) ed ancora che in popolazione esposta ad asbesto c'è evidenza di aumentata incidenza di ictus (Harding 2009), e che la Letter to the Editor di Sjogren del 2009 commenta sui possibili legami fisiopatologici tra amianto e malattie cardiovascolari.

 

Sempre il 21.10.2015, si è svolta contemporaneamente a Palermo la manifestazione regionale indetta dall’ONA - Coordinamento Regione Sicilia - con la mobilitazione di tutte le sue strutture territoriali. Circa 1000 persone hanno aderito all’appello dell’Avv. Ezio Bonanni, rappresentato dalla delegazione composta dal coordinatore regionale Sig. Calogero Vicario, il coordinatore dell’ONA di Gela Sig. Salvatore Granvillano, il pull di legali siciliani, Avv. Maria Calderone, Avv. Alessandro Scuderi. I rappresentanti dell’ONA sono stati ricevuti dalle forze politiche ed istituzionali, e quindi dai diversi gruppi consiliari, tra i quali quello di Forza Italia, quello del Partito Democratico ed infine dal Presidente della Commissione Ambiente della Regione Sicilia, On.le Trizzino. 

 

La piattaforma rivendicativa dell’ONA è stata così presentata:

L’ONA auspica che la politica affronti e risolva il problema amianto in Sicilia come in Italia attraverso le linee di indirizzo per l’esercizio delle funzioni amministrative e rispetto ai lavoratori esposti e vittime dell’amianto disponga l’emissione di atto di indirizzo regionale al fine del riconoscimento dei benefici contributivi utili per il prepensionamento fino al 02.10.2003.

 

Che ci sia un protocollo d’intesa per l’effettiva tutela dei lavoratori e familiari esposti e vittime dell’amianto e degli altri agenti patogeni e cancerogeni, utilizzati in modo scriteriato dalle imprese del nord sugli inermi lavoratori siciliani, che furono tenuto allo scuro del rischio per loro e per le loro famiglie.

 

Questa è da sempre una battaglia di giustizia che l’ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, , e tutti i componenti portano avanti da più di 6 anni nell’isola martoriata. La delegazione ha pertanto richiesto alla Regione Sicilia di stipulare un protocollo d’intesa che si avvalga della collaborazione dell’ONA per le seguenti richieste:

  

1. Istituzione, presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, del Registro Regionale dei lavoratori esposti all’amianto, cosi come è previsto all’Art. 5 comma 9. 

Istituzione, presso l’Ospedale “E. Muscatello” di Augusta del Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi, anche precoce, delle patologie derivanti dall’amianto cosi come è previsto all’Art. 8 comma 1.

 

2. Riconoscimento delle maggiorazioni contributive per esposizione qualificata ad amianto dei lavoratori siciliani operanti dentro i siti ad alto rischio ambientale e/o dei lavoratori siciliani con esposizione qualificata perché possano andare in prepensionamento e coloro che sono già in quiescenza ottenere la rivalutazione delle loro prestazioni.

 

Atti di indirizzo “equipollente” sull’amianto in Sicilia, in forza dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 Legge 247/2007, e della Sentenza TAR Lazio n. 5750/09, nella quale si fa riferimento ai lavoratori esposti all’amianto residenti e che hanno svolto attività lavorativa in siti ubicati nelle regioni a statuto speciale, per le quali all’atto di indirizzo ministeriale viene a sostituirsi, o sono equiparati analoghi od equipollenti atti certificativi, emessi dagli enti e/o uffici regionali.

Stanziamento fondi europei statali e regionali per fini di risarcimento danni per morti e malati per esposizione ad amianto in Sicilia.

 

3. Protocolli di intesa e organismi permanenti dotati di competenze qualificate che producano una legislazione coerente e strumenti politici ed economici a partire anche dalle leggi di bilancio atti a tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini esposti  e dei lavoratori e cittadini morti e malati per amianto per costruire una nuova giustizia sociale che preserva i diritti degli stessi contro ogni disuguaglianza e sperequazione (art. 3 Costituzione) a tutela del diritto al lavoro (art. 1 Costituzione).

 

4. Promozione di ogni strumento politico che realizzi il lavoro quale presupposto per fruire dei diritti inviolabili della persona umana, (art. 2 Costituzione) promozione dello sviluppo sostenibile della sicurezza della libertà e dignità umana, promozione della tutela all’ambiente, promozione del diritto alla salute, alla vita e alla sicurezza sul lavoro, promozione dei diritti di maggiorazione contributiva per amianto nel rispetto del principio della Solidarietà Sociale che è principio sovraordinato ad ogni legislazione e ad ogni forma giurisdizionale. Si esige rispetto dei doveri collettivi da patto sociale che gravano anche sullo Stato e sugli Enti pubblici derivati, sorti per Contratto Sociale nei confronti dei lavoratori contraenti deboli e dei cittadini esposti

 

5. Adempimento degli obblighi costituzionali: diritto al lavoro, diritto ambiente salubre, diritto alla salute e alla vita, diritti patrimoniali ai benefici amianto, diritto al risarcimento dei danni per amianto alle vittime di amianto ed ai loro eredi, diritto alla prevenzione, sicurezza sanità nel posto di lavoro e alla protezione e corretta informazione sui rischi

 

6. Adempimento degli obblighi giuridici sopra indicati scaturenti da Cedu, Convenzione Europea, Costituzione ed anche di ogni più umano senso di giustizia e di Pietà. Finalmente, le istituzioni siciliane sembrano essersi risvegliate dal loro torpore per ascoltare le ragioni delle vittime dell’amianto e dei loro familiari, a migliaia nell’isola, un tempo conosciuta come il granaio dell’impero romano e trasformata in cimitero dalla moderna civiltà e soprattutto dalla dette di profitto. Le istituzioni regionali si sono impegnate ad istituire un tavolo per mettere a punto un protocollo attraverso il quale permettere l’emanazione di atti di indirizzo per i benefici contributivi per il prepensionamento, con l’aumento contributivo fino al 2003; pensionamento dei lavoratori affetti da malattie asbesto-correlate, anche nel caso in cui non raggiungessero l’età pensionabile stabilita dalla Ministra Fornero a quasi 70 anni, incurante delle diverse situazione e dei lavori usuranti; salvaguardia degli esodati, ancora numerosi; salite nei luoghi di lavoro attraverso la sorveglianza sanitaria e le bonifiche.


 

 

Il rapporto mesoteliomi dell’ONA Onlus

In tre anni più di 4.500 casi di mesotelioma ed è solo la punta dell’iceberg 

 

 

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha rilevato, per il periodo 1993-2011, 20.629 casi di mesotelioma aggiungendo i circa 4.520 casi che ha censito per i tre anni dal 2009 al 2011: 1.480 nel 2009, 1.516 per il 2010 e 1.524 nel 2011, in aggiunti a quelli censiti dall’INAIL, il cui registro è fermo al 2008 (IV Rapporto Nazionale Mesoteliomi presentato nel 2012).

 

Già per circa 15.000 casi, l’Ona ha individuato specifiche esposizioni ad amianto nell'edilizia (15,2%), nell'industria metalmeccanica (8,3%) e in quella tessile (6,7%). Numerose anche quelle nella difesa militare (621). In numero minore ma non meno preoccupante i casi registrati nel settore della scuola (63), che portano la stima a circa 5.000 decessi ogni anno (rispetto ai circa 107.000 che l’amianto provoca in tutto il pianeta) tenendo presenti anche i tumori polmonari e le altre patologie asbesto correlate.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, e tutti i componenti dell’Osservatorio continuano la loro mobilitazione in tutto il territorio nazionale per affermare il principio della prevenzione primaria in riferimento all’amianto ed a tutti gli altri cancerogeni.

Recentemente a Firenze si è tenuta la conferenza “Patologie ambientali e lavorative in Toscana. Epidemiologia e geotermia”, nel corso della quale sono state presentate diverse relazioni e l’inno dell’associazione, tutti consultabili in video.

 

L’inno dell’associazione è stato scritto, musicato e cantato da Marco Chiavistrelli, lavoratore  vittima dell’amianto che ha dato voce alla storia della cooperativa Vapordotti di cui il Sig. Franco Berti è l’ultimo sopravvissuto.

 

Nel corso della conferenza di Firenze è intervenuta la Sig.ra Antonella Franchi, che ha letto la lettera scritta dalla figlia (per saperne di più si può consultare l’articolo della Dott.ssa Valentina Renzopaoli http://www.affaritaliani.it/roma/9-anni-trova-conserva-sassi-amianto-chiusa-la-scuola-la-mamma-non-s-arrende-385482.html ).

In video possono essere consultate le relazioni rispettivamente dell'On. Alberto Zolezzi (Commissione ambiente - Camera dei Deputati), dell’Avv. Ezio Bonanni, del Dott. Fabio Landi del Comitato SOS Geotermia, del Prof. Andrea Borgia, della Prof.ssa Antonietta Gatti, della Sen. Sara Paglini (Commissione Lavoro del Senato) e di altri relatori e le testimonianze delle vittime.


Gli ultimi sviluppi della giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di benefici contributivi per esposizione ad amianto: a determinate condizioni non è necessaria la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005. Accolte definitivamente le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni.

 

La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione ha finalmente fatto luce sull’intricata normativa in materia di amianto, e tra le tante sentenze può essere richiamata la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 5928/2015, che riassume e riepiloga il corso definitivo dell’interpretazione dell’art. 13 co. 8 L. 257/92  e dei benefici contributivi in generale, che è oggetto di pubblicazione.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha redatto una nota a sentenza che è stata già pubblicata sulla Rivista Scientifica Giuslavoristica   Il Diritto dei Lavori" (*) diretta dal Prof. Gaetano Veneto, anno IX, n. 2, luglio 2015 (a partire da pag. 123), con una nota a commento cui si può accedere con un semplice click . 


AMIANTO: "IL GOVERNO AMMETTE L'IMPORTAZIONE. E CONTINUA A NON FARE NULLA"

 

LUIGI DI MAIO: "ANCORA UNA VOLTA LA RISPOSTA DEVE ARRIVARE DALLA MAGISTRATURA" E SONO CONFERMATE LE TESI DELL’AVV. EZIO BONANNI.

Roma, 11 settembre 2015 – “Un conferma assurda, quella arrivata dal governo: in quattro anni abbiamo importato 34 tonnellate di materiali contenente amianto, dal 2011 al 2014. Il sottosegretario all’interno Domenico Manzione lo ha placidamente ammesso in Aula rispondendo a una nostra interpellanza, come se stesse fornendo un’informazione come un’altra. E ha anche precisato che negli anni successivi i quantitativi sono diminuiti “in modo significativo”. Ma il governo si rende conto che esiste una legge del 1992 che ne vieta totalmente sia l’importazione che la commercializzazione sull’intero territorio nazionale?”, si chiedono i deputati del M5S, che sostengono l’iniziativa dell’ONA.

 

 «L’amianto è un killer che ogni anno miete almeno 5000 vittime – sottolinea il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, firmatario dell’interpellanza -  E il governo si permette di consentire l’importazione di materiali con amianto, ancora oggi, a 20 anni di distanza dalla legge? Che senso ha costituirsi parte civile nei processi, istituire giornate in memoria delle vittime e non prendere provvedimenti contro quelle ditte che hanno illecitamente importato 34 tonnellate di amianto? Possibile mai poi che lo Stato italiano ne venga a conoscenza e lo ammetta solo dopo la denuncia dell’avvocato Ezio Bonanni dell'Osservatorio nazionale amianto e del M5S?”.

 

Chi controlla l’importazione? Come è possibile che il pericoloso killer entri impunemente nel nostro territorio? Di quali prodotti si tratta? E dove è andato a finire una volta sdoganato?

«Ancora una volta la risposta arriverà dalla magistratura. Come sempre, questo governo, è inerme e inerte”.

 

Nel dibattito si inserisce anche l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto.

Nel pomeriggio del giorno 11.09.2015 è stato infatti diffuso il comunicato stampa dell’associazione: Roma, 11 settembre 2015 - «Abbiamo appena appreso che il governo rispondendo a un’interpellanza di Luigi Di Maio del M5S ha ammesso che importiamo tonnellate di prodotti contenenti amianto.

 

Lo ha ammesso senza battere ciglio, confermando quando da mesi noi come Osservatorio nazionale amianto stiamo denunciando. È incredibile che si consenta l’importazione del killer senza prendere provvedimenti.

 

Tremila morti l’anno incombono sulla coscienza di un governo che a vent’anni di distanza dalla legge che lo ha messo al bando ancora oggi consente che il pericoloso killer continui a circolare nel Paese e a mietere vittime - dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, cui ha fatto riferimento l’On.le Luigi Di Maio nel corso della seduta parlamentare del giorno 11.09.2015 - e quindi ciò rende necessario proseguire la mobilitazione attraverso tutte le sedi territoriali e dei singoli iscritti e simpatizzanti dell’associazione. Noi continueremo con la nostra denuncia, consapevoli che sarà la magistratura a riconoscerne le responsabilità».

 

Per consultare l’intervento dell’On.le Di Maio è sufficiente collegarsi al link http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/09/clamoroso-il-governo-ammette-che-litalia-importa-amianto.html (dal blog di Beppe Grillo), oppure consultare il Resoconto stenografico dell'Assemblea, Seduta n. 480 di venerdì 11 settembre 2015.


 

Novità in materia di benefici contributivi per esposizione ad amianto.

L’ONA rende pubblico l’orientamento assunto dalla Corte di Cassazione, la quale stabilisce che non si applica la decadenza per coloro che non hanno presentato la domanda entro il 15.06.2005 se è applicabile la vecchia legge: accolte le osservazioni giuridiche dell’Avv. Ezio Bonanni, sia dalla Corte di Cassazione che da diversi giudici di merito.

Esemplari due sentenze della Corte d’Appello di Trento - Sezione Distaccata di Bolzano, che l’ONA pubblica in anteprima.

 

Sentenza n° 15/2015 a definizione del procedimento n° 63/2013 

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Sentenza n° 19/2015 a definizione del procedimento n° 62/2013

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Articolo dell’Avv. Ezio Bonanni pubblicato su Il Responsabile Civile. http://www.responsabilecivile.it/benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/


Otto anni di battaglie dell’ONA Onlus e finalmente si apre il dibattito parlamentare sul continuo utilizzo di amianto in Italia in barba ad ogni divieto di legge. Interviene anche il Vice Presidente della Camera dei Deputati con un'altra interrogazione.

 

Ci sono voluti quasi 8 anni di impegno, ma alla fine il caso dell’importazione di amianto dall’India e il suo continuo utilizzo nel nostro Paese è venuto alla luce.

 

Grazie al servizio di Report trasmesso su RaiTre il giorno 07.06.2015 e in replica in data 13.06.2015 e consultabile al link http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-7cbee255-039b-4d27-b302-3833663cb023.html, è stato reso noto al grande pubblico quanto risulta dal documento del Governo indiano, “Indian Minerale Yearbook 2012 - Part III: Minerale Reviews” che è stato già pubblicato sul sito ONA (http://osservatorioamianto.jimdo.com) e consegnato dall’Avv. Ezio Bonanni lo scorso 13.01.2015 nel corso della sua audizione presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica.

 

L’ONA Onlus ha chiesto da tempo di bloccare ogni importazione di amianto e di prodotti contenenti amianto, ma purtroppo ad oggi questa voce è rimasta inascoltata anche perché il Ministro dell’Ambiente, On.le Gian Luca Galletti, ha dichiarato proprio a Report di non esserne a conoscenza (ecco il motivo per il quale l’ONA Onlus gli ha fatto già pervenire tutta la documentazione).

 

Grazie al Movimento 5 Stelle i cittadini hanno avuto voce nelle istituzioni e con l’interrogazione presentata in data 11.06.2015, nel corso della seduta n. 440 della Camera dei Deputati, i parlamentari De Rosa, Zolezzi, Busto, Daga, Mannino, Micillo, Terzoni e Vignaroli hanno chiesto al Ministro dell’Ambiente “se fosse a conoscenza di queste vicende ... se e quali aziende soggette a vigilanza, operanti in quali settori, risultino interessate dalla compravendita e dell’utilizzo di amianto nel periodo compreso dall’entrata in vigore del divieto di lavorazione, importazione, commercializzazione fino ad oggi; quali iniziative di competenze il Governo intenda adottare per impedire il protrarsi della prassi di lavorazione, importazione e commercializzazione di amianto”.

 

In data 17.06.2015 il Vice Presidente della Camera ha presentato un ulteriore interrogazione parlamentare (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-09498&ramo=C&leg=17)

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus prosegue la sua mobilitazione e ribadirà le sue sollecitazioni al Governo Nazionale nel corso della prossima conferenza dal titolo "Amianto: Nuove scoperte scientifiche per fermare il genocidio" che si terrà a Castellanza il prossimo 27.06.2015 a partire dalle ore 21:00 presso la Sala Conferenze Biblioteca Nazionale, in Piazza Castagnate 2 bis e a cui parteciperà lo stesso On.le Massimo De Rosa.

