Embriotossicità del Mercurio

embriotossicità del Mercurio
spasticita’ infantile  (massima attesa di vita: circa 10 anni)
danni  prenatali  per  esposizione  dell'embrione

 

MENABO’
 

 
 
NEUROTOSSICITA’ DEL MERCURIO E DEL METILMERCURIO

  
 
01 CORPO UMANO CON I DISTRETTI DI DISTRIBUZIONE DEL MERCURIO
 
02 NEUROTOSSICITA’ DEL MERCURIO SUL SISTEMA NERVOSO CONFORMATO 
 
03 FUNZIONE DI TRANSITO DELLA PLACENTA PER IL MERCURIO
 
04 ASPETTO CLINICO DELLA SPASTICITA’ DA MERCURIO NEL BAMBINO
 
05 QUADRO ANATOMOPATOLOGICO DELLA NEUROTOSSICITA’ DEL MERCURIO
 
06 SINDROME CLINICA DELLA MALATTIA DI MINAMATA
 
ORIGINI DEL MERCURIO E DEL METILMERCURIO
 
07 QUADRO GENERALE DELLE SORGENTI DEL MERCURIO (inalatorie o per ingestione)
 
08 VIA INALATORIA: POLVERI
 
09 VIA INALATORIA: VAPORI
 
10 VIA GASTROINTESTINALE:CIBI: CARNI DI CROSTACEI E DI PESCE, CARNI SUINE
 
11 INGESTIONE E/O INALAZIONE DI MERCURIO DALLE OTTURAZIONI DI CARIE DENTARIE
 
12 CICLO DEL MERCURIO TRA SEDIMENTO ED ACQUA DEI CORPI IDRICI
 
13 DISTRIBUZIONE DEL MERCURIO E DEL METILMERCURIO NELL’ACQUA E NELLA CARNE DI PESCE
 
14 DIFFERENZE DI NEUROTOSSICITA’ TRA MERCURIO E METILMERCURIO
 
15 GEOGRAFIA E STORIA DELLA MALATTIA DI MINAMATA
 
16 CONCENTRAZIONE DI MERCURIO NEI SEDIMENTI FLUVIALI E NEI TERRENI  AGRICOLI  DELLA VALDICECINA
 
17 PIANTINA DELLA FLORIDA BAY
 
18 CONCENTRAZIONE DI MERCURIO) NEL SEDIMENTO DEGLI   AFFLUENTI DEL PO
 

EMBRIOTOSSICITA’  DEL  MERCURIO

LEZIONI  PER  IL  MONDO


da Masazumi HARADA, Minamata disease: methylmercury poisoning in Japan caused by environmental Pollution. Critical Reviews in Toxicology, 25, 1-24, 1995.
Dep. of Epidemiology, Institute of Medical Genetics, Kumamoto University Medical School, Japan.
 

Sezione IX: L’unico modo con cui le vittime di Minamata possono essere ripagate completamente per le loro sofferenze è che gli altri possano trarre beneficio dalla lezione appresa. Le genti di Minamata, di Niigata, dell’Iraq, del Nuovo Messico ed altre ancora sono incappate in un malanno emblematico del progresso dei nostri tempi. Le popolazioni dell’Amazzonia, in Brasile, ora vivono con il timore che anch’esse possano presto patire gli effetti dell’inquinamento dell’ambiente. I paesi in via di sviluppo tendono a promuovere un progresso economico di breve durata a spese delle conseguenze future per la qualità dell’ambiente. Tuttavia, questo tipo di malattie e le gravi conseguenze a carico della società possono essere evitate mediante un affinamento delle misure di controllo. La diffusione della consapevolezza che lo stesso problema si è già verificato altrove in conseguenza delle medesime cause è altrettanto di importanza vitale. Sotto questo profilo, lo scambio dei punti di vista e delle esperienze, tra i ricercatori e coloro che fanno politica nei diversi paesi, può essere un passo decisivo per evitare simili catastrofi in futuro. Quale primo episodio di questa serie di tragedie, Minamata offre al mondo un’opportunità per ESAMINARE, per IMPARARE, e per PREVENIRE.  
 

RIASSUNTO
 

Anche il mercurio, come tanti altri metalli pesanti, è dotato di proprietà chimico-fisiche che lo fanno un elemento prezioso per i molteplici usi cui l’uomo moderno lo sottopone per le esigente tecnologiche proprie dell’età industriale.   Ed in perfetta analogia con quanto avviene nelle altre circostanze, l’uomo si trova esposto ad esso non solo nell’ambiente occupazionale, ma anche nell’ambiente di vita più lato, dal momento che molto spesso le scorie dei processi produttivi sono dissipate o “distrutte” in modo irrazionale ed al di fuori delle precauzioni richieste dalla sicurezza.
Inoltre, non solo l’adulto, ma anche l’embrione è prono alla nocività del mercurio. In entrambe queste circostanze, il sistema nervoso centrale è il bersaglio più suscettibile all’azione tossica dell’elemento sebbene anche altri organi non siano per nulla refrattari, quali il rene, il fegato, il polmone. Poi , mentre nell’adulto i sintomi della neurotossicità, seppur gravi, permettono uno certo sviluppo di una vita di qualità scadente, al neonato spastico da mercurio l’esperienza epidemiologica accredita un’attesa di vita che generalmente non supera i dieci anni, con una compromissione della qualità decisamente drammatica.
In considerazione delle gravi lesioni subite dall’essere umano ad opera del mercurio, è utile menzionare alcune delle circostanze in cui tale elemento ci può aggredire, in primo luogo per l’acquisizione di una consapevolezza tale da permetterci di prevenire i rischi e quindi i danni.
Come sempre, nell’eziologia della patologia ambientale, è raro che l’uomo della strada, purtroppo talora anche il sanitario, sia sufficientemente consapevole dei rischi meno eclatanti, ancorché realistici. L’esempio più classico è dato dal mercurio odontoiatrico, i cui rischi rappresentano  una vexata questio, e fin che si tratta dell’ambiente e della salute del paziente poco male è per il sanitario che ci marcia, ma la letteratura scientifica ci dimostra i danni comportamentali per il dentista stesso. Questo problema, così come l’origine alimentare del mercurio, anche nelle forme più surrettizie trovano in questo lavoro una trattazione accurata. Analogamente vengono illustrate alcune circostanze di esposizione domiciliare.
In aggiunta viene riportato un breve excursus di episodi storici in cui l’esposizione al mercurio ha provocato danni gravi e/o irreversibili a gruppi di cittadini. Ma soprattutto essi vengono affiancati da situazioni e fatti del tutto recenti che testimoniano come l’uomo, di fronte ai rischi ambientali, sia pur sempre l’eterno fanciullo detto da  G. Bizzozero, oppure un essere sicuramente meno astuto del ciuco, quell’asino che va nel pantano una sola volta nella vita (cfr. CD-8).