6. I casi per i quali non si applica la disciplina della decadenza per il mancato deposito della domanda all’INAIL nel termine del 15.06.2005.


Nel vigore del precedente regime erano gli enti previdenziali a dover accreditare le maggiorazioni contributive ai lavoratori esposti all’amianto, senza necessità che questi ne facessero richiesta[1]:

“la rivalutazione contributiva non rappresenta una prestazione previdenziale autonoma, ma determina contenuti del diritto alla pensione; che, nel regime precedente, non era prevista una domanda amministrativa per fare accertare il diritto alla rivalutazione dei contributi previdenziali, per effetto dell’esposizione all’amianto; che il legislatore ha espresso l’intento, ricostruito secondo una interpretazione orientata dal principio costituzionale di ragionevolezza, di escludere l’applicazione della nuova disciplina anche per coloro che comunque avessero già avviato una procedura amministrativa… come del resto tale facoltà è riconosciuta anche ai soggetti per i quali opera la salvezza della precedente normativa, atteso che tale salvezza è stata disposta esclusivamente in loro favore”.

Così la stessa Corte Costituzionale, con la Sentenza del 20.11.08, n. 376:

“secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione in precedenza richiamata, infatti, nel regime antecedente l’entrata in vigore delle disposizioni censurate non era prevista la necessità di alcuna domanda amministrativa per fare accertare il diritto alla rivalutazione dei contributi previdenziali per effetto dell’esposizione all’amianto”.

Già il Tribunale di Napoli con la Sentenza 10753 del 2010, ha avuto modo di pronunciarsi per il caso di un lavoratore collocato in pensione fin dal 1998 che non aveva depositato la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005 e in presenza della prova dell’esposizione qualificata ed ultradecennale, ne aveva accolto la domanda, condannando l’INPS alla maggiorazione contributiva con rivalutazione della prestazione, con il coefficiente 1,5 per l’intero periodo di esposizione[2].

Secondo il Tribunale di Modica[3], che ha esaminato il caso di alcuni lavoratori che avevano già depositato la domanda all’INPS e all’INAIL quando il 02.10.2003 è entrata in vigore la nuova normativa di cui all’art. 47 della l. 326/03, il termine di decadenza al 15.06.2005 in assenza di domanda all’INAIL non deve essere applicato nei casi in cui la fattispecie deve essere regolata secondo la precedente e più favorevole normativa, la quale non prevedeva questo onere, e quindi con impossibilità di poter decadere.

Il termine di cui all’art. 47, comma V, della legge 326/03 non si applica a coloro che hanno “avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data” del 02.10.2003:

Infatti l’art. 47 d.l. n. 269/03, convertito in legge n. 326/03 prevede il termine di decadenza (soltanto) con riferimento ai lavoratori cui si applica la disciplina di cui al 1° comma della medesima norma, cioè la nuova disciplina.

Peraltro, come già detto, la legge finanziaria per l’anno 2004 ha escluso dall’ambito di applicazione della nuova legge tutti coloro che - come il ricorrente - alla data del 2 ottobre 2003 avessero già fatto domanda all’INAIL oppure avessero già maturato il diritto a pensione.

Ed allora, poiché il termine di decadenza è previsto (soltanto) per coloro cui si applica la nuova legge, risulta evidente che nei confronti di chi aveva già fatto domanda all’INAIL prima del 2 ottobre 2003 la nuova legge non trova applicazione.

La finanziaria 2004, infatti, facendo salve le certificazione già rilasciate dall’INAIL, ha abrogato implicitamente l’inciso «compresi quelle cui è stata rilasciata certificazione dall’INAIL prima del 1 ottobre 2003» di cui all’art. 47 co. 5° legge n. 269/03”.

Emerge dunque che al ricorrente deve essere applicata la precedente normativa e perciò stesso che egli non avesse alcun obbligo di domanda all’INAIL, ma solo all’INPS al momento del pensionamento dovendosi applicare il vecchio disposto che non prevedeva la domanda all’INAIL (nella Sentenza del Tribunale di Napoli n. 10753 del 2010 si evince come giammai il ricorrente avesse inoltrato domanda all’INAIL, e soprattutto avesse depositato la sola domanda di pensione).

Così il Tribunale di Civitavecchia con Sentenza n. 110 del 2009, in accoglimento delle richieste del ricorrente, ha ritenuto di dover disapplicare sul punto, in quanto illegittima, la disposizione di cui all’art. 3, n. 2, del D.M. 27.10.2004, nella misura in cui dispone ‘i lavoratori di cui all'art. 1, comma 1, che hanno gia' presentato domanda di certificazione dell'esposizione all'amianto alla data del 2 ottobre 2003 devono ripresentare la domanda’, in quanto irrazionale, tenendo conto che la prima domanda attiva il procedimento amministrativo di accertamento e un’ulteriore domanda dovrebbe confluire in quello già pendente, e soprattutto perché in questo caso, come in tutti gli altri contemplati nelle norme di cui all’art. 47 comma 6 bis l. 326/03 e all’art. 3 comma 132 l. 350/03, la disciplina della decadenza non è applicabile (e quindi il D.M. è illegittimo, quantomeno nella misura in cui dispone un obbligo che la legge esclude espressamente), e quindi ha ritenuto non applicabile il termine di decadenza per coloro che alla data del 02.10.2003 avessero già avviato la procedura amministrativa, ritenendo del tutto inutile una nuova domanda all’INAIL.



[1] Corte di Cassazione, Sentenza n. 21862/2004.

[2] Conforme Tribunale di Ferrara, Sezione Lavoro, Sentenza n. 153 del 2008, con il quale è stato definito il giudizio n. 770 del 2007, che pur in assenza di domanda all’INAIL ha accolto la domanda di un lavoratore esposto ad amianto, che alla data del 02.10.2003 aveva già maturato il diritto a pensione. Idem il Tribunale di Livorno, e il Tribunale di Bolzano, con Sentenza n.102 del 2010.

[3] Sentenza del Tribunale di Modica n. 90/2010.