 

“Il Governo Renzi è sordo, cieco e muto sui problemi dell’amianto. Era stata promessa la bonifica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, compresi quelli di Firenze, ed invece ancora non si vede la luce. Era stata promessa l’ultimazione della bonifica del naviglio della Marina Militare e misure adeguate, anche per i lavoratori esposti e vittime dell’amianto ed invece assistiamo ad un completo e totale immobilismo del Governo Nazionale. È quindi necessario proseguire la mobilitazione con l’impegno diretto di tutti i cittadini - dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA  Onlus  - anche con azioni giudiziarie di responsabilità. Mi riferisco ai lavoratori che ancora a tutt’oggi rimangono esposti alla fibra killer per via dell’assenza delle bonifiche”.

 

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus ha istituito, oltre al servizio di consulenza legale, anche quello di consulenza medica oncologica, anche grazie all’impegno del Prof. Luciano Mutti, che nonostante sia stato chiamato presso la cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salford di Manchester è sempre disponibile a rendere consulenze online e a coordinare i medici volontari dell’ONA.

 

Chiunque può rivolgersi all’Osservatorio per chiedere consulenza legale e medico sanitaria in modo assolutamente gratuito inoltrando una semplice e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com


L’ONA Onlus torna a chiedere al Ministro dell’Ambiente che vengano assunti adeguati provvedimenti per interdire l’importazione e l’utilizzo di amianto in Italia.

Il servizio del Dott. Giorgio Mottola sul programma “Report” trasmesso su Rai 3 il 07.06.2015 (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-7cbee255-039b-4d27-b302-3833663cb023.html) ha dato la conferma di quanto già a suo tempo reso pubblico dall’Avv. Ezio Bonanni nel corso della sua audizione presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica in data  13.01.2015, circa l’importazione di amianto dall’India, come reso pubblico dallo stesso governo di quel Paese (consulta il documento).

Il Ministro dell’Ambiente, On.le Gian Luca Galletti, intervistato dal Dott. Giorgio Mottola, della redazione di Report, ha dichiarato di non essere a conoscenza della importazione di amianto nel nostro Paese e di volerne essere informato: l’Avv. Ezio Bonanni già in data 08.06.2015 ha inoltrato al Ministro dell’Ambiente la comunicazione (che rendiamo pubblica) affinchè vengano assunte le necessarie misure di prevenzione primaria a tutela della salute e dell’ambiente.

 

Infatti nel nostro Paese ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali contenenti amianto e se non si mette fine alla importazione, oltre che disporre la bonifica dei siti contaminati, è di tutta evidenza che l’epidemia in atto e che provoca più di 6000 morti l’anno è destinata a proseguire per decenni (tenendo presenti i tempi di latenza che possono arrivare anche a 40 anni).

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Amianto in Toscana

Conferenza a Livorno il  26.03.2015

AMIANTO NELLE SCUOLE. NELLE CASERME NEGLI OSPEDALI E NEGLI ALTRI LUOGHI DI VITA E DI LAVORO: EMERGENZA SANITARIA E TUTELA LEGALE

 

 

Il 26.03.2015, a partire dalle ore 16:30, presso l’Aula Consiliare del Comune di Livorno, si è tenuta la Conferenza Amianto, nel corso della quale hanno preso la parola oltre all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA Onlus, il Prof. Pietro Sartorelli, ordinario di medicina del lavoro presso l’Università di Siena; il Dott. Paolo Pitotto, consulente medico del Tribunale di Livorno; il Dott. Paolo Rivella, consulente tecnico nel processo Eternit e della Procura della Repubblica di Torino; la Dott.ssa Ginevra Lombardi, ricercatrice presso l’Università di Firenze; la Prof.ssa Antonietta Mazzei, dell’Università di Siena; oltre all’Avv. Isabella Sardella e all’Avv. Natalia Giuliani, entrambe del Foro di Firenze.

 

Sono stati invitati a partecipare tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche, e hanno dato la loro adesione la Senatrice Sara Paglini (Commissione Lavoro del Senato della Repubblica), l’On.le Alberto Zolezzi (Commissione Ambiente della Camera dei Deputati), il Dott. Filippo Nogarin (Sindaco di Livorno) e il Dott.  Giacomo Giannarelli (Candidato Presidenza Regione Toscana M5S).

 

Sono intervenuti, anche il sindaco del Comune di Livorno Filippo Nogarin e la vicesindaco Stella Sorgente, l’assessore alla sanità Dhimgjini Ina. In Toscana, come pure per il resto d’Italia, l’amianto ha avuto e continua ad avere un forte impatto sulla salute umana, determinando, purtroppo, circa 6000 decessi l’anno solo nel nostro Paese, di cui almeno 500 in Toscana (come da recenti stime dell’ONA ONLUS che presenterà i dati epidemiologici proprio nel corso della Conferenza Amianto del prossimo 26.03.2015). In Toscana, come in altre regioni d’Italia, l’amianto è presente non solo nei classici luoghi di lavoro (porto di Livorno, Cantieri Navali, Industrie chimiche, Centrali elettriche e Termoelettriche), ma anche nelle scuole, nelle caserme e negli ospedali.

 

Le fibre di amianto vengono ingerite, oltre che inalate, e quindi determinano gravi danni alla salute umana (recentemente l’OMS ha modificato le sue valutazioni ritenendo dannose per l’organismo umano le fibre). Le recenti misure del Governo Renzi, che prevedono limitati stanziamenti per il Comune di Casale Monferrato e Bagnoli, e benefici contributivi per il prepensionamento solo per pochi lavoratori dell’amianto, sono del tutto insufficienti, e non costituiscono reali misure capaci di affrontare e risolvere l’emergenza che non è più soltanto giudiziaria, ma anche sanitaria e sociale, rendendo quindi necessario un diverso approccio che favorisca la prevenzione primaria, capace di evitare le future esposizioni, e quella secondaria, con la ricerca scientifica e le migliori terapie per i pazienti, e solo in ultima analisi l’intervento giudiziario per reprimere i reati e risarcire le vittime e i loro familiari.

Consulta la pubblicazione in video:


'Via l'amianto dai luoghi di vita e lavoro', conferenza Ona Onlus a Rieti del giorno 07.03.2015.

"Amianto nelle scuole, nelle caserme, negli ospedali e negli altri luoghi di vita e di lavoro: come affrontare il problema?": se ne è discusso nel convegno organizzato dall'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus il 7 marzo presso l’aula consiliare del Comune di Rieti.

Consulta la pubblicazione in video:


Nel Lazio risultano dal Registro mesoteliomi 1.042 casi di mesotelioma dal 2001. Si tratta di una sottostima dovuta al fatto che il registro è stato istituito solo negli ultimi anni ed è limitato ai soli casi di mesotelioma, mentre l’amianto è in grado di determinare almeno il doppio dei casi di tumore polmonare e altre patologie tumorali, oltre ad asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici che, anche per effetto delle complicazioni cardiocircolatorie, possono essere fatali.

 

L’ONA Onlus chiede quindi l’istituzione di un Registro delle patologie asbesto correlate, al fine di poter avere l’esatta fotografia della situazione nel Lazio: "si stimano circa 100 casi di mesotelioma per il 2014, in continuo aumento (erano 51 nel 2001), con un trend che proseguirà fino al 2025, data nella quale dovrebbe iniziare un lento decremento".

 

Solo in Italia vi è un aumento dei casi di mesotelioma, mentre in tutto il resto delle nazioni civilizzate sono in diminuzione. Ciò in quanto vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto nell’intero territorio nazionale, di cui circa 4.000.000 nel Lazio. Il fenomeno epidemico di circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate in Italia, rapportate alla regione Lazio, corrisponde ad un impatto che si valuta in 500 decessi per patologie asbesto correlate (circa 100 per casi di mesotelioma; circa 200 per tumore al polmone; circa altri 200 per tutte le altra patologie causate dall’amianto).

 

L’ONA Onlus è consapevole che l’unico modo per evitare l’insorgenza di queste patologie è evitare l’esposizione ad amianto, e quindi torna ad insistere affinchè vengano adottati strumenti di prevenzione primaria, con la messa in sicurezza, attraverso un ammodernamento infrastrutturale e dei siti industriali, che presuppone la rimozione dell’amianto e il reperimento delle risorse attraverso la detraibilità fiscale delle somme investite, l’utilizzo dei fondi strutturali europei, mutui a tasso agevolato con garanzia dello Stato. In questo modo si riavvierebbe l’economia, modernizzando le strutture, con la tutela dell’ambiente e della salute umana e minori spese sanitarie.

 

Il territorio reatino si caratterizza per la presenza di molti siti industriali nei quali vi è stata esposizione professionale a polveri e fibre di amianto. Il Tribunale di Rieti, in alcuni casi, ha riconosciuto il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, con un coefficiente più basso, non utile per anticipare il diritto a pensione. Con la recente legge finanziaria, il governo Renzi ha introdotto delle modifiche in favore di quei lavoratori che hanno ottenuto con sentenza il riconoscimento del diritto ai benefici amianto (con il coefficiente 1,25 che non è valido per andare in pensione), dando la possibilità di presentare la domanda di accredito con il maggior coefficiente (1,5 valido per anticipare la data di pensionamento del 50% del periodo di esposizione), entro il prossimo 30 giugno.

 

Nella conferenza di Rieti il presidente dell'ONA Onlus, avv. Ezio Bonanni, ha parlato tra l'altro proprio delle modalità attraverso le quali gli aventi diritto possano seguire con la onlus, del tutto gratuitamente, la giusta procedura ed ottenere il riconoscimento dei loro diritti e quindi il prepensionamento in favore dei lavoratori esposti all’amianto, oltre che per coloro che hanno contratto delle patologie asbesto correlate.

 

La conferenza è stata moderata dalla giornalista Valentina Renzopaoli. Sono intervenuti Giampiero Cardillo, componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA Onlus; Alessandro Corneli, già professore di geopolitica presso la Iulm di Milano; Giovanni Palladino, segretario politico de I Popolari Liberi e Forti; Antonio Dal Cin, finanziere in congedo affetto da patologia asbesto correlata e coordinatore dei finanzieri esposti e vittime dell’amianto dell’ONA Onlus, Carla Zorzetti, coordinatrice del comitato Vigili del Fuoco esposti e vittime dell’amianto; Nicola Panei, componente del direttivo nazionale ONA Onlus; Ennio Pietrangeli, coordinatore ufficio tecnico-operativo ONA Onlus; Gabriella De Matteis, responsabile Unità operativa Statistica sanitaria Ausl Rieti; Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e che componente del comitato tecnico scientifico ONA Onlus.

 

Processo Eternit e strategie dell’ONA Onlus: segui l’intervista dell’Avv. Ezio Bonanni nel Blog di Beppe Grillo:(http://www.beppegrillo.it/la_cosa/2015/03/03/sentenza-eternit-lo-stato-e-colpevole/)

 


Eternit, reato prescritto prima dell’inizio del processo. L’ Osservatorio Nazionale sull'Amianto -ONA Onlus porta lo stato Italiano a Strasburgo, e lo cita pure davanti al Tribunale civile. Mentre il Dott. Guariniello firma il rinvio a giudizio per Eternit bis. La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 19.11.2014, ha assolto il magnate svizzero Schmidheiny Stephan Ernest  dal reato di disastro ambientale per prescrizione: il reato c’è ma si è estinto per il decorso del tempo, nonostante ci si continui ad ammalare e a morire. L’ONA Onlus non si dà per vinta.

 

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto- ONA Onlus insiste nel volere promuovere cause civili di risarcimento dei danni nei confronti dello stato italiano, per avere bandito in ritardo l’amianto, per non avere tutelato la salute, e per non avere punito i responsabili e risarcito le vittime “azioneremo ogni strumento di tutela in Italia ed in Europa, per chiedere la condanna dello stato italiano al risarcimento dei danni - dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA Onlus, e Legale di parte civile nel Processo Eternit- e certamente non ci daremo per vinti e prendiamo atto che il procuratore Guariniello ha firmato proprio in data 23.02.2015 il rinvio a giudizio del magnate svizzero per il reato di omicidio”.

 

In sintesi, le motivazioni della Corte di Cassazione:

Il processo Eternit per le morti da amianto era prescritto prima ancora del rinvio a giudizio dell'imprenditore svizzero Schmideiny. A sottolinearlo è la Cassazione nelle motivazioni, appena depositate. Per la suprema corte, con la prescrizione cadono infatti "tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni".

 

La prescrizione è stata calcolata dall'agosto del 1993 - La Corte di Cassazione "a far data dall'agosto dell'anno 1993" era ormai acclarato l'effetto nocivo delle polveri di amianto la cui lavorazione, in quell'anno, era stata "definitivamente inibita, con comando agli Enti pubblici di provvedere alla bonifica dei siti". "E da tale data - prosegue il verdetto - a quella del rinvio a giudizio (2009) e della sentenza di primo grado (13/02/2012) sono passati ben oltre i 15 anni previsti" per "la maturazione della prescrizione in base alla legge 251 del 2005”.

 

Per Schmidheiny la responsabilità sussiste fino al 1986 - Per la Cassazione "la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri" d'amianto "prodotte dagli stabilimenti" gestiti da Stephan Schmidheiny e cioè "non oltre il mese di giugno dell'anno 1986, in cui venne dichiarato il fallimento delle società del gruppo", senza tener conto del fatto che è in atto il fenomeno epidemico e soprattutto che l’amianto è ad oggi ancora presente negli stabilimenti Eternit.

 

La dichiarazione di prescrizione cancella i risarcimenti - La Cassazione dichiara che "per effetto della constatazione della prescrizione del reato, intervenuta anteriormente alla sentenza di I grado", cadono "tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni". 

 

La Corte di Cassazione non condivide la contestazione del reato di cui all’art. 434 c.p., e conferma che dovevano essere contestai i reati contro la persona, ed è per questo che l’ONA torna ad insistere affinchè si proceda al più presto per le ipotesi di reato di omicidio colposo.

 

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA ETERNIT

L'ONA PUBBLICA INTEGRALMENTE LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2015/02/eternit.pdf

Eternit, parti civili: ‘Omicidio colposo per tornare in tribunale’. L’oncologo: ‘Stime paurose su morti’

Una nuova Norimberga per il genocidio dell’amianto: una Corte internazionale per rendere giustizia alle vittime. Stephan Schmidheiny sottoposto al giudizio del Tribunale dell’AIA per i crimini contro l’umanità. Se ne discute oggi (16.02.2015), a partire dalle ore 21.00, presso la Sala Tartara in Casale Monferrato, nell’incontro pubblico dal titolo “Processo Eternit": c’è ancora speranza di giustizia?”.

 

Partecipano tra gli altri l’Avv. Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’ONA ONLUS, con i rappresentanti territoriali dell’associazione, Omar Marchesini (ONA Casale Monferrato) e con Dott. Fabio Desilvestri (ONA Piemonte), con il Prof. Luciano Mutti (presidente del GIME, direttore del dipartimento terapia e cura del mesotelioma dell’ONA), e il Dott. Maurizio Ascione (sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano). Con diffusione dell’evento in diretta streaming, con attraverso il link: https://www.youtube.com/watch?v=3RNQdKSPhNY.

 

L’ONA Onlus rende pubblici i dati epidemiologici delle malattie asbesto correlate in Piemonte: solo nel 2014, più di 1.000 morti (circa 300 casi di mesotelioma, il doppio di tumore, cui purtroppo si aggiungono i decessi per altre patologie), mentre sono più di 6.000 le vittime nel resto d’Italia, e più di 100.000 nel resto del Pianeta.

 

Questo trend purtroppo è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni e decenni, perché le patologie dell’amianto si manifestano anche dopo 40 anni dalla prima esposizione e perché in Italia ci sono 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto, in 42.000 siti, e 1.000.000 di micrositi contaminati con amianto, con ulteriori esposizioni, per centinaia di migliaia di lavoratori e cittadini: è necessaria dunque la bonifica ma soprattutto la ricerca scientifica.

 

Evitare così le future esposizioni e cercare di salvare la vita a coloro che sono ammalate e che si ammaleranno nei prossimi decenni. E’ un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria, ma anche sociale e ambientale, che lo Stato Italiano e le altre Istituzioni stanno affrontando con strumenti sbagliati e insufficienti. Il Presidente del Consiglio, nel ricevere i familiari di alcune vittime, ha dichiarato che intende allungare i termini di prescrizione dei reati, ma dimentica che questo problema non si può risolvere solo con il Giudice penale.

