Comunicato: "Prosegue l’iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto per la tutela dei diritti civili"

L’esigenza primaria di tutelare la dignità e la vita umana non può far dimenticare, né può far evaporare, in una nebbia indistinguibile, gli altri diritti fondamentali della persona, né far tacere sulle modalità barbariche con le quali viene eseguita e in alcuni casi, quelli di carcerazione preventiva, anticipata la pena, in assenza di condanna (e si innesta sull’altro problema, quello dell’eccessiva durata dei procedimenti oltre ogni termine ragionevole, tale da coinvolgere altri diritti che sono contemplati nella nostra Carta Costituzionale), ed è per questo che l’ONA ha istituito uno sportello telematico, al quale si può accedere attraverso l’e-mail: diritticarcerari.ona@gmail.com, oppure su Facebook attraverso la pagina “ONA – Diritti carcerari”, attraverso il Dott. Giampaolo Verrati, Responsabile del settore.

Sono in corso di redazione i primi ricorsi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per denunciare la condizione inammissibile di alienazione dei diritti fondamentali della persona per effetto della inesistenza di uno spazio vitale minimo, necessario ed indispensabile.

Tanto è vero che c’è stata anche una condanna del Giudice Nazionale, come già messo in evidenza nel precedente comunicato.

 

“Una cella di dieci metri quadrati con dentro un letto a castello a tre piani, a Lecce. L’ultima branda è a 50 centimetri dal soffitto. Ci sbatti in naso. Un cesso senza areazione esterna e porta blindata chiusa per circa 20 al ore al giorno. Dentro tre detenuti, la cella invece è stata progettata per ospitarne uno solo, con l’incubo sopravvivenza: il dato di sovraffollamento al carcere di Borgo San Nicola è del 107,4%, 1700 detenuti a fronte della capienza di 700.

Ma, forse, qualcosa si muove: grazie ad una sentenza del giudice di Sorveglianza di Lecce, Luigi Tarantino, l’amministrazione penitenziaria è stata condannata a risarcire un detenuto straniero che, nel carcere di Lecce, scontava la pena per furto aggravato. Secondo il magistrato, nei confronti del detenuto ricorrente, che aveva denunciato le pessime condizioni di vita nel penitenziario leccese il 17 giugno del 2010, si sono verificate “lesioni della dignità umana, intesa come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione, ed ha disposto, in favore del recluso, un risarcimento di natura economica dei danni non patrimoniali a carico dell’amministrazione penitenziaria per 220 euro. La cifra non un gran che, molto di più è invece un’altra cosa: il detenuto da ora in poi, grazie a questo precedente, può ricorre al “suo” giudice di Sorveglianza, piuttosto che alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.

“I giudice di sorveglianza – spiega l’avvocato Ezio Bonanni del foro di Roma  e Presidente Nazionale dell’ONA – secondo una corretta applicazione dell’art- 27 della Costituzione Italiana, ha ritenuto fondate le doglianze dell’avente diritto”. E’ un primo segno incoraggiante per l’ONA e per il coordinatore del settore, Dott. Verrati, che sta organizzando una forte mobilitazione, sostenuta da puntuali studi sulla materia, sotto la guida del Presidente Avv. Ezio Bonanni, noto alle cronache per i numerosi ricorsi alla Corte Europea per i diritti dell’uomo e per l’applicazione dei principi di umanità ed etico cristiani, che costituiscono il patrimonio comune della cultura europea ed internazionale”.

 

L’Associazione concorda con il messaggio che il Capo dello Stato, On.le Giorgio Napolitano, ha lanciato sul grave problema, e chiede che si formi un ampio consenso politico-istituzionale, che si faccia carico di questa situazione, che è un principio di civiltà, sempre e comunque.

Roma, 28.09.2011


                Dott. Giampaolo Verrati (Responsabile ONA – Diritti Carcerari