12. L’intervento del legislatore per assicurare valore legale agli atti di indirizzo ministeriale.

I dubbi e i contrasti insorti in dottrina e in larga parte della giurisprudenza circa il valore legale e la legittimità degli atti di indirizzo ministeriali, sono stati definitivamente superati con l’approvazione dell’art. 18, comma 8, della l. 179 del 2002.

In questa legge, che ha ad oggetto ‘disposizioni in materia di tutela ambientale’ il legislatore ha ritenuto di dover sancire la legittimità delle certificazioni rilasciate dall’INAIL in seguito agli atti di indirizzo ministeriali:

“le certificazioni rilasciate o che saranno rilasciate dall’Inail sulla base degli atti d’indirizzo emanati sulla materia del Ministero del lavoro e delle politiche sociali antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge sono valide ai fini del conseguimento dei benefici previdenziali previsti dall’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni”

(art. 18, comma 8, legge 179/02).

e ciò anche al fine di armonizzare l’applicazione della legge e superare ogni incertezza interpretativa e disporre linee guida per gli enti previdenziali e soprattutto rendere certezze a quei lavoratori che, in forza della certificazione, avevano risolto il loro rapporto di lavoro e richiesto la liquidazione delle prestazioni previdenziali.

La disciplina del riconoscimento della esposizione qualificata e della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale si divarica per effetto dell’intervento del legislatore, rispetto a coloro che pur avendo svolto le medesime attività in ambienti del tutto eguali e spesso in stabilimenti della stessa azienda, e che tuttavia non hanno ottenuto dal Ministro l’emissione dell’atto di indirizzo, poiché per i primi si presume l’esposizione, e con l’art. 1, commi 20, 21 e 22, della l. 247/07, questa presunzione sarà iuris et de iure, mentre i secondi sono destinati a dover assolvere il non agevole onere probatorio della esposizione qualificata di 100 fibre/litro per un periodo di oltre 10 anni.