 

Solo il 2% dei materiali di amianto sono stati trattati, e non vi è un programma efficace di ricerca scientifica, e i nostri migliori ricercatori come il Prof. Luciano Mutti per poter continuare le loro ricerche debbono emigrare all’estero, privando così i pazienti di risorse fondamentali nella loro lotta per la sopravvivenza.

 

E’ necessaria quindi  una nuova progettualità, che riporti in Italia il centro della ricerca premiando il merito dei ricercatori e non le appartenenze, e che valorizzi la partecipazione dei cittadini e delle istituzioni territoriali, e che coinvolga l’Europa, per mettere al bando il minerale, e per affrontare insieme il problema (bonifica + emergenza sanitaria), con progetti complessivi che coniughino la tutela della salute e dell’ambiente, con lo sviluppo, anche al fine di reperire le risorse necessarie, che sono ingentissime, perché vasta è la contaminazione.

 

Sarà possibile attivare anche percorsi che presuppongano misure fiscali che favoriscano nuovi investimenti per l’ammodernamento infrastrutturale e industriale, che quindi risolvano anche il problema della presenza di materiali in amianto.

 

Si attiverebbe un percorso virtuoso: più lavoro, più efficienza, più produttività, meno danni alla salute e all’ambiente, meno malattie e meno morte. Ancora meno spese sanitarie, assistenziali e previdenziali, più salute, più ore di lavoro, più ricchezza con minori spese per la collettività. Capacità di restituire un ambiente vivibile e salubre alle future generazioni.

 

La rimozione dell’amianto nei luoghi di vita e di lavoro non può essere fine a sé stessa, ma deve essere inserita in un contesto programmatico e progettuale, generale e complessivo, che impegni anche l’Europa e i suoi fondi strutturali.

Purtroppo poche grandi famiglie gestiscono nel Mondo l’enorme mercato dell’amianto e dei suoi prodotti, e sono più forti dei singoli Stati, e sono capaci di tutto: ecco la necessità di una mobilitazione che parta dalla scuola e dalla cultura e poi dalla società, e che sia attiva anche nella interdizione del crimine, anche attraverso piccoli gesti, espressione di una nuova cultura.

 

L’ONA ONLUS ha deciso di costituire un comitato specifico “i cacciatori dell’amianto” nel quale potranno aderire tutti coloro che già da oggi si misurano nella ricerca di prove e nella interdizione del crimine ambientale, in modo da costituire uno strumento di supporto all’azione del P.M., nella repressione dei crimini.

 

Non verrà abbandonata la possibilità di azionare la tutela legale promuovendo procedimenti giudiziari di risarcimento danni a carico dello Stato Italiano perché ha bandito in ritardo l’amianto, ha recepito in ritardo le direttive comunitarie, non ha interdetto le condotte per le quali assistiamo ora ad una vera e propria strage di cittadini e lavoratori, e perché ha iniziato in ritardo i processi e perché ha dichiarato la prescrizione di crimini contro l’umanità e ancora perché non c’è nell’ordinamento penale italiano una previsione di reato per lo sterminio dei lavoratori di interi stabilimenti e dei cittadini di interi territori.

 

Allo stesso tempo l’ONA Onlus si avvia a promuovere azioni giudiziarie innanzi la Corte Europea per i diritti dell’uomo per via del ritardo con cui sono iniziati i procedimenti penali, e per via delle assoluzioni e per la denegata giustizia per le vittime, e per l’assenza di risarcimenti che se non riportano in vita le persone defunte, almeno permettono un’esistenza materiale più dignitosa per i superstiti.

“Non pensi i signori dell’amianto che le vittime e i loro familiari desistano dalla loro legittima istanza di giustizia e di affermazione della verità e quindi a restituire dignità ai coloro che sono caduti vittime del lavoro, o meglio vittime del crimine contro l’umanità. Continueremo -dichiara l’Avv. Ezio Bonanni - e continueranno anche i giovani e le future generazioni, perché non si cali il sipario dopo la sentenza del 19.11.2014. Ci siamo e ci saremo, in Italia come in Brasile, in Svizzera come a Santo Domingo”.

 

L’ONA Onlus oltre ad istituire il centro operativo “cacciatori dell’amianto” ha costituito il dipartimento di tutela legale delle vittime dell’eternit, per rendere assistenza legale gratuita alle vittime, e torna ad insistere affinchè il Procuratore della Repubblica di Torino, Dott. Raffaele Guariniello, oltre ad esercitare l’azione penale, in riferimento alle numerose morti per patologie asbesto correlate per le attività negli stabilimenti Eternit nel nostro Paese, attivi la tutela anche in ordine alle vittime italiane nello stabilimento Eternit a Niederurnen, e per i collegamenti tra Eternit e Fibronit, messi in evidenza nel 2011.

 

Per le notizie di stampa consultare:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/17/eternit-parti-civili-omicidio-colposo-per-tornare-in-tribunale-loncologo-e-nepidemia/340784/.


AMIANTO IN LOMBARDIA

Sintesi e pubblicazione degli atti in video della conferenza regionale amianto che si è svolta il giorno 19.01.2015.

 

Sono circa 2.000 le morti per amianto in Lombardia che l'Osservatorio nazionale amianto (Ona) ha stimato per il 2014. Questo il dato emerso da un convegno organizzato ieri a Palazzo Pirelli con il patrocinio del Consiglio regionale lombardo. Per l'Ona la cifra è ''coerente con quello che risulta per il 2012 dal registro regionale mesoteliomi della Lombardia, dove sono annotati 442 casi solo nel 2013'', inoltre e ''se si stima che un deceduto per tumore polmonare sono il doppio rispetto ai casi di mesotelioma, si arriva già a 900 decessi che sommati ai circa 500 per mesotelioma, ci porta ad un totale di circa 1350 decessi per queste sole due patologie, a cui vanno aggiunti coloro che sono deceduti per via delle altre patologie''.

 

All'incontro sono intervenuti il presidente dell'Osservatorio, Ezio Bonanni, i consiglieri regionali del M5S Iolanda Nanni e Paola Macchi, il magistrato di Milano Maurizio Ascione e altri esperti. Di particolare rilievo per la Lombardia è il caso della ex Fibronit di Broni (Pavia). ''Nell'ultima legge di stabilità è previsto un finanziamento di 25 milioni di euro per Casale Monferrato e di 20 per Bagnoli ed è una misura del tutto insufficiente proprio perché non tiene conto di Broni '', ha spiegato Bonanni, il quale ha ricordato che per il registro nazionale dei mesoteliomi questa è una delle città ''in cui vi è la più alta incidenza di casi di mesoteliomi in proporzione alla popolazione''.

 

"L’Ona ritiene che il problema amianto non possa più essere affrontato solo con misure giudiziarie e previdenziali - dichiara l’avvocato Ezio Bonanni -, perché non restituiscono la salute e non riportano in vita i deceduti e non impediscono l’insorgere di nuovi casi. L' epidemia in corso è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, a causa della presenza di amianto in circa 40000 siti e in un milione di micro-siti, con quaranta milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui solo il 2% è stato trattato. Così proseguendo vi continueranno ad essere nuovi casi e nuove esposizioni perché ci si può ammalare fino a quarant’anni dopo la prima esposizione.

 

E’ necessaria la bonifica, attraverso progetti di sviluppo territoriali da cui trarre le risorse economiche necessarie, unitamente all' utilizzo della leva fiscale e dei fondi strutturale europei. Non debbono essere trascurati gli aspetti internazionali nella risoluzione del problema, anche perché come dimostrato dall’Associazione, l’Italia ha continuato l’importazione di amianto anche dopo l’entrata in vigore della L. 257/92, che la proibiva. L’Ona porterà questa documentazione all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, dopo averla già consegnata alla commissione Lavoro del Senato".

 

Pubblicazione in video: http://www.youtube.com/watch?v=wj-nAgDL7qw

 

Rassegna stampa della Conferenza amianto del giorno 19.01.2015:

http://www.metronews.it/15/01/18/amianto-importato-indaga-anche-milano.html

http://pontiniaecologia.blogspot.it/2015/01/amianto-importato-indaga-anche-milano.html

http://edoardo-medini.blogspot.it/2015/01/amianto-importato-indaga-anche-milano.html

http://www.ilgiorno.it/milano/amianto-morti-lombardia-1.590732

http://www.mister-x.it/notizie/rassegna_stampa.aspid=45978&ultime_notizie=domani-in-lombardia-19012015


Con la legge 23.12.2014 n. 190, in Gazzetta Ufficiale 29.12.2014 (leggi il testo), il Legislatore è intervenuto ancora sulla materia di amianto.

 

Nuovi benefici amianto per il prepensionamento: istruzioni per l'uso 

Secondo l’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus,  tutti quelli che hanno ottenuto il riconoscimento dei benefici contributivi con il coefficiente 1,25, devono presentare la domanda entro il 30.06.2015, poiché non può essere condivisa un’applicazione così restrittiva della norma così come contenuta nella Finanziaria del 2015 (art. 1 co. 115 L. 190/2014 per la quale la maggiorazione dell’1,5 viene data solo a coloro che hanno la sentenza ormai passata in giudicato, e che hanno tutti i dipendenti collocati in mobilità per cessazione delle attività lavorative), in pregiudizio di coloro il cui giudizio è pendente nelle fasi di appello oppure abbiano ottenuto direttamente dall’INAIL la certificazione di esposizione ed il conseguente accredito solo con il coefficiente 1,25 che non può essere utile per andare in pensione prima.

 

L’INPS ha predisposto un modulo, che si acclude e pubblica, che dovrà essere utilizzato dai soli lavoratori che hanno i requisiti stabiliti dalla Legge (e cioè la sentenza passata in giudicato con 1,25 e tutti i dipendenti in mobilità), mentre invece per tutti coloro che non hanno i requisiti restrittivi imposti dalla Legge (si pensi a coloro che hanno ottenuto direttamente la certificazione di esposizione, senza dover ricorrere al giudice, oppure coloro che hanno ancora in corso la causa), per i quali dovranno essere utilizzati esclusivamente moduli di domanda che non contengano autocertificazione, ma che facciano riferimento alla esatta situazione, e possano far valere l’illegittimità delle restrizioni.

 

Pertanto gli interessati sono pregati di prendere visione di quanto segue.

 

Coloro ai quali l’INAIL ha rilasciato la certificazione e hanno ottenuto dall’INPS l’accredito dei benefici con il coefficiente 1,25, presentare la domanda entro il 30 giugno 2015, anche se l’azienda di cui sono stati dipendenti non ha collocato tutti i suoi lavoratori in mobilità.

 

Qualora non venga loro accreditato il coefficiente 1,5, potranno far valere i loro diritti innanzi la Magistratura del Lavoro (in relazione al divieto di discriminazione di cui agli artt. 20 e 21 della Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea; e mutatis mutandis di cui all’art. 157 TFUE).

 

Coloro i quali hanno ancora la pendenza giudiziaria, qualsiasi sia la fase, hanno la possibilità comunque di fare domanda per avere l’1,5 e, nel caso fosse rigettata chiedere, in seguito, la tutela giudiziaria.

 

Coloro per i quali la mobilità è limitata e parziale e non totale, potranno comunque chiedere di poter accedere alla maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5, in base alla stessa norma (utilizzando i modellini predisposti dall’Osservatorio Nazionale Amianto, senza la dichiarazione di autocertificazione, altrimenti si rischia un procedimento penale, perché utilizzando il modello INPS c’è l’autocertificazione che si è nelle condizioni volute dalla legge: modulo 2, che dovrà essere adattato e corredato dal documento di identità; modulo 3, per coloro che hanno in piedi il corso del giudizio, qualsiasi sia la fase; modulo 4, per coloro che hanno solo fatto la domanda amministrativa; modulo 5, come domanda cautelativa per coloro che non hanno fatto ancora alcuna domanda amministrativa di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto).

 

Fondo Vittime Amianto per i malati di mesotelioma in seguito ad esposizione familiare e ambientale.

 

Con l’art. 1, comma 116, le prestazioni assistenziali del Fondo vittime amianto sono estese anche ai “malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia, o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto, cioè per esposizione ambientale comprovata”. Senza nuovi stanziamenti, quindi ma con la  ripartizione delle vecchie risorse, che saranno proporzionalmente sottratte a coloro che avevano ottenuto il riconoscimento di vittime dell’amianto per effetto dell’accredito della rendita INAIL.

 

Limitazione che l’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus contesta. Gli aventi diritto potranno inoltrare la domanda all’INAIL territorialmente competente, come da modello n°6 che si allega e che potrà essere adottato anche da coloro che hanno altre patologie asbesto correlate, per motivi di esposizione ambientale. 

Domanda di pensione anticipata per i lavoratori dell’amianto affetti da patologie asbesto-correlate, che abbiano ottenuto dall’INAIL il certificato ex art. 13, comma 7, Legge 257/92, e che abbiano almeno 30 anni di contributi.

 

In deroga alla normativa previdenziale vigente, l’art. 1, comma 117 della legge di stabilità prevede l’applicazione della maggiorazione contributiva (di cui all’articolo 13, comma 2, della L. 257/1992), ai fini del conseguimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico (solamente nel corso del 2015 e senza la corresponsione di ratei arretrati), anche per gli ex lavoratori, occupati in specifiche imprese (esercenti attività di scoibentazione e bonifica e con attività di lavoro cessata per chiusura, dismissione o fallimento e il cui sito sia interessato dal Piano di Bonifica da parte dell'Ente territoriale), a condizione che non abbiano maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente e che risultino malati con patologia asbesto correlata accertata e riconosciuta dalle disposizioni vigenti.

 

Si ricorda che l’articolo 13, comma 2, della L. 257/1992 ha disposto che, con effetto fino a settecentotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, i lavoratori occupati nelle imprese che utilizzano, cioè estraggono amianto, anche se in corso di dismissione o sottoposte a procedure fallimentari e che possano far valere nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti almeno trenta anni di anzianità assicurativa e contributiva, hanno facoltà di richiedere la concessione di un trattamento di pensione secondo la disciplina, con una maggiorazione dell'anzianità assicurativa e contributiva pari al periodo necessario per la maturazione del requisito dei trentacinque anni, in ogni caso non superiore al periodo compreso tra la data di risoluzione del rapporto e quella del compimento di sessanta anni, se uomini, o cinquantacinque anni se donne. Il pensionamento anticipato riguarderà, in particolare, secondo le intenzioni del governo i soli lavoratori dell'Isochimica di Avellino ammalati con patologia asbesto correlata.

 

Tuttavia, poiché nel testo di legge si fa riferimento all’attività di scoibentazione e di bonifica, si ritiene che tutti coloro i quali abbiano lavorato nei siti dove l’amianto era utilizzato come materia prima, cioè, quelli che lo hanno de-coibentato dalle carrozze ferroviarie e/o lo hanno rimosso dai siti contaminati, hanno diritto a veder applicata la norma di cui all’art. 13 co. 2 l. 257/92 e, quindi, avranno diritto al prepensionamento a condizione che abbiano raggiunto i 30 anni di anzianità contributiva, e che abbiano contratto patologie asbesto correlate. 

I requisiti per accedere al pensionamento anticipato sono i seguenti: 

 

I. almeno 30 anni di contribuzione;

 

II. avvenuto riconoscimento della malattia professionale asbesto-correlata da parte dell’INAIL con il rilascio della certificazione di esposizione ex art. 13, comma 7, Legge 257/92;

 

III. ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell’impresa e il sito è interessato dalla bonifica da parte dell’ente territoriale.

 

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus consiglia comunque tutti i lavoratori affetti da patologie professionali asbesto-correlate, con certificazione ex art. 13, comma 7, Legge 257/92 di depositare comunque la domanda.

Potrà essere utilizzato, con gli opportuni adattamenti, il fac simile / modello n°7.

 

Domanda all'INPS di accredito dei benefici amianto anche nel caso in cui l'INAIL abbia revocato il certificato di esposizione. 

In base all’art. 1 co. 112 L. 190/2014, nel caso di revoca del certificato di esposizione e/o della prestazione, potrà essere depositata la richiesta di accredito della maggiorazione contributiva direttamente all’ente erogatore della prestazione, e far valere il certificato già ottenuto, e nel caso in cui ci fosse il diniego, si potrà presentare il ricorso amministrativo e successivamente il ricorso giudiziario.

 

Si può scaricare direttamente il modulo n°8, costituente il fac simile della domanda amministrativa.

 

Tutte le domande debbono essere spedite per lettera raccomanda con ricevuta di ritorno, con allegata la copia del documento di identità, e dei documenti ritenuti utili.

 

I modelli allegati costituiscono solo un fac simile, che dovrà essere poi singolarmente redatto, ed inoltrato, e l’Associazione non assume la responsabilità in caso di eventuali decadenze.

 

In caso di necessità, si potrà contattare l’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto all’indirizzo e-mail osservatorioamianto@gmail.com, oppure direttamente il presidente, Avv. Ezio Bonanni, all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com, oppure al numero di telefono 0773/663593.

 

L’Associazione non assume nessuna responsabilità in caso di errori di compilazione dei moduli, ovvero in caso di mancata accettazione delle domande.


Rinviati a giudizio: giustizia per le vittime dell'amianto nella marina militare

Il Tribunale di Padova ha rinviato a giudizio i quattordici imputati nel processo “Marina Militare bis”, ai sensi degli articoli 113, 589 e 590 del Codice Penale: omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo.

 

Alla sbarra l’ex Capo di Stato maggiore della Marina Militare Filippo Ruggiero, gli allora direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura, quelli della Sanità Militare Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello e l’ex comandante in capo della squadra navale Mario Porta e ancora Antonio Bocchieri, Mario Di Martino, Angelo Mariani, Luciano Monego, Umberto Guarnieri, Sergio Natalicchio, Guido Venturoni. L’accusa, per aver causato, in concorso tra loro, la morte del capitano di vascello Giuseppe Calabrò di Siracusa e del meccanico Giovanni Baglivo di Tricase (LE), per mesotelioma pleurico, da cui è poi nata l’inchiesta nel 2005, che oggi ha portato al rinvio a giudizio. Infatti, in seguito poi, in procura a Padova sono giunte oltre 600 cartelle cliniche di altrettanti marinai ammalati, di cui almeno 300 deceduti per mesotelioma pleurico e malattie amianto correlate. Molti di loro sono difesi dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

Il dibattimento inizierà all’udienza del 25.05.2015. Secondo la notifica emessa il 20 ottobre del 2013 dal GUP Cristina Cavaggion - letta la richiesta di rinvio a giudizio emessa dal PM Sergio Dini -, i suddetti: A) omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato che in servizio a terra) dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all'interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (ad es. guanti, tute e coperte ignifughe); B) omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi; C) omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l'effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale; D) inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di , amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall' uso di dotazioni contenenti amianto e così con le surrichiamate condotte e/o omissioni e nelle rispettive qualità suindicate cagionavano o comunque contribuivano a cagionare, e comunque non impedivano che insorgessero patologie amianto correlate nei soggetti di seguito elencati, alcuni dei quali a seguito di tali patologie decedevano. I marinai ammalati di patologie asbesto correlate e i familiari di quelli deceduti, difesi dall’avvocato Ezio Bonanni sono costituiti parte civile.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione alla citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile. L’ONA Onlus si costituirà parte civile all’udienza del 25.05.2015. Per approfondimenti, si può consultare l’articolo della Dott.ssa Valentina Renzopaoli

 

(http://www.affaritaliani.it/roma/la-marina-affonda-sull-amianto-gi-morti-in-150-chiesto-il-giudizio-31102013.html)

e quello del Dott. Luca Teolato

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/16/padova-14-ex-ufficiali-marina-militare-rinvii-giudizio-per-morti-amianto/1280111/).



In data 30.10.2014, si è svolta ad Origgio la conferenza “Quale tutela per le vittime dell’amianto”, nel corso della quale sono intervenuti l’Avv. Ezio Bonanni, il Prof. Giancarlo Ugazio, la Dott.ssa Paola Macchi, il Prof. Luciano Mutti e l’Avv. Elena Cartabia.

 

Il Fatto Quotidiano ha riportato una lunga intervista all'Avv. Ezio Bonanni (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/30/amianto-non-si-fanno-bonifiche-aumenta-diffusione-mesotelioma/1181290/)

 

Guarda il video della Conferenza


Protocollo di intesa tra Ona Onlus e Gime (Gruppo italiano Mesotelioma)

 

L’associazione lancia la sfida per l’assistenza capillare gratuita per i pazienti oncologici in tutto il territorio nazionale grazie al sostegno di altri medici volontari.

I nuovi positivi sviluppi della ricerca per la cura del mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate hanno reso necessaria una più intensa collaborazione con il Gime (Gruppo italiano Mesotelioma). L’avv. Ezio Bonanni lancia la sfida: ”è necessario che i pazienti non smarriscano la voglia di vivere e di lottare per sconfiggere questo male terribile. Gli episodi, recenti e dolorosi, emersi nel convegno di Vercelli del giorno 11/09/14 ci hanno portato ad intensificare l’attività dei medici volontari, anche grazie all’impegno del loro coordinamento del professor Luciano Mutti, che a partire dal prossimo Ottobre sarà sulla cattedra di ricerca sul cancro e oncologia della Salford Università di Manchester. Intanto l’impegno dell’associazione prosegue. Per il prossimo 27/09/14 ci sarà nella città di Vasto l’importante conferenza che permetterà di mettere a punto le ulteriori linee programmatiche dell’associazione”.

 

Per chiedere l’intervento dei medici volontari dell’Ona Onlus e del Gime, è sufficiente inviarne richiesta all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com e all’indirizzo luciano.mutti@hotmail.it

 

Mentre in Piemonte e nel resto del nord Italia, l’attività dell’associazione si intensificherà per afiancarei pazienti affetti da mesotelioma e da altre patologie asbesto correlate, grazie all’impegno di medici volontari tra i quali quelli del Gime e in particolare del suo presidente Prof. Luciano Mutti, tra l’altro coordinatore del dipartimento di terapia e cura del mesotelioma dell’Ona onlus. Decisivo il confronto con la ASL di Vercelli per risolvere le problematiche segnalate dai pazienti nel corso del Convegno “Tumori da amianto. Quali risposte tra slogan e realtà?”. Approvata all’unanimità l’ingresso nell’associazione dell’On.le Mirko Busto, nella sua qualità di ricercatore, e del Dott. Davide Bono, Consigliere Regionale e medico.

 

Sempre operativo l’ambulatorio online dell’ONA ONLUS, affidato al Prof. Luciano Mutti, cui si può accedere gratuitamente con e-mail all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com

Nel corso della Conferenza di Vercelli del giorno 11 settembre 2014, alla presenza del Presidente Avv. Ezio Bonanni, sono intervenuti nel dibattito numerosi cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e loro familiari, i quali hanno testimoniato dell’enorme impegno e della dedizione impareggiabile degli oncologi della ASL di Vercelli, che può annoverare tra gli altri il Prof. Luciano Mutti, che tra l’altro è il coordinatore del Dipartimento ricerca e cura del mesotelioma dell’ONA ONLUS, attraverso il quale l’associazione può assistere del tutto gratuitamente tutti quei pazienti malati di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate per tutte le loro necessità. 

 

Sono state però confermate dall’intervento del Sig. Luca Sigurtà le criticità già segnalate all’associazione anche da altri famigliari di pazienti, e da questi ultimi direttamente, circa il ritardo nella somministrazione di un farmaco antitumorale, e di cui si è interessata la stampa nazionale, come si evince dagli articoli della Dott.ssa Valentina Renzopaoli, pubblicati uno in data 11.09.2014, dalla testata online “Affari italiani” dal titolo Farmaco speciale negato dalla ASL. Donna salvata dall’oncologo privato e quello pubblicato il 17.09.2014 dal titolo "Amianto, nuovo scandalo in Piemonte".

 

I dirigenti ASL Vercelli intervenuti in qualità di relatori hanno spiegato le modalità organizzative attraverso le quali il servizio di oncologia, anche grazie alla professionalità dei medici, può essere considerato ai massimi livelli, e con la richiesta all’associazione di ricevere un report delle segnalazioni, cui provvederà il coordinamento ONA Piemonte, con il Sig. Pasquale De Filippo, responsabile ONA Asti, al quale si erano rivolti i familiari dei pazienti per segnalare queste problematiche.

 

Hanno preso la parola, tra gli altri, l’Avv. Elena Cartabia,  dell’ONA di Milano, il Dott. Fabio DeSilvestri, l’On.le Mirko Busto, Parlamentare nazionale e ricercatore (che ha illustrato le azioni di sostegno del Movimento 5 Stelle al piano nazionale ONA ONLUS, alternativo a quello del Governo, non ancora operativo), il Dott. Davide Bono, medico e Consigliere Regionale (il quale ha messo in evidenza gli eccellenti risultati raggiunti dal Dipartimento ricerca e cura del mesotelioma, e del Dott. Luciano Mutti, che peraltro è stato chiamato alla cattedra di oncologia medica e ricerca oncologica della facoltà di medicina dell’Università di Manchester), la Dott.ssa Patrizia Corsaro, Consigliere Regionale di Vercelli del Movimento 5 Stelle, che ha messo in evidenza l’attività del movimento nel territorio per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente anche attraverso alcune interrogazioni e con tutte le altre attività politico istituzionali.

 

L’associazione ha deliberato la nomina dell’On.le Ing. Mirko Busto e del Dott. Davide Bono (Consigliere Regionale e medico) quali componenti del Comitato tecnico scientifico nazionale dell’ONA ONLUS, di cui faranno parte per le loro capacità professionali, al fine di rendere un servizio alla collettività e per essere vicini a tutti i cittadini.

 

Vedi i lavori della Conferenza “Tumori da amianto. Quali risposte tra slogan e realtà?”

Convegno organizzato e promosso da ONA Onlus

Nel corso della Conferenza di Vercelli del giorno 11 settembre 2014 svoltasi presso l'Hotel Modo in Piazza Medaglie D'Oro 21, alla presenza del Presidente di ONA ONLUS Avv. Ezio Bonanni, sono intervenuti nel dibattito numerosi cittadini, lavoratori esposti e vittime dell’amianto e loro familiari, i quali hanno testimoniato dell’enorme impegno e della dedizione impareggiabile degli oncologi della ASL di Vercelli, che può annoverare tra gli altri il Prof. Luciano Mutti, coordinatore del Dipartimento ricerca e cura del mesotelioma dell’ONA ONLUS, attraverso il quale l’associazione può assistere del tutto gratuitamente tutti quei pazienti malati di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate per tutte le loro necessità.

 

Sono state confermate dall’intervento del Sig. Luca Sigurtà le criticità già segnalate all’Associazione anche da altri famigliari di pazienti, e da questi ultimi direttamente, circa il ritardo nella somministrazione di un farmaco antitumorale, e di cui si è interessata la stampa nazionale. Hanno preso la parola, tra gli altri, il Sig. Pasquale De Filippo, Coordinatore ONA Asti, l’Avv. Elena Cartabia dell’ONA di Milano, il Dott. Fabio Desilvestri di ONA di Asti, l’On.le Mirko Busto, Parlamentare nazionale (M5S) e ricercatore e il Dott. Davide Bono, Consigliere regionale (M5S) e medico.

Per approfondire ulteriormente si può consultare l’inchiesta giornalistica di Daniele Gandolfi, giornalista che ha dimostrato indipendenza oltre che scrupolo e attenzione per i problemi dell’amianto e che ha dedicato due pagine ai problemi che attanagliano la città di Vercelli, tra cui il rischio amianto che sembra sussistere anche per quanto riguarda l’Ospedale (al momento la ASL non ha replicato alla richiesta di accesso agli atti presentata dall’Avv. Ezio Bonanni).

 


 

L’Avv. Ezio Bonanni interviene alla Conferenza Internazionale "ASTM Johnson Conference on Asbestos, Almost Asbestos, and Asbestos Progeny: New Challenges"

 

Il 25 luglio alle ore 10 am, l’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di relatore alla Conferenza Internazionale "ASTM Johnson Conference on Asbestos, Almost Asbestos, and Asbestos Progeny: New Challenges" organizzata dalla ASTM, presso l’Università del Vermont, alla quale parteciperanno i maggiori esperti internazionali, terrà la sua relazione “Asbestos, killer to defeat” ("L’amianto, un killer da sconfiggere").

 

Si riportano: Presentazione alla Conferenza, relazione dell'Avv. Ezio Bonanni (Italiano | Inglese). Accedi anche al Notiziario



 

Amianto: dalla protesta alla proposta, come trasformare un problema in risorsa.

 

Il giorno 14 Giugno 2014, si è tenuto in Ascoli Piceno, presso la Sala dei Savi, del Palazzo dei Capitani, il convegno dell’Ona Onlus, “Amianto: dalla protesta alla proposta. Come trasformare un problema in risorsa”, al fine di tracciare e presentare le linee operative e progettuali dell’associazione per il risanamento e la valorizzazione del territorio nazionale, nell’ambito dell’operatività del piano nazionale amianto elaborato dall’associazione, con attenzione anche ai risultati della ricerca scientifica in materia di terapia e cura del mesotelioma e delle altre patologie asbesto-correlate.

 

E’ intervenuto il Sindaco di Ascoli Piceno, Avv. Guido Castelli, il quale ha portato il saluto dell’amministrazione e della città, mostrando vicinanza ed attenzione in ordine ai temi della tutela della salute e dell’ambiente rispetto al rischio amianto. L’associazione ONA Onlus ha nominato il sindaco di Ascoli Piceno, Avv. Guido Castelli, componente onorario dell’associazione. All’intervento del Sindaco ha fatto seguito quello dell’Avv. Ezio Bonanni, il quale dopo aver ringraziato il primo cittadino e l’intera amministrazione comunale per la loro attenzione e sensibilità rispetto al problema amianto, ha tenuto la sua relazione “Amiantopoli: la lobby assassina. Nascondere la realtà per continuare ad uccidere”.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha tracciato lo scenario dei 100 anni dell’utilizzo industriale dell’amianto nel nostro Paese, e della eroica battaglia delle vittime per ottenere la sua messa al bando con la Legge 257 del 1992, fino a quando nel 2008 venne istituita l’ONA Onlus, che nata per raccogliere il grido di dolore delle vittime e dei loro familiari, ha costituito il momento di aggregazione non solo di scienziati, ma anche di professionisti, studenti e semplici cittadini, che hanno ritenuto di impegnarsi per affermare la necessità di un mondo nuovo senza il cancro e senza le altre gravi patologie causate dall’amianto e dagli altri agenti patogeni. Per poterlo fare, occorre mettere al bando tutti i cancerogeni, disinquinare e bonificare, sviluppare la ricerca scientifica ed interdire le condotte dannose e pericolose, realizzare in sostanza la prevenzione, primaria, secondaria e terziaria, insieme.

 

Tanti sono stati i risultati raggiunti in sede giudiziaria, ma non sono sufficienti, perché alla cultura della repressione, deve invece seguire e si deve affermare quella della prevenzione, come moto dell’animo e posizione culturale, individuale ed istituzionale, non circoscritta alle sole vittime e ai loro familiari, bensì propria dell’intero tessuto sociale. Il processo Eternit ha portato alla condanna di Stephan Schmidheiny a 18 anni di reclusione, ma ciò non riporta in vita le migliaia di lavoratori e cittadini, e loro familiari, tutti incolpevoli, che sono caduti per motivi di lavoro: lavorare per vivere e non per morire. Il piano nazionale amianto del Governo è fallito miseramente, bocciato dalle regioni, come cifra dell’immobilismo della politica e delle istituzioni, specchio di collusioni con la lobby dell’amianto, provata e dimostrata, anche in sede giudiziale.

 

A questo stato di cose, reagisce l’ONA Onlus, attraverso oltre 10mila aderenti, i quali sono stati chiamati alla mobilitazione e a sua volta a mobilitare tutti i cittadini e lavoratori, affinchè le parole che stanno scritte nella Costituzione trovino nella società, nel sistema produttivo, sociale ed economico tutto, la loro concreta ed efficace applicazione.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha posto l’attenzione sul ruolo dell’Ona Onlus, operativa in tutti gli ambiti, dalla prevenzione primaria (con l’affermazione dell’equazione ambiente pulito = salute; ambiente contaminato = malattia, secondo l’insegnamento del Prof. Giancarlo Ugazio), a quella secondaria (grazie all’eroico lavoro di molti scienziati, trai quali il Prof. Luciano Mutti, direttore del Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma dell’ONA Onlus, della Prof.ssa Lory Santarelli, del Prof. Pietro Sartorelli, e di tanti altri che fanno parte del comitato tecnico-scientifico dell’ONA Onlus), fino a quella terziaria, che a sua volta influenza quella primaria, in un dinamismo circolare, che costituisce un universo il cui sole è costituito dalla Costituzione Repubblicana e dalle carte internazionali, che disegnano il catalogo dei diritti della persona umana.

   Arch. Giampiero Cardillo
Arch. Giampiero Cardillo

L’Arch. Giampiero Cardillo, Generale nei CC in pensione, è intervenuto per affermare che:

 

l’ONA Onlus ha tutte le potenzialità, la credibilità pubblica e l’esperienza tecnica, scientifica e legale per fungere da catalizzatore di proposte, per ognuno dei 44 macro-territori più inquinati, per la redazione e l’attuazione di complessi progetti per quelle terre senza speranza. Potrà concorrere al recupero alla salute e alla dignità di una corretta vita economica e sociale di territori avvelenati, che sono ora veri inferni, trasformandoli in paradisi.

 

Un nuovo e decisivo impegno per l’ONA Onlus per il riscatto di decenni di immobilismo, complicità, incapacità e malaffare. Questo è per l’ONA Onlus il modo migliore per onorare la memoria delle decine di migliaia che hanno dato la loro vita, vittime avvelenate da tanta cinica protervia: dimostrare ai loro figli che un altro mondo è possibile, che l’Italia non è fatta solo di cronache giudiziarie, ma anche di ricchi contenuti morali, etici, scientifici, tecnici e sociali e organizzativi”. L’Arch. Cardillo ha poi così proseguito il proprio ragionamento: “Non si tratta di tentare avventure o di sognare ad occhi aperti. E non si tratta neanche di rinunciare alla forza della giustizia e alla risoluzione scientifica del problema. Ma non si può pensare che la pratica dei temi della legalità e della ricerca scientifica escludano il contemporaneo tentativo di soluzione definitiva di ciò che incombe come pericolo per la vita e come disgrazia economica sul capo di milioni di persone che oggi vivono nei o intorno ai territori inquinati.  

 

Quello che si propone è ripercorrere strade già sperimentate con grande successo in Germania (nella valle della Ruhr), negli USA (Pittsburgh), in Spagna (Bilbao) e in Francia (Metz). Come per quelle iniziative, occorre, anche in Italia, applicare modelli innovativi nei rapporti fra cultura, territorio, popolazione, istituzioni, imprese e finanza. Occorre evitare di immettere risorse in circuiti fallimentari. Le pianificazioni dell’impiego di risorse pubbliche verrebbero immesse in circuiti fallimentari. I “meccanismi” del MOSE e di altri scandali lo dimostrano.

 

Sarebbe come immettere acqua in tubi bucati. Occorrono tubi nuovi, nuovi modelli di sfruttamento virtuoso dei LOCAL CONTENT, dei contenuti locali, fatti emergere da innovative e condivise tecniche di emersione delle forze sane, che sono presenti anche in quei territori gravemente offesi da mortale avvelenamento. Innovare significa progettare sviluppo territoriale e attuare  progetti di altissima complessità e qualità, con forze tecniche, istituzionali, economiche e sociali che possano contare su di un giusto profitto nel decidere di partecipare all’impresa.

 

Come è avvenuto in Germania ,e in altre nazioni. Abbiamo le giuste risorse, anche se oggi sono nascoste dal clamore del malaffare. E abbiamo tradizione, immensa bellezza e valore inestimabile delle nostre terre da valorizzare. Adriano Olivetti fu maestro, pur nel disastro immenso del dopoguerra, nel generare ricchezza in territori devastati, apparentemente senza risorse evidenti. Alzò talmente in alto l’assicella della qualità dei suoi progetti industriali, sociali e territoriali che nessuno, istituzione o concorrente (e ne aveva di potentissimi), riuscì a fermarlo, donando vita, bellezza e prosperità a quei apparentemente senza speranza.

 

Nessuno e niente potè fermarlo, se non  la sua precoce morte. Se non si alza il livello di complessità e bellezza dei progetti di rinascita dei territori inquinati si rischia di dare in pasto proprio alla macchina guasta di chi ha inquinato inutili risorse per un fallimentare disinquinamento che sarà una nuova, ennesima Salerno-Reggio Calabria: non ci si ricorda di quando iniziò, non si sa quando finirà, non si riesce più a calcolare quanto costerà. 

 

Abbiamo perciò nel DNA del nostro Paese quello che ci incoraggia a provare: quelle capacità, quella ricchezza di uomini di scienza e d’ impresa, inclini alla legalità e, sturzianamente, alla sussidiarietà efficace. L’ONA Onlus è una di queste ricchezze sussidiarie, a disposizione del Paese, per la rinascita dei territori inquinati”. L’Arch. Giampiero Cardillo è stato chiamato a coordinare il Dipartimento Proposte e sviluppo per il risanamento e la valorizzazione del territorio attraverso il quale dar corso ad una nuova progettualità in materia di ambiente e di salute pubblica, che coniughi la loro tutela con lo sviluppo e l’ammodernamento del Paese.

 

È altresì intervenuto il Dott. Marco Moreno Mattioli – Tecnico della Prevenzione Area Vasta 1, sede di Urbino, in “L’attuale Quadro Normativo in Materia di Amianto (Censimento, Individuzione e Valutazione dei Siti, Tutela dei Lavoratori ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008)”, è intervenuta, altresì, la Prof.ssa Lory Santarelli – Dipartimento di Scienze Molecolari e cliniche – Università Politecnica delle Marche con la relazione “Aspettti Sanitari e Ricerca Medica nelle Patologie Asbesto – Correlate”, che ha anticipato gli sviluppi della ricerca scientifica in materia di mesotelioma. E’ intervenuto Riccardo Tagliapini – Coordinatore Nazionale Dipartimento Bonifica e Decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi, con la relazione “Il Dipartimento per la Bonifica e Decontaminazione dei Siti Ambientali e Lavorativi: Nuovi Scenari nella Lotta all’Amianto”.

 

È intervenuto il Dott. Gianfelice Buonfini – Responsabile ed Amministratore del sito “Guardie Nazionali Amianto”, e quindi tracciato i risultati delle segnalazioni e quindi della mappatura dei siti di amianto, come base per le future attività di valutazione e progettazione per la decontaminazione e bonifica. E’ intervenuto anche il Dott. Massimo Lombardo (dell’ONA Abruzzo) – Consulente esperto settore amianto con la relazione “Modalità Operative Del Dipartimento Di Bonifica Negli Interventi Di Rimozione E Smaltimento Amianto” che ha messo in evidenza la necessità di semplificazione amministrativa per la rimozione dell’amianto, specialmente se in piccole quantità, e realizzazione di siti di stoccaggio il più vicino possibile, per evitare rischi di dispersione nell’ambiente e per abbattere i costi.

 

Vi ha fatto seguito l’intervento del Dott. Gianluigi Bartolini (dell’ONA Marche) – Geologo con la relazione “Il Rischio Amianto nel dissesto idrologico”, mettendo in luce la necessità di rimuovere i materiali in amianto laddove ci sia rischio idrogeologico.


Prosegue la mobilitazione dell'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus in tutto il territorio nazionale, per attuare il piano nazionale amianto non governativo elaborato dall'associazione, di fronte all'immobilismo del Governo, il cui piano nazionale non è operativo, bocciato dalle Regioni.

 

Nella sostanza, il Governo nazionale guidato da Renzi ritiene di non dover assumere alcuna iniziativa per la bonifica dei siti contaminati, nè di creare centri di ricerca per la terapia e cura del mesotelioma e delle altre patologie asbesto-correlate.

 

Nella seduta n°243 di mercoledì 11.06.2014 presso la Camera dei Deputati, le forze politiche di opposizione, primi fra tutti il Movimento 5 Stelle, non ultime le altre forze politiche (e desta meraviglia il fatto che tra le mozioni vi sono anche quelle di alcuni deputati di Scelta Civica, che ormai è ridotta a prefisso telefonico).

Le mozioni concernenti le iniziative a favore delle vittime dell'amianto possono essere consultate attraverso il link: documenti.camera.it


Amianto: parte l'Eurodenuncia

Bonifiche, ricerca scientifica e processi infiniti

L'Ona chiede la condanna dell'Italia e nomina portavoce in Europa

la Dott.ssa Giulia Gibertoni, il Dott. Fabio Desilvestri, il Dott. Giovanni Ghirga

(che i cittadini hanno chiamato alla competizione elettorale con il Movimento 5 Stelle)

 

Il caso amianto arriva in Europa: Conferenza stampa del giorno 15.05.2014 presso il Senato della Repubblica dell’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus, con l’Avv. Ezio Bonanni e con i Parlamentari del Movimento 5 Stelle (clicca sul video per vedere la diretta streaming della conferenza).

 

Alla vigilia dell’appuntamento elettorale che chiamerà i cittadini comunitari ad eleggere i nuovi rappresentanti del Parlamento Europeo, l’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus, con il sostegno del Movimento 5 Stelle, denuncia la situazione italiana alle istituzioni europee. Due le azioni che l'Ona ha messo in campo per catapultare il dramma dell'amianto nell'agenda politica dell'Europa che verrà ridisegnata nella prossima tornata elettorale.

 

- Il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto per i mancati riconoscimenti dei benefici contributivi e sorveglianza sanitaria specifica per gli ex esposti, con particolare attenzione al caso dei lavoratori di Vasto, finalizzato ad ottenere la condanna dello Stato italiano, in quando il beneficio contributivo del prepensionamento, era stato adottato per risarcire questi lavoratori per il tardivo recepimento delle direttive comunitarie, e successivamente alla condanna della Corte di Giustizia.

 - Petizione Popolare con istanza di infrazione dell’Italia

per via delle mancate bonifiche, per la carenza nella ricerca, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, e per i mancati riconoscimenti dei diritti delle vittime.

 

Le iniziative sono state presentate dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale sull'Amianto -ONA Onlus, durante la conferenza stampa di giovedì 15 maggio che si è tenuta nella Nassirya del Senato della Repubblica, alla quale hanno partecipato l'on. Alberto Zolezzi del Movimento 5 Stelle, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, il sen. Gianluca Castaldi, membro della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato e l’On.le Carlo Sibilia.

 

In particolare l'ONA Onlus chiede al Parlamento europeo una mozione di condanna dello Stato Italiano e una diffida, perché vengano rispettati i diritti dei cittadini: un gesto forte affinché l'Italia predisponga tutte le procedure per avviare le bonifiche e decontaminazione dei siti di vita e di lavoro ancora contaminati, che secondo le stime contengono circa 34 milioni di tonnellate di amianto compatto e alcuni milioni di tonnellate di amianto friabile, causando ogni anno almeno 5mila decessi per patologie asbesto correlate.

L'ONA Onlus chiede inoltre che la ricerca scientifica e l'assistenza sulle malattie da amianto in Italia vengano affidate secondo criteri obiettivi di merito e con bandi pubblici, come avviene in tutto il mondo occidentale, oltre ad una tutela efficace delle vittime anche sotto l'aspetto di durata dei processi.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, nel corso della conferenza stampa, ha ribadito come il Governo Nazionale e le istituzioni siano inadempienti, innanzi ad un vero e proprio bollettino di guerra di circa 5.000 morti ogni anno per patologia asbesto correlate, che si potrebbero evitare e che quindi sono ancora più inaccettabili; il Prof. Mutti è intervenuto in diretta Skype da Londra per ribadire la necessità di trasparenza nelle attività di ricerca sul mesotelioma, e ha illustrato le attività del Dipartimento dell’ONA Onlus che fornisce consulenza medico sanitaria gratuita a tutti i pazienti che ne fanno richiesta; il Sig. Riccardo Tagliapini, responsabile del dipartimento bonifiche dell’ONA Onlus ha illustrato un progetto pilota per riqualificare un’area contaminata, trasformandola, con la collaborazione dei privati e delle associazioni e degli ordini professionali; il Dott. Ennio Pietrangeli è intervenuto sia come responsabile dell’Ufficio Confederale UGL Amianto oltre che come responsabile dell’ONA Onlus Dip. Nazionale Forze dell’Ordine, ribadendo la necessità di un più forte impegno delle forze sindacali per la bonifica, la ricerca e cura delle patologie asbesto correlate, e per la repressione dei crimini ambientali.

Tutti i relatori hanno ringraziato il Movimento 5 Stelle per il sostegno alle iniziative dell’Osservatorio Nazionale Amianto e delle vittime dell’amianto.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, nel trarre le conclusioni, ha voluto ringraziare anche il sindaco di Mira per l’impegno in favore delle vittime dell’amianto e per la bonifica delle scuole, e per la possibilità di un progetto condiviso con ONA Onlus di bonifica integrale del territorio dall’amianto e i vari associati che sono stati chiamati dai cittadini ad essere candidati con il Movimento 5 Stelle in Europa e nelle varie amministrazioni territoriali.

 

I parlamentari del Movimento 5 Stelle presenti hanno preannunciato che in Europa ci sarà un forte intervento dei cittadini eletti perché il problema amianto in Italia venga alla luce nella sua drammatica realtà, e perché l’Europa non sia più soltanto la rappresentanza della lobby dei banchieri per costituire la casa comune dei cittadini.

 

Ne hanno dato notizia:

http://www.affaritaliani.it/roma/amianto-killer-la-denuncia-all-ue-l-ona-chiede-la-condanna-per-l-italia-

 

Panorama.it -  L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/RG4SKo)

 

Wall Street Italia - L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/1gr4SKd)

 

Sassarinotizie.it - L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/QMkM5t)

 

Corriere nazionale – Il Cittadino Oggi - L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/1gr5f7A)

 

LIBERO.IT L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/1ji7oCA)

 ADNKRONOS L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la situazione italiana all'Europa (http://bit.ly/QLZYL9) 

 

Firma la petizione popolare compilando l’attestazione di adesione il cui modello si allega e  manda un e-mail all’indirizzo

osservatorioamianto@gmail.com

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Sintesi della conferenza stampa del giorno 24.04.2014, alle ore 11.00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati organizzata dall’ONA Onlus con il sostegno del M5S

 

In occasione dell’approssimarsi della giornata dedicata alle vittime dell’amianto (28.04.2014), e per presentare l’operatività del piano nazionale amianto dell’ONA Onlus, alternativo a quello del Governo, non ancora esecutivo, perché bocciato dalle Regioni, si è tenuta oggi la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati nel corso della quale hanno preso la parola l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Nazionale ONA Onlus, che ha illustrato le direttrici del piano, la cui sintesi si allega, è poi intervenuto il Sig. Riccardo Tagliapini, coordinatore del Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi, il quale ha presentato il portale ONA Onlus (www.guardianazionaleamianto.it, che a partire dal 1° maggio avrà il diverso indirizzo www.onaguardianazionaleamianto.it) per la realizzazione della mappatura dell’amianto presente in Italia con la collaborazione dei cittadini.

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Sintesi piano nazionale amianto ONA Onlus
Sintesi piano nazionale amianto 23.04.20
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E’ altresì intervenuto il Dott. Ing. Fabio Desilvestri, quale socio ONA Onlus, anche se egli è candidato alle Europee con il M5S per designazione dei cittadini, il quale ha illustrato le modalità con le quali l’ONA Onlus intende favorire l’utilizzo dei fondi strutturali europei per i progetti di bonifica e decontaminazione dell’amianto.

E’ intervenuto anche il Prof. Luciano Mutti, coordinatore del Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma, il quale ha illustrato le modalità operative con le quali il Dipartimento fornisce consulenza sanitaria ai pazienti vittime di patologie asbesto correlate in modo assolutamente gratuito, nel rispetto del principio di sussidarità.

 

Il Prof. Mutti ha illustrato gli ultimi risultati conseguiti a livello internazionale dai gruppi di ricerca di cui fa parte e di cui è autorevole esponente, mettendo in evidenza come invece nel nostro Paese non si riesca a mettere in campo una iniziativa efficace, fermo restando che il Dipartimento dell’ONA Onlus fa registrare adesioni di medici volontari che a titolo gratuito supportano il Prof. Mutti e stanno fornendo in tutto il territorio nazionale consulenza alle vittime. 

 

E’ altresì intervenuto l’On.le Alberto Zolezzi del M5S, componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il quale ha illustrato le direttrici della proposta di legge del M5S, primo firmatario, On.le Federico D’Incà, e circa altri 100 deputati, che dà voce alle istanze dell’ONA Onlus, auspicando che anche le altre forze politiche possano concordare con le finalità dell’associazione che si prefigge di perseguire finalità di prevenzione primaria, con la decontaminazione e bonifica, per evitare l’esposizione al minerale cancerogeno, ovvero ai fini della ricerca, diagnosi precoce e migliore terapia di queste patologie e per la repressione dei crimini ambientali e risarcimento dei danni per le vittime e i loro familiari, unitamente al riconoscimento di prestazioni previdenziali ed assistenziali, quali rendite INAIL e benefici contributivi per esposizione ad amianto con conseguente prepensionamento.

Conferenza stampa integrale di presentazione dell'operatività del Piano Nazionale Amianto del giorno 24 aprile 2014 presso la Camera dei Deputati.

 

Notizie di stampa:  

Amianto, nasce il primo portale per le segnalazioni dei cittadini (Libero - 24.04.14)

Amianto, ogni anno 5000 vittime (Metro - 24.04.14)

 


Cari amici,

la nostra Associazione porta avanti le proprie attività e le proprie iniziative, raggiungendo traguardi significativi, fra mille difficoltà, anche economiche.

Per dare continuità operativa, per conseguire nuovi risultati, è importante il vostro aiuto ed il vostro sostegno che può essere dato anche attraverso la scelta di destinare il 5 per mille all’ONA Onlus: tra l’altro questa forma di contributo non ha alcun costo perché è una parte delle imposte pagate dai cittadini che andrebbe comunque allo Stato.

 

Ricordiamo di seguito come fare per donare.

Nei modelli per la dichiarazione dei redditi (CUD, 730 e Unico) vi è una sezione destinata alla “scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”.

Occorre firmare all'interno del primo riquadro relativo a “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale...” ed indicare, infine, il nostro codice fiscale

 

C.F.:  97521310587

Opera di sensibilizzazione.

Alleghiamo il volantino che vi invitiamo a stampare ed affiggere nei luoghi che riterrete più opportuni per sensibilizzare il maggior numero di amici/clienti/collaboratori/conoscenti sulla possibilità di trasformare la propria dichiarazione dei redditi in una grande azione di solidarietà.

 

Confidando nel vostro interessamento, vi ringraziamo anticipatamente per il sostegno che vorrete accordare all’iniziativa.

Un caro saluto 

Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus

Storica Sentenza della Corte Costituzionale per le vittime dell’amianto e invito al convegno di Ottaviano del prossimo 05.04.2014.

 

La Corte Costituzionale annulla parzialmente le norme sulla decadenza triennale, nel caso di giudizi in corso al momento dell’entrata in vigore della legge (estate 2011), e quindi in tutti questi casi le eccezioni di decadenza che l’INPS ha sollevato dovranno essere rigettate e in caso di sentenze sfavorevoli dovranno essere avanzate le impugnazioni.

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Comunicato ONA Onlus 03.04.2014
Corte Costituzionale.doc
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Roma, 26 marzo 2014

 

Amianto: il Piano che non c’è

ALLE 21.00 A METROPOLIS SU ROMAUNO

 

 

Cinquemila morti l’anno, trentacinque milioni di tonnellate di materiale contaminato, 2.400 scuole mai del tutto bonificate: a ventidue anni dalla legge che stabiliva la messa al bando dell’amianto, in Italia il rischio di ammalarsi è ancora altissimo. La mappatura dei siti pericolosi non è mai stata ultimata e dal 1992 solamente il 2% dell’amianto presente sul territorio nazionale è stato bonificato. Il Piano Nazionale approvato un anno fa dall’allora Governo Monti è stato bocciato dalle Regioni e criticato da associazioni ed esperti. Insomma siamo ancora in alto mare. Quali sono le proposte alternative?

 

Ne discutono in studio, Alberto Zolezzi, Deputato Movimento5Stelle, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Fabrizio Santori, Consigliere Regione Lazio Gruppo Misto, Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus, Giampiero Cardillo, architetto e Generale B. Carabinieri in congedo.

 

L’appuntamento è con Metropolis, la trasmissione di approfondimento giornalistico curata e condotta da Valentina Renzopaoli, tutti i mercoledì alle 21 su Roma Uno, visibile su canale 11 del digitale terrestre, su satellite sulla freq. 518, in streaming sul sito www.romauno.tv e su Iphone e Ipad (in replica giovedi alle 16.30, sabato alle 22.30, domenica alle 19). Roma Uno secondo i dati Auditel è la prima televisione del Lazio per ascolti.

 

LINK VIDEO DELLA TRASMISSIONE

 


Resoconto della Seconda Conferenza Internazionale dell’ONA ONLUS “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza” che si è tenuta il 20 e 21 marzo u.s.

Avv. Ezio Bonanni - Presidente ONA
Avv. Ezio Bonanni - Presidente ONA

La Seconda Conferenza Internazionale dell’ONA ONLUS ha visto la partecipazione di personaggi politici oltre che di esponenti delle professioni e di scienziati, che hanno confermato la drammatica realtà già messa in evidenza dall’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus e dall’Avv. Ezio Bonanni in particolare, che ha presieduto i lavori di entrambe le giornate.

Sono intervenuti qualificati esponenti del mondo politico, e parte dei lavori sono stati trasmessi in diretta streaming dal canale Youtube della Camera dei Deputati, e sono già consultabili online, mentre la stampa dà ampio risalto alle richieste formulate dall'assise degli scienziati riuniti nella conferenza (Amianto dati choc. Online il database. "Subito una commissione d'inchiesta" - Affari Italiani).

 

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Nazionale dell’ONA Onlus, ha messo in evidenza la lacunosità del piano nazionale amianto votato dal Governo Monti e fatto proprio dal Governo Renzi, e ha presentato un piano alternativo, che si fonda sul principio della prevenzione primaria, e cioè sulla decontaminazione dei luoghi di vita e di lavoro, per evitare ogni futura esposizione, e sulla prevenzione primaria attraverso la diagnosi precoce, che permette la cura più efficace delle patologie asbesto correlate, oltre alla prevenzione terziaria, attraverso l’epidemiologia e l’intervento della Magistratura, e che si propone di trasformare il problema in una risorsa, attraverso la mobilitazione di tutti i  cittadini e di tutte le Associazioni, gli ordini professionali, e gli enti intermedi, al fine di giungere, anche attraverso un sistema di ammodernamento infrastrutturale, alla completa e totale rimozione dell’amianto dai luoghi di vita e di lavoro, e alla cura più efficace ed efficiente per i pazienti, e l’assistenza ai familiari e ai lavoratori esposti, e il Vice Presidente della Camera dei Deputati On.le Luigi Di Maio, ha confermato l’impegno a sostenere le iniziative dell’associazionecui ha fatto seguito l’intervento dell’On.le Federico D’Incà Capogruppo dei Deputati del Movimento 5 Stelle, il quale ha presentato la proposta di legge, sottoscritta da tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, che dà voce alle proposte dell’ONA ONLUS.

 

E’ intervenuto anche l’On.le Alberto Zolezzi, parlamentare del Movimento 5 Stelle, componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

 

Sono altresì intervenuti l’On.le Edmondo Cirielli, del Gruppo Parlamentare Fratelli d’Italia, che ha illustrato i termini del suo disegno di legge in materia di amianto, che sostanzialmente recepisce le proposte dell’ONA ONLUS, e il Senatore Giuseppe Francesco Maria Marinello, Presidente della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica, il quale ha convenuto sulla necessità di giungere al più presto alla bonifica dei siti contaminati.

 

L’Avv. Ezio Bonanni ha presentato una dettagliata relazione, e sono intervenuti tutti gli altri relatori, tra i quali il Prof. Morando Soffritti,  il Dott. Michele Rucco, il Dott. Paolo Varesi, il Gen. B. CC (ris.) Giampiero Cardillo Architetto, il Prof. Ronald Gordon, il Prof. Pietro Sartorelli, il Prof. Avv. Gaetano Veneto, il Dott. Paolo Rivella, il Dott. Maurizio Ascione, il Dott. Paolo Pitotto, il Prof. Giancarlo Ugazio, il Prof. Claudio Bianchi, il Gen. in congedo Aristide Lombardi, il Prof. Renato Sinno, la Dott.ssa Lorenza Fiumi, il Prof. Luciano Mutti, il Prof. Vittore Pagan, il Prof. Matteo Villanova, l’Avv. Mario Item, l’On.le Fabrizio Santori, il Sen. Gianluca Castaldi, il Sen. Ivana Simeoni, la Prof.ssa Lory Santarelli, il Dott. Roberto Valenza, il Prof. Ing. Flavio Domenichini, l’Avv. Massimiliano Fabiani e l’Ing. Giuseppe Infusini.

Il resoconto completo verrà presto pubblicato, con gli atti, anche in forma videoregistrata.

 

Il piano nazionale amianto dell’ONA ONLUS può essere così brevemente riassunto, e verrà presentato quanto prima, nella sua versione completa:

 

a. la prevenzione primaria,

costituita dalla bonifica dei siti contaminati, coniugata con il rinnovamento infrastrutturale e dell’impiantistica industriale, ove, attraverso la leva fiscale, si possano detrarre tutte le spese, con un sistema di finanziamento che contempli l’intervento della cassa depositi e prestiti, e l’utilizzo dei fondi strutturali europei, con il coinvolgimento dell’imprenditoria privata, e degli istituti di ricerca, e delle associazioni, in modo da valorizzare quella sussidiarietà e quella capacità delle istituzioni locali a costituire il volano per un rilancio della produzione nazionale, secondo i principi di economia sociale di mercato, e di un progresso che valorizzi la dimensione etica dell’economia, con precise regole dettate dallo Stato, che rimane arbitro della loro applicazione, e che è chiamato ad intervenire soltanto per reprimere le deviazioni e correggere eventuali storture del libero mercato, e per attuare i principi sociali della Carta Costituzionale.

Non può essere condivisa la soluzione dell’utilizzo delle discariche, specialmente se in cave abbandonate, in quanto non sono adatte per l’amianto friabile e perché costituiscono soltanto una situazione tampone, in contrasto con ciò che ci impone l’Europa, che privilegia, correttamente, i sistemi di inertizzazione, capaci di modificare la struttura microcristallina dell’amianto, e lo rendono così definitivamente innocuo.

 

b. ricerca scientifica, diagnosi precoce (prevenzione secondaria), e terapie e cure delle patologie asbesto correlate.

Il piano nazionale amianto che il Governo Monti ha approvato, e che il Governi Renzi vorrebbe attuare, che però le Regioni hanno già bocciato, minimizza i termini dell’epidemia in corso, poiché fa riferimento ad una stima di circa 1.000 decessi l’anno, per mesotelioma pleurico (pag. 9), ma sorvola su tutti gli altri mesoteliomi (peritoneale, alla tunica vaginale del testicolo, pericardico), sul tumore al polmone, che sono riconosciute come tali anche dall’INAIL, e su tutte le altre patologie per le quali in ogni caso non può essere disconosciuto il ruolo concausale dell’esposizione ad amianto, e sulle patologie non neoplastiche, quale l’asbestosi, che sono comunque mortali, e che portano il totale delle vittime a superare il numero di 5.000 decessi l’anno.

Questo dato di fatto incontrovertibile deve portare alla istituzione di un centro di ricerca, terapia e cura delle patologie asbesto correlate nel nostro paese, in grado di intervenire con la loro diagnosi precoce, con la terapia più efficace, e con la sperimentazione ed applicazione di nuove metodologie.

 

c. Quanto alla prevenzione terziaria e alla giustizia per le vittime dell’amianto.

Anche la semplice esposizione alle polveri e fibre di amianto è dannosa per l’organismo umano, in quanto le fibre invadono tutti gli organi, attraverso il torrente sanguigno e le ghiandole linfatiche, oltre che per contiguità intrapleurica, e perché persistendo nelle cellule determinano danni meccanici e lesioni precancerose, sino alla degenerazione tumorale.

La legge 257 del 1992 ha previsto dei benefici contributivi, che più esatto sarebbe definire risarcimenti contributivi per i lavoratori esposti ad amianto, che prevedono il loro prepensionamento, compensativo delle minori aspettative di vita.

 

Tuttavia, l’INAIL e l’INPS, palleggiandosi le relative competenze, hanno determinato una sostanziale disapplicazione di queste norme che ha generato un enorme contenzioso ancora in corso.

L’INAIL considera asbesto correlate le seguenti patologie:

a) Placche e ispessimenti pleurici con o senza atelettasia rotonda (j92);

b) Mesotelioma pleurico (c45.0);

c) Mesotelioma pericardico (c45.2);

d) Mesotelioma peritoneale (c45.1);

e) Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7);

f) Tumore polmonare (c34);

g) Asbestosi (j61).

per le quali, dunque, il nesso di causalità si presume e l’onere della prova è a carico dell’INAIL ove non ritenesse di non doverle indennizzare, e nella lista II^, quella relativa alle malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità trova ingresso il tumore della laringe (c32) e nella lista III^, quella relativa alle malattie la cui origine lavorativa è possibile trovano ingresso i tumori gastro-enterici (c15 - c20), mentre per le altre patologie, dopo il definitivo superamento del sistema tabellare, vale il principio complementare dell’onere della prova a carico del prestatore d’opera che può ottenere l’indennizzo “anche per le malattie sia comunque provata la causa di lavoro” (Corte Costituzionale, Sentenze n. 179 del 18.02.88, e n. 206 del 25.02.88).

 

L’elenco delle patologie che l’INAIL indennizza presumendone l’origine professionale come asbesto correlate deve essere aggiornato con tutte le altre patologie, come peraltro impone l’art. 10 del D.Lgs. 38/2000. Anche le indagini epidemiologiche non possono essere limitate solo ai casi di mesotelioma, che sono circa 1.500 ogni anno nel nostro paese, ma è necessario che contemplino anche le altre patologie tumorali asbesto correlate, affinché possano rendere il quadro esatto della epidemia in corso, così da determinare le necessarie misure, non solo di sanità pubblica, ma anche di bonifica e di repressione penale.

 

I dati statistici ci disegnano un quadro caratterizzato da pochi processi penali istruiti a carico dei responsabili delle migliaia di morti per patologie asbesto correlate, nel quale il caso Eternit costituisce piuttosto l’eccezione, che la regola, e non è ammissibile, né condivisibile, che l’intera problematica amianto venga circoscritta a pochi siti, come si vorrebbe suggerire a pag. 28 del piano nazionale amianto del Governo Monti.

 

La “istituzione della direzione nazionale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” che mira a valorizzare le esperienze del Procuratore della Repubblica di Torino, Dott. Raffaele Guariniello ovvero del Procuratore Generale di Firenze, Dott. Beniamino Deidda, ovvero del Sostituto Procuratore di Padova, Dott. Sergio Dini, ovvero attraverso l’estensione a tutto il territorio nazionale delle metodologie investigative già messe a punto presso la Procura della Repubblica di Milano.

 

Il Prof. Giancarlo Ugazio ha redatto un miniresoconto scientifico-sanitario sulla Seconda Coferenza Internazionale dell'Amianto, nei termini che seguono:

“Mi ero adeguatamente preparato per offrire all’audience della Conferenza anche la consapevolezza del non trascurabile rischio di esposizione ad asbesto collegato con i lavori per lo scavo del tunnel per il TAV, esponendo nei locali dell’evento un gruppo di manifesti illustrativi, in formato A3, delle condizioni del cantiere e dell’ambiente circostante in val Clarea a Chiomonte. Però, nel mattino del 20.03.14, appena entrato nei locali, sono inciampato in un’inserviente - in livrea - dell’istituzione che mi ha impedito di affiggere alla parete i miei manifesti fissandoli con scotch removibile, perchè questo è un atto proibito in cotale loco. Ho capito che nei palazzi della Casta, dov’è prescritto agli uomini indossare giacca e cravatta, ma non è obbligatorio l’uso del cervello, di chiunque. In geometria dimostrativa si direbbe c.v.d.

 

Poi sono iniziati i lavori scientifici, che ho seguito con attenzione dal primo al penultimo minuto, com’è stato sempre e dovunque il mio approccio nella partecipazione a convegni, commissioni, gruppi di studio, per rispetto verso gli organizzatori e i colleghi di studio e/o di lavoro. Ho solo dovuto fuggire anzitempo (di pochi minuti) la sera del 21 per poter raggiungere il treno con cui ho fatto ritorno a casa.

 

Cosi’ ho imparato una grande quantità d’informazioni. Per certo, esse saranno tutte divulgate on line, come promesso dall’ONA. Però, penso che non sia inutile elencarne qualcuna succintamente qui di seguito, sperando di contagiare qualche lettore con il fascino, o con l’interesse, che esse hanno provocato in me. Questa nota non si propone di essere un verbale, ma un’antologia dell’avvenuto, incompleta, a macchia di leopardo, e indipendente dalla sequenza cronologica.

 

Tra l’altro, ricordo: “Nella società moderna, non ci manca niente, ma non facciamo niente, perchè?” “Riguardo all’amianto, bisogna non ammalarsi, prima che curarsi.” (Cardillo); “Ora c’è in atto un tentativo di compatibilizzazione tra lavoro, salute e diritto giurisprudenziale del lavoro, le ricadute a scapito del benessere della collettivita’ sono inimmaginabili.” (Veneto), “La nascita del termine ambiente risale al 1623 ed ha origine da espressioni del latino vulgato amb ire, cioè girare intorno = ciò che ci sta attorno.” (Veneto); “Il nostro paese, con gli Italiani a bordo, è un contenitore generalmente nemico della verità.

Molti fatti del tempo della caduta del governo Tambroni, fino all’avventura dell’ILVA di Taranto ne sono una testimonianza veritiera.”

 

(Lombardi); “Le diverse istituzioni giudiziarie, attualmente, vivono una vita propria, senza interscambio nè di informazioni, nè di collaborazione organizzativa.” (Ascione); “Sarebbe bene che il modello organizzativo delle Procure di Milano e di Padova fosse mutuato dalle altre Procure su tutto il territorio nazionale.” (Bonanni); “La prevenzione primaria, col rischio zero, come è suggerito da GU., è la prassi ottimale per combattere gli effetti cancerogeni dell’amianto .”

 

(Bonanni); “La lobby assassina dell’amianto ha perpetrato l’approccio del silenzio per nascondere il pericolo amianto, quello che G.U. chiama la congiura del silenzio.” (Bonanni); Nel 1992, alla promulgazione della legge n. 257, che bandiva l’amianto, fu applicata una deroga tecnica.

Essa, de facto, procrastinava in modo non irrilevante gli effetti sanitari e ambientali del disposto legislativo” (Pitotto).

 

Dopo aver assimilato queste affermazioni, apprezzandole non poco, nel secondo giorno ho cercato di esporre, a favore dell’audience, alcune notizie storiche e socio-sanitarie, che sono sconosciute ai piu’, ma che per se stesse sono capaci di spiegare perchè ora, e da molti anni, diversi settori della società remano contro il benessere, la salute, la dignità, la giustizia a scapito degli individui membri delle collettivita’ nazionali. A mio modesto avviso, la congiura del silenzio, applicata al problema asbesto, ne è un preclaro esempio, ma non da meno si deve considerare la situazione dei malati di Sensibilita’ Chimica Multipla, detta MCS, il relativo acronimo inglese.

 

La corporazione sanitaria, insieme con quella imprenditoriale, quella giudiziaria, e quella politica - tra le altre - sta in prima linea tra gli attori di tanto scempio. Nella cornice di questo quadro di sfacelo morale, ambientale e sociale, può stare tutto quanto di male avviene da tempo, avviene oggi, e verosimilmente avverrà in futuro a carico dei nostri discendenti, secondo il sogno del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO). Del resto, tutto ciò che segue riprende quello che ho riferito il 21 marzo, nella seconda giornata della conferenza, in un intervento sollecitato dal chairman dell’evento per illustrare in dettaglio i rischi dell’asbesto del TAV per i Valsusini e per i Torinesi.

 

In esordio, è utile fare un’annotazione pertinente, riferita alla deroga tecnica del 1992 riferita in precedenza (Pitotto). E’ possibile immaginare che, per l’asbesto dello smarino del tunnel per il TAV, il potere esecutivo, in combutta con quello legislativo, abbia coniato una deroga tecnico-strategica, in ossequio della nomenclatura usata dai poteri suddetti. La presente variante linguistica comporterebbe inevitabilmente un procrastino sine die dei rischi ambientali, mediante una mercanzia per se stessa eterna (asbesto-amianto = indistruttibile, perpetuo, e si tratta di un killer, per chi non lo sapesse o non lo volesse sapere).

 

E ora veniamo al sodo, proprio partendo, nella storia di tempi lontani, da problemi riguardanti la scienza medica. Si era agli esordi del XX secolo, periodo durante il quale la rivoluzione industriale, escogitata e attuata da individui tutt’altro che minus habentes, ha letteralmente fatto esplodere la produttività del genere umano, dell’homo faber. Da un lato, fu conseguito un risparmio di fatica, per moltitudini, dall’altro, si espanse il profitto degli imprenditori, poca gente eletta. Inoltre, a parità di prodotto e di profitto, i costi di produzione, inclusi i consumi energetici in primis, furono ridotti per davvero. Però, l’ingordigia imprenditoriale non si fermò al primo gradino del “progresso-profitto” ma andò oltre.

 

Votata al conseguimento del maggiore profitto possibile, col minor costo, l’imprenditoria mondiale fece di tutto per raggiungere queste finalità, non lesinando mai la salute, il benessere, la dignità dei prestatori d’opera e degli utenti dei loro prodotti, i consumatori. L’asbesto, da sempre presente nella crosta terrestre, dotato di singolari e preziose prerogative tecnologiche, fu tra i primi e piu’ importanti ingredienti del progresso della rivoluzione industriale di quel tempo. Le prerogative tecnologiche suddette erano, e sono tuttora, la testa della medaglia.

 

Dalla parte opposta, la croce, si trova l’azione patogena delle fibrille, in cui è destinato a suddividersi il silicato da cui è composto il minerale.Subito dopo la sua introduzione come materia prima, l’asbesto ha cominciato a svolgere la sua azione patogena, soprattutto quella cancerogena, a carico di qualunque soggetto esposto, sia in ambiente occupazionale, sia nell’ambiente di vita. Infatti, già nei primissimi anni del XX secolo, il rischio per la salute umana del minerale era stato osservato con una certa frequenza e riproducibilità, tanto da provocare affezioni di salute che furono identificate magistralmente quale specifica entità nosologica da un clinico torinese, Antonio Scarpa.

 

Su queste basi biomediche, un operatore dell’informazione riportò sul giornale su cui scriveva la notizia della nocività dell’asbesto.Allora, il proprietario di un giacimento del minerale, sentendosi leso nei suoi interessi patrimoniali e finanziari, citò in giudizio il suddetto giornalista. Però, la corte di giustizia di primo grado (1906, a Torino) assolse il giornalista, la corte d’appello della stessa città, l’anno successivo, (1907) confermò la precedente assoluzione.

 

Negli stessi anni, situazioni analoghe si erano manifestate in tutto il mondo, compresi USA e Canada, colà dove il minerale era estratto dalla miniera, lavorato (macinato), e immesso in manufatti di molteplici tipologie. Esse comprendevano un’amplissima varietà di prodotti contenenti asbesto (alcune migliaia). Immediatamente dopo, il manufatto era usato, naturalmente logorato, infine, dopo una vita d’impiego, il manufatto era scartato.

 

Riassumendo, PRIMA, DURANTE e DOPO la presenza al mondo del manufatto con asbesto, chi lo produceva, come chi lo usava, e come chi lo smaltiva, poteva essere esposto alle minuscole fibrille. In quei tempi lontani, la sua nocività non era piu’ un mistero, sebbene non si sapesse ancora tutto ciò che oggi la ricerca biomedica ha dimostrato e ci insegna. Da parte loro, anche gli imprenditori del ramo avevano sentore dei rischi legati all’asbesto e vollero accertarsi del fenomeno.

 

Pertanto, messa mano alla cassa, sovvenzionarono dei ricercatori per eseguire studi tossicologici su animali sperimentali. Il reperto fu positivo per l’azione patogena del minerale. Allora, gli imprenditori del ramo, committenti delle ricerche, occultarono i dati scientifici sfavorevoli, cosicché i prestatori d’opera per decenni e decenni guadagnarono il salario nella piu’ completa ignoranza sui rischi che erano costretti ad affrontare, in assenza di ogni precauzione e/o protezione ambientale nei confronti dell’inevitabile esposizione all’asbesto. Questo sfruttamento dell’uomo (imprenditore) sull’uomo (lavoratore) ha dato colossali profitti ai datori di lavoro ma è costato indubbiamente tante vite umane perdute anzitempo dai lavoratori.

 

Proprio in quegli anni, 1910, due ricchissimi magnati statunitensi, non del ramo asbesto ma petrolieri, David Rockefeller e Andrew Carnegie, assunsero un certo Abram Flexner affidandogli il compito di eseguire una valutazione dello stato dell’arte, quanto a ricerca scientifica e didattica, delle scuole mediche degli Stati Uniti d’America e del Canada. Flexner fece un diligente e puntuale lavoro, e redasse un’apposita relazione per i committenti, chiamato Flexner Report. I risultati dell’indagine furono tal quali erano prevedibili: c’erano scuole ottime, scuole di livello medio, e scuole di qualità scadente. Tra quest‘ultime, frequentate da neri, in maggioranza furono soppresse, ne rimasero in vita pochissime. Gli altri due gruppi di scuole, medie e ottime, furono adeguatamente supportati da finanziamenti a sostegno dell’attività istituzionale di ricerca e d’insegnamento. Allora, con quest’operazione, fu realizzato un grande balzo in avanti del valore scientifico delle scuole mediche americane.

 

Si deve però registrare che, contemporaneamente, la medicina del tempo, da omeopatica qual era, fu trasformata in allopatica, secondo il modello di quella germanica contemporanea. I sanitari furono indotti a impiegare strumenti terapeutici nuovi, forse piu’ efficaci, ma piu’ costosi e piu’ lontani dalle condizioni naturali, rispetto ai rimedi omeopatici. Il pullulare di nuovi produttori di farmaci, di strumenti chirurgici, di apparecchiature radiologiche ecc. rese loro possibile il viraggio verso gli strumenti nuovi, eventualmente piu’ efficaci rispetto ai metodi tradizionali, ma certamente molto piu’ redditizi per questi imprenditori improvvisati. Tra i produttori di farmaci, in quegli anni comparve a Francoforte sul Meno la Interessen Gemeinschaft Farben Industrie che tanto avrebbe fatto, quanto a profitti e a misfatti in anni recenziori (negli anni 1940 fornì ad Hitler, Himmler ed Eichmann il Cyclon B per la Endlösung di Auschwitz). Qualcuno ha formulato l’ipotesi che questo cospicuo sviluppo dei produttori di nuovi farmaci abbia dato la stura allo sfruttamento della malattia e della morte, parte integrante della medicina allopatica. I Rockefeller e i Carnegie, con i loro emuli e i loro discendenti, vestirono anche i panni di benefattori, mediante elargizioni a sostegno di gente bisognosa d’aiuto, di ricercatori cui fu data possibilità di svolgere studi e ricerche altrimenti impossibili.

 

Per certo, non mancava loro il denaro per sostenere quest’attività pseudo-filantropica. Il correttivo per questa finzione d‘espressione deriva da quello che ha riportato di recente Griffin (2010), secondo il quale “Chi paga il direttore d’orchestra ha il diritto di scegliere lo spartito musicale da ascoltare”, cioè “Chi paga fa quello che vuole”. Gli imprenditori del ramo dell’asbesto, col denaro sborsato, hanno voluto e potuto occultare risultati scientifici preziosi, sottraendoli alla salute e alla vita di tantissimi lavoratori a rischio. In questo nefando contesto morale ha affondato le sue radici quella che Ezio Bonanni chiama la lobby assassina, che ha sempre nascosto la verità per continuare a uccidere impunemente per accumulare profitto.

 

Questa è storia passata, ma una storia che continua tuttora, ed è verosimile che continui ancora in futuro. Inoltre, tale approccio non comprende solo i problemi legati alla nocività dell’asbesto ma, analogamente, implica una miriade di altre materie prime, di prodotti finiti, di scarti di produzione, e di materiali smaltiti che sono propri dei tre diversi settori produttivi, il primario, il secondario e il terziario, in un’opulenta era di “progresso”. A questo punto, prima di considerare gli sviluppi e la progressione di tale nefasto circolo vizioso, è doveroso collocare il vasto campo eziopatogenetico della SCM (MCS), dato che i pazienti affetti dalla perdita della tolleranza diventano sensibili praticamente a tutto ciò che è contenuto dall’ambiente, sia di lavoro sia di vita, specificamente legati al “progresso”. Eppure, molti, troppi, sanitari, e troppi magistrati, non sono capaci o non vogliono rendersi conto dei rischi patogeni che l’avanzamento dei processi tecnologici produttivi comporta per una cospicua frazione della collettivita’ predisposta a perdere la tolleranza dei veleni ambientali.

 

Queste due categorie di operatori sociali, da molti anni, stanno sottoponendo i malati di SCM a un’operazione di annientamento morale e fisico che è ancora piu’ feroce, immorale, e distruttivo rispetto a quello che hanno subito e stanno subendo i lavoratori e i cittadini comuni esposti all’asbesto, in seguito ai disegni inumani della lobby assassina, quella consorteria criminale cosi’ ben illustrata da Ezio Bonanni. Anni addietro (2010), ho sentito il suddetto legale, fondatore e presidente dell’ONA, affermare che il mesotelioma pleurico è terribile, ma che la SCM e ancor peggio. Allora apprezzai sinceramente quel pensiero, felice di sentirmi in sintonia con un legale che ha dato e sta offrendo il suo sapere giuridico a tanti cittadini sfortunati, e sono tuttora pienamente d’accordo, sulla base dell’esperienza che mi sono fatto dopo aver incontrato e studiato tante storie cliniche, con altrettanti drammi umani, dipanate su entrambi questi versanti nosologici. Ora ritengo doveroso chiarire, a beneficio dei profani, delle persone non informate dei fatti, anche se sanitari e/o giuristi, un particolare che differenzia le due condizioni cliniche considerate. Sotto il profilo storicistico, esse hanno percorso evoluzioni socio-sanitarie parallele.

 

E’ nota a tutti la lunga catena di ritardi – tra verità, reticenze, falsità e dolore - dell’avventura asbesto in Italia e nel mondo (cfr. “Asbesto- Amianto, Ieri-Oggi-Domani” di Giancarlo Ugazio, Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2012). E’ ancora meno conosciuta la grave lacuna attualmente persistente che riguarda il pacchetto nosografico delle patologie tumorali extra-toraciche, oltre a quelle non tumorali, degenerative (cfr. “La triade Interattiva nel mondo inquinato contro la salute” di Giancarlo Ugazio, Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2013). Del resto, di recente, partecipando al convegno “I rischi sulla salute col TAV in Valsusa” (organizzato da Pro Natura e tenuto a Torino l’1 marzo 2014) ho sentito con interesse il giurista Ugo Mattei affermare che troppo spesso i magistrati lavorano col paraocchi.

 

Tuttavia, il cammino del trattamento riservato agli esposti ad asbesto è scandito - ammettiamo pure – dall’occultamento proditorio di preziosi dati scientifici, da una legge calmieratrice del prezzo della carne da macello dei lavoratori dell’asbesto colpiti da patologia pleuropolmonare (la 455 del 12 aprile 1943), ma che si è trascinato dietro un riconoscimento giuridico. Tuttavia, oggigiorno, questi pazienti, quando in vita, oppure, post mortem, i loro superstiti, vedove e orfani possono ancora sperare, o illudersi, di ottenere un risarcimento. Nel primo caso, c’è una compensazione con pensionamento anticipato, nel secondo, con un po’ di quattrini che garantiscano un meno misero omaggio floreale sulla tomba del caro estinto, per le vedove, e la possibilità di studi adeguati, altrimenti impossibili, per gli orfani.

 

Ovviamente, tutto ciò avviene, pressoché di regola, a patto di lunghe, estenuanti, insicure litigation, sebbene i lavoratori esposti abbiano versato i contributi assicurativo-assistenziali dovuti all’istituzione creditrice-debitrice. Questo quadro sociale, che discende dalla funesta azione di una società in cui si è radicata saldamente la lobby assassina, pare indubbiamente incivile e inumano.

 

Però, non facciamoci illusioni, quello in cui sono incastonati i malati di SCM è molto peggiore. Tuttora non hanno alcuna speranza, né di guarire, nè di avere un sollievo morale, materiale, o giuridico dalla società che li circonda. Loro stessi, a buona ragione, dicono di essere malati “invisibili”. Poi, la cronaca dei mass media riporta anche alcuni casi di suicidio di tali soggetti, giunti al colmo della disperazione. A tutto questo sfacelo, in entrambi i versanti nosologici, si arriva per la mancanza di consapevolezza, di moralità, di rispetto umano, che porta all’omissione della prevenzione primaria dei rischi ambientali.

 

A questo punto, s’impone di riprendere il bandolo del discorso che riguarda la progressione storica della medicina dopo il Flexner Report, dal quale derivò il viraggio della medicina omeopatica del tempo nella medicina allopatica di stampo germanico. All’Interessen Gemeinschaft Farben Industrie, si accodarono poi numerose altre fabbriche farmaceutiche, e della chimica fine, che formarono un “cartello”, vasto e potente, che speculò sulle patologie provocate dall’inquinamento incontrollato dell’ambiente, preparando e vendendo i costosi farmaci destinati a “curare” i malanni provocati dai veleni prodotti dal progresso e diffusi nell’ambiente a man salva. L’asbesto rientra in questo cartello, insieme con la miriade di agenti patogeni responsabili della SCM. Pochi anni dopo la pubblicazione del Rapporto Flexner (1910) scoppiò il primo conflitto mondiale.

 

Come dice Matthias Rath, un medico tedesco allievo di Linus Pauling, scienziato insignito del premio Nobel sia per la chimica sia per la pace, con quella guerra, il Kaiser Guglielmo II mirava a conquistare quanta piu’ terra e popolazioni fosse possibile per sottomettere un impero al suo controllo, a beneficio economico-finanziario del “cartello” chimico farmaceutico di Bruxelles, secondo la sua definizione (cfr. Attacco al Nuovo Ordine Mondiale, di M. Rath, da Internet).

 

La storia c’insegna come sia terminato il primo conflitto mondiale, e che a esso fece seguito l’istituzione della Società delle Nazioni, seguita dall’esaurimento, nel tempo, delle sue funzioni. Nel periodo interbellico, anni 1930, ci fu l’ascesa al potere di Adolf Hitler in Germania, con la formazione del terzo Reich, il riarmo con la Bundeswer, l’istituzione delle SS, lo scoppio del secondo conflitto mondiale per motivazioni assimilabili a quelle del primo: Deutschland über Alles, e sempre a beneficio del “cartello di Bruxelles” chimico farmaceutico in combutta con i fabbricanti d’armi. M. Rath (ibidem) precisa che suo nonno prima, e suo padre poi combatterono in armi al servizio delle due marionette che furono i condottieri delle due guerre mondiali, il Kaiser Guglielmo II ed Adolf Hitler, rispettivamente, senza rendersi conto delle vere finalità di quelle carneficine. Infatti, lui stesso, nipote e figlio, rispettivamente, di quei due militari tedeschi, non ne seppe mai nulla di persona da loro.

 

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, fu fondata a San Francisco l’ONU, arricchita dall’OMS per le pertinenze sanitarie mondiali e per gli interessi del “cartello” chimico-farmaceutico. In tempi recenziori (1954), un connubio plutocratico tra epigoni della famiglia Rockefeller e il principe consorte della regina Giuliana d’Olanda (magnate dell’industria petrolifera lei, già simpatizzante per il regime nazista lui, nel periodo prebellico - anni 1930) partorì il Club Bilderberg, con l’emanazione della Trilaterale per le competenze USAEuropa-Giappone (cfr. “Il Club Bilderberg, di D. Estulin, 2009). Dalla metà del XX secolo, una volta l’anno, unica eccezione il 1976 per lo scandalo della tangente versata dalla Lockheed al principe Bernardo d’Olanda (uno dei fondatori), si riunisce in una località turistica d’alto bordo, alternativamente in Europa e in America settentrionale, un manipolo di più di cento personaggi esponenti della grande finanza mondiale, o degli interessi dei petrolieri, delle grandi compagnie di mass media, delle ditte farmaceutiche, delle fabbriche d’armi, della chimica fine, della petrolchimica, dell’OMS. Pur sorvolando sul fatto che questi novelli Gauleiter, nelle loro riunioni segrete, vanno divisando la costituzione di un governo mondiale globale, soprattutto promuovono il profitto dei grandi produttori, e non prestano certo attenzione ai cittadini affetti dalle patologie causate dall’esposizione ad asbesto, tanto meni ai malati di SCM, le vittime di quel progresso tecnologico, derivato dalla rivoluzione industriale tra XX e XXI secolo che, imperterrito, procede ora speditamente in un mondo globalizzato.

 

La peggiore conseguenza del “progresso” è la cospicua potatura dell’attesa di vita sana – mentre quella totale continua a crescere - per i sette miliardi di bipedi umani che abitano l’orbe terracqueo. L’uomodella- strada potrebbe anche sospettare che la strenua e inumana lotta che certi sanitari, magari come CTU o CTP, combattono contro i malati di SCM, talora in combutta con qualche magistrato ignorante o colluso, affondi le sue radici in un pabulum utilitaristico che garantisce loro un allettante ritorno d’immagine, di carriera e/o di pecunia. Però, di là di questi personalismi che mostrano solo un dolo collegabile ai ladruncoli di polli, sulla portata sociale della congiura del silenzio per le tragedie sanitarie globalizzate la dice lunga il recente succitato intervento di Matthias Rath (2012) a Berlino (Attacco Diretto al Nuovo Ordine Mondiale, da Internet). Secondo M. R., l’Unione Europea sarebbe la catena di trasmissione del disegno di dominio del mondo di un‘associazione segreta che mira a realizzare un Nuovo Ordine Mondiale, in accordo con i disegni del Club Bilderberg e della Trilaterale.

 

Dopo queste tristi costatazioni, non si può escludere che le innovazioni legislative europee, del tipo del Trattato di Lisbona e della Carta di Nizza, possano non essere una rivoluzione copernicana per i diritti dei cittadini del vecchio continente, ma piuttosto dei pannicelli caldi per garantire i poteri del cartello di Bruxelles. Poi, a differenza dei committenti del Flexner Report, che pagavano il musicista e potevano vantare il diritto di scegliere la musica (Griffin, 2010), i padroni del mondo e dell’Ue d’oggigiorno, alias FMI e BCE, rispettivamente, dirigono l’orchestra a costo zero, per l’interposta azione di tanti Gauleiter nazionali, eventualmente facendo acquistare a caro prezzo flotte di cacciabombardieri F35 particolarmente adatti a fare peacekeeping con la distribuzione nei cieli e nel territorio dei paesi bersaglio di adeguate dosi dell’uranio impoverito di tanti penetratori d’alta densità.

 

Inoltre, la segretezza delle riunioni del Club Bilderberg è testimoniata dal fatto che, se qualche cittadino curioso osasse ficcare il naso in prossimità della sede della riunione, la polizia privata e/o quella pubblica del paese ospitante gli renderebbero inservibile il documento d’identità personale mediante adeguate percosse sul viso, come riferito da recenti cronache di stampa. In questo gorgo politico sociale sta navigando in questo periodo la gestione sanitaria, legale e sociale, dell’impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute: la SCM e le patologie da asbesto insegnano, esse equivalgono a vere e proprie endemie, ma i loro responsabili vanno frequentemente impuniti. Però, lo stato delle cose, per quanto concerne la nocività del mercurio (Hg), del cromo esavalente (Cr6+), dell’arsenico (As), del piombo (Pb), del cadmio (Cd), del cobalto (Co), del berillio (Be), del nichel (Ni), dell’oro (Au), e del titanio (Ti) non è poi tanto diverso dai casi precedenti.

 

Spesso l’ignoranza degli esperti si coniuga con la spocchia e con la collusione, e riesce a raggiungere il nadir di quello zenit che sarebbe dato, provvidenzialmente, dalla conservazione della salute mediante il sinergismo tra scienza e coscienza, due beni ora rari.

La congiura del silenzio, illustrata in precedenza, potrebbe essere considerata come la catena di trasmissione per la formazione di tutto questo sfacelo morale e materiale e potrebbe spiegare tante incongruenze, tante evenienze inattese ed inattendibili, son solo nell’ambito della salute, ma anche per i molti fatti sorprendenti che avvengono regolarmente a livello politico, amministrativo, sociale, nel Belpaese e in tutto il mondo: tutto torna, se non si è ingenui.

 

Una prima disamina della connessione tra la ratio del Nuovo Ordine Mondiale preconizzato dal Club Bilderberg e la voluta omissione della prevenzione primaria dei rischi dell’inquinamento ambientale si trova nel primo capitolo del mio quinto libro “La Triade Interattiva nel mondo inquinato contro la salute” (di Giancarlo Ugazio, Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2013).

 

Del tutto recentemente, nel secondo capitolo “Il ping pong del malato di SCM nel mondo imprenditoriale in combutta con la prestazione sanitaria” del mio quinto libro “Attualità su ambiente e salute” (Aracne Editrice, Ariccia, Roma, 2014), insieme con Giulia Lo Pinto, affetta da SCM, che aveva stigmatizzato un’affermazione del ministro pro-tempore per l’ambiente, secondo cui all’Ilva di Taranto si erano contate piu’ morti del previsto, ed aveva espresso stupore perche’ la salute viene considerata sempre dopo tutto, ho cercato di leggere questi fatti incresciosi nella chiave interpretativa offerta dalla ratio del Club Bilderberg. Il lavoro suddetto riporta, tra l’altro, gli Ordini del Giorno delle riunioni annuali del Club e gli elenchi dei partecipanti italiani e, per qualche evento, anche di quelli provenienti da tutto il mondo, al fine di capire la portata del controllo dei mass media e delle reti di comunicazione on line, (dati acquisiti consultando Internet).

Giancarlo Ugazio

L’autore si è laureato in Medicina a Pavia nel 1957.

E’ stato: assistente straordinario (1959) e poi ordinario (1962), in Patologia Generale di Medicina a Cagliari, quindi a Siena (1964), infine a Torino (1966), Research Fellow in Pathology a Pittsburgh (PA) nel 1963, Libero docente in Patologia Generale nel 1964, Assistent Professor in Physiology a Cleveland (Ohio) nel 1970, Professore Incaricato di Patologia Generale in SMFN a Sassari nel 1971.

Professore Aggregato di Patologia a Torino dal 1975, poi Straordinario dal 1976, infine Ordinario dal 1976 al 2007, fino al TFR.

Autore di 225 pubblicazioni scientifiche.

RINGRAZIAMENTI

L’autore esprime la sua riconoscenza a Michele Michelino, Presidente, e al Consiglio Direttivo del Comitato per la Difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nel Territorio, di Sesto San Giovanni (MI), e all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA Onlus, per avergli conferito la nomina a socio onorario delle rispettive associazioni, generoso riconoscimento della levatura etica e sociale del suo impegno a favore della salute pubblica.

Ammirazione e gratitudine incondizionate vanno alla Dr Claudia Maero e al Dr Alessandro Rosignuolo, del personale della biblioteca centralizzata di Medicina, Polo Biologico, dell’Università di Torino, per la loro impareggiabile e preziosa disponibilità nell’eseguire le ricerche bibliografiche.

 

La piu’ sincera gratitudine è espressa per Gabriella Tittonel, cittadina della Val di Susa, per l’autorizzazione all’impiego dei fotogrammi scattati personalmente in Val Clarea a documentazione dell’impatto dell’opera “strategica” sulle condizioni ambientali del territorio”.

 


Conferenza internazionale ONA ONLUS - 20/21 marzo 2014


La giornalista d’inchiesta Dott.ssa Valentina Renzopaoli disvela l’arcano segreto della presenza di amianto in Guardia di Finanza mentre l’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus si mobilita per chiedere il prepensionamento e la  tutela di tutti i diritti dei lavoratori esposti ad amianto

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus prosegue la sua mobilitazione con richiesta di bonifica nei siti contaminati, e per evitare le future esposizioni di tutti i lavoratori alle polveri e fibre di amianto, altamente lesive per la salute umana, anche nel settore militare.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus e dell’Avv. Ezio Bonanni ha permesso di disvelare la moira dei militari della Guardia di Finanza che in molti sono stati colti da mesotelioma e da altre patologie asbesto-correlate, anche se il minerale non sembrerebbe essere una materia prima del loro lavoro, mentre invece è venuto alla luce il fatto che fosse presente nella componentistica degli elicotteri, e nel naviglio.

Archivio ONA
Archivio ONA

La mobilitazione dell’associazione prosegue, al fine di promuovere un’azione collettiva per il prepensionamento di tutti i lavoratori della GdF esposti all’amianto.

 

Questa richiesta verrà inoltrata nei prossimi giorni dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

La Dott.ssa Valentina Renzopaoli, giornalista d’inchiesta, ha scritto un interessante articolo che può essere consultato nel sito:

 

http://www.affaritaliani.it/roma/amianto-in-basi-ed-elicotteri-la-guardia-di-finanza-resta-a-terra.html

 

E’ operativo da tempo il comitato ONA - GdF, al quale ci si può rivolgere inoltrando una e-mail all’indirizzo ona.gdf@gmail.com, oltre all’assistenza legale, che può essere richiesta inoltrando una e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com, oppure direttamente al Presidente Nazionale Avv. Ezio Bonanni all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com

 

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Amianto in elicotteri gdf e hangar: stop e sigilli a Pratica di Mare, Napoli, Catania e Palermo (Il Mattino - 18.01.2014)

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Odg Amianto Def. Legge di Stabilità.doc
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Il Movimento 5 Stelle ha interrogato il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro Dell'economia, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in ordine alla presenza dell’amianto negli edifici scolastici.

Si tratta di uno dei temi sui quali più fortemente la nostra associazione si è mobilitata, per evitare le future esposizioni a carico dei più piccoli e anche del personale docente. Purtroppo gli interventi governativi sono del tutto insufficienti e non efficaci per risolvere il problema.

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Interrogazione Amianto nelle Scuole.pdf
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L'ONA  Onlus torna a chiedere la bonifica degli ospedali dalla presenza di amianto. L'iniziativa è sostenuta dall'On.le Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, oltre dalle energiche iniziative del Presidente Nazionale, Avv. Ezio Bonanni.

 

La presenza di amianto anche negli ospedali porta l'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlusa reiterare l'appello al Capo dello Stato, On.le Giorgio Napolitano, affinchè levi la sua voce sul rischio morbigeno per presenza di amianto negli ospedali oltre che nelle scuole.

 

La notizia della presenza di amianto all'Ospedale S. Camillo di Roma ha avuto risalto anche nei mezzi di informazione, ed anche nel servizio dell'emittente RomaUno, che ha riportato la dichiarazione dell'Avv. Ezio Bonanni: 

“E’ necessario che le Pubbliche Istituzioni si facciano carico oltre che di mappare, sicuramente di bonificare tutti i siti ospedalieri rispetto alla presenza di amianto e non solo il caso venuto oggi alla luce, poiché qualsiasi esposizione all’amianto è dannosa per l’organismo umano e si somma alle altre esposizioni, potendo risultare decisiva nell’insorgenza del mesotelioma, che purtroppo è ad esito quasi sempre infausto oltre che di altre gravissime patologie, come la scienza unanime”.

 

Si tratta di un'ulteriore pressante richiesta, che si aggiunge a quella di decontaminare dalla presenza di asbesto le scuole, gli aerei, e tutti i mezzi di trasporto e i luoghi di vita e di lavoro dove è ancora presente l'amianto.

Appelli purtroppo che fino ad ora sono caduti nel vuoto, in quanto le istituzioni non ritengono allo stato di intervenire per le bonifiche rispetto alla segnalata presenza di amianto, cancerogeno completo in grado di determinare gravissime patologie in assenza di qualsiasi soglia al di sotto della quale venga meno il rischio.

 

Segue il servizio della Dott.ssa Valentina Renzopaoli, trasmesso nel telegiornale dell'emittente RomaUno.



L’UGL - Unione Generale del Lavoro - e l'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus hanno stipulato un protocollo di intesa per la reciproca collaborazione, che si prefigge di promuovere l’informazione e la formazione, assistere lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e perseguire fini di prevenzione primaria e secondaria e per la tutela di tutti i diritti dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto e di tutti i loro familiari.

 

Per raggiungere questi obiettivi sono necessari un programma di ammodernamento del sistema produttivo e anche l’utilizzo di fondi strutturali dell’Unione Europea. Inteso che prevenzione primaria vuol dire decontaminare siti lavorativi e luoghi di vita dalla presenza di amianto per evitare ogni forma di esposizione e l’insorgenza di patologie asbesto correlate. Non esiste una soglia sotto alla quale non c’è rischio e ogni esposizione è dannosa perché si somma a quelle precedenti, abbrevia i tempi di latenza e rende più aggressiva la patologia. Prevenzione secondaria, invece, vuol dire sorveglianza sanitaria e diagnosi precoce di eventuali patologie asbesto correlate, che permetta il tempestivo intervento dei sanitari e, quindi, maggiore probabilità di efficacia delle terapie mediche.

Per sconfiggere definitivamente il mesotelioma, il tumore polmonare e le altre patologie asbesto correlate, è necessario, quindi, sostenere la ricerca scientifica, oltre alla tutela previdenziale e risarcitoria di lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e loro familiari.

“Si tratta di un passo significativo, di un vero salto di qualità, la vicinanza e il sostegno e la condivisione dell’UGL dei valori e dell’azione dell’ONA - dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA - a tutto vantaggio per la salute pubblica e dell’ambiente”.

 

Per il vice segretario generale dell’UGL Paolo Varesi, “questo accordo ci consentirà di mettere a fattor comune le nostre risorse su un tema delicato e al tempo stesso tanto doloroso, i cui aspetti drammatici a danno di lavoratori e famiglie riempiono quotidianamente le cronache giudiziarie. La nostra Confederazione già a novembre 2012, intervenendo alla II Conferenza Governativa sull’Amianto, ha espresso le proprie preoccupazioni su una materia enormemente sottovalutata, soprattutto dalla politica. Con l’accordo di oggi - conclude Varesi - aggiungiamo un tassello importante alla definizione di uno strumento di informazione e tutela dei lavoratori, anche sotto il profilo legale e risarcitorio”.

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Protocollo d'intesa ONA Onlus - UGL, per un'azione sinergica a tutela dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto e loro familiari
ACCORDO_ONA_UGL_19112013.pdf
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Convegno "Lotta all'amianto: il diritto incontra la scienza"
Convegno "Lotta all'amianto: il diritto incontra la scienza"

L'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus pubblica l'intero video del Convengo "Lotta all'amianto: il diritto incontra la scienza"

tenuto il 14 novembre 2012 a Roma, presso la nuova Auletta dei Gruppi Parlamentari presso la Camera dei Deputati

 

Accedi all'area del Convegno


"Amianto: leggi e la scienza".

Puntata di Metropolis del 14 novembre 2012

 


"Presentazione Convegno "Lotta all'amianto: il diritto incontra la scienza"

 

(Servizio realizzato da Valentina Renzopaoli e andato in onda nelle edizioni del telegiornale di Roma Uno del 9 novembre 2012)