BLOG: 'Agorà delle vittime dell’amianto'

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno deciso di costituire una ‘piazza virtuale’ per permettere a tutti, uomini e donne, giovani e anziani, studenti e lavoratori, operai e liberi professionisti, di intervenire sul tema scottante dell’amianto, che continua a provocare lutti e tragedie, che unitamente al NOTIZIARIO AMIANTO costituisce la fonte di informazione per i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari.

Questo ‘big killer’ provoca in Italia più di 6.000 decessi ogni anno, rispetto ai 107.000 nel mondo, senza che ci sia un intervento efficace di tutte le istituzioni ai diversi livelli.

 Poiché l’ONA ritiene opportuno e doveroso concedere la possibilità a tutti di poter intervenire e alimentare una dibattito che possa costituire uno strumento di libera espressione per condividere sensazioni, idee e valori, ha costituito questo blog, presso il quale tutti potranno intervenire e pubblicare il loro punto di vista.

Per poterlo fare sarà sufficiente inviare il contenuto dell’intervento all’indirizzo e-mail: osservatorioamianto@gmail.com, con oggetto: Blog amianto, all’attenzione del Sig. Antonio Dal Cin (coordinatore nazionale blog amianto ONA), con espressa autorizzazione all’utilizzo di eventuali dati sensibili, altrimenti sarà sufficiente specificare ‘voce anonima’.


Editoriale dell'Avv. Ezio Bonanni

 

Questo blog mi ricorda l’Agorà greca perché è uno strumento prima di tutto di democrazia e poi di libertà: in un mondo sempre più globalizzato che tende ad annullare le differenze e a schiacciare coloro che sono più deboli, noi intendiamo invece valorizzare le differenze e dare la giusta importanza al singolo: noi intendiamo affermare che come Nietzsche nella seconda metà dell’800 ebbe a valorizzare l’individuo contro ogni forma di generalizzazione (Kant, Hegel e Marx), anche in questo mondo, occorre ritrovare il senso del singolo e il concetto di dignità della persona umana.

Molte, troppe volte, gli Stati e la ragion di Stato, calpestano l’essere umano, torturando e uccidendo: non solo sanguinari dittatori, ma anche quegli Stati c.d. civili e democratici che non esitano a bombardare inermi popolazioni e a vendere le loro armi a coloro che uccidono.

L’Italia vanta di essere uno dei maggiori produttori ed esportatori di armi e, mentre vasti strati della popolazione, tra i giovani e nel sud Italia specialmente, vedono la loro dignità calpestata e oppressa, dalla povertà, dalla disoccupazione, dalla impossibilità di poter svolgere il loro lavoro che hanno sognato quando erano ancora studenti, enormi somme sono destinate dalla nostra Repubblica ‘fondata sul lavoro’ e che ‘ripudia la guerra’, proprio negli armamenti: questo stato di cose è inaccettabile, e deve essere modificato con una rivolta civile, silenziosa e pacifica.

Per questi motivi, l’ONA proporrà una legge di iniziativa popolare (il licenziamento dei politici per giusta causa) riferito a coloro che non fanno il loro dovere, e di utilizzare le enormi spese militari per un reddito per tutti i giovani che debbono comunque essere impiegati in un lavoro, non potendosi accettare un c.d. reddito di cittadinanza che sia slegato dall’attività lavorativa che costituisce anche un diritto del cittadino.

Su questo rivolgiamo un appello al Santo Padre, Francesco, perché voglia far sentire la Sua voce sui politici, perché anche le industrie di Stato, ovvero con capitale di Stato che producono armamenti, siano riconvertite in industrie che possano costruire beni di prima necessità per le popolazioni povere di molti Stati al di sotto della soglia di sopravvivenza.

L’amianto significa sopraffazione del più forte contro il più debole; significa sistematica violazione della legge; significa incapacità dello Stato di far rispettare le norme e i valori della Costituzione, dove è scritto che il lavoro è un diritto e un dovere ma non un contratto di morte o un luogo di morte, specialmente con la somministrazione di fibre di amianto che la rende atroce e priva di libertà e, nel nostro Stato Italiano, anche priva di giustizia, senza che né il Ministro, né il Presidente del Consiglio e né il Capo dello Stato abbiano nulla da dire.


La mia Religione civile: la dignità civile.
"...E' difficile poter esprimere l'emozione che ho provato quando leggendo queste parole ho avvertito quel senso di giustizia terrena che solo la coscienza dell'uomo è in grado di poter comprendere e realizzare.
Ora rileggendo le stesse parole mi assale lo sconforto e mi chiedo come sia possibile che davanti ad una così immane tragedia, sia improvvisamente venuta meno quella stessa coscienza che avrebbe dovuto consentire all'uomo di esprimere al meglio il vero senso della verità e della giustizia...".
Antonio Dal Cin

Amianto: non è tollerabile una soglia
Amianto - "Tollerare la soglia limite delle 100 f./l., equivale a condannare a morte altri innocenti. Se le soglie possono avere un qualche valore per le patologie dose dipendente, non l’hanno affatto per le patologie tumorali, rispetto alle quali non c’è una soglia che pone al riparo dal rischio. Appare del tutto evidente che chi ha legiferato, non ha tenuto conto della pericolosità dell’amianto e del fatto che il rischio morbigeno per l’esposizione all’amianto era già noto agli inizi del secolo scorso, vista la capacità che hanno le fibre di amianto di innescare la cancerogenesi, ovvero, quell’insieme di patologie meglio conosciute come asbesto correlate, quasi sempre ad esito infausto, ma anche di tumori in altre sedi (vedi le leucemie, i mielomi, i linfomi, i tumori del colon, della vescica, dell’utero)".
Antonio Dal Cin

"Nono­stante i divieti vigenti per legge dal 1992, nel 2012 l’Italia ha impor­tato amianto dall’India, esat­ta­mente 1.040 ton­nel­late, e siamo stati il mag­gior impor­ta­tore per quell’anno".
Antonio Dal Cin

La sintesi della legislazione in materia di amianto: una strage annunciata ed evitabile. Tardiva la messa al bando

"In Italia il rischio morbigeno legato all'esposizione all'amianto era già ben conosciuto agli inizi del 1900 e fu riconosciuto nel congresso di medicina del lavoro di Milano del 1906 e successivamente confermato dal tribunale di Torino in una sentenza del 1908, in nome di Vittorio Emanuele III, nella causa n. 1197/1906, Soc. anonima The British Asbestos company Limited contro Pich Avv. Carlo, che richiama «le acquisizioni del Congresso Internazionale di Milano sulle malattie professionali in cui venne riconosciuto che fra le attività più pericolose sulla mortalità dei lavoratori vi sono quelle indicate col nome di polverose e fra queste in prima linea quelle in cui si sollevano polveri minerali e tra le polveri minerali le più pericolose sono quelle provenienti da sostanze silicee come l'amianto perché ledono le vie respiratorie quando non raggiungono sino al polmone». E ancora, presso il policlinico di Torino, dove in 30 cartelle cliniche si rinvengono identiche annotazioni del prof. Scarpa e nelle norme di cui al regio decreto 14 giugno 1909, n. 442, in tema di lavori ritenuti insalubri, al decreto legislativo 6 agosto 1916, n. 1136, al regio decreto n. 1720 del 1936 e alla legge 12 aprile 1943, n. 455, che individua l'asbestosi come malattia professionale. Il Legislatore italiano è consapevole del rischio morbigeno per esposizione all’amianto, ma lo ha dimenticato fino alla condanna della Corte di Giustizia Europea nel 1990, che nel definire la causa 240 dell’89, in data 13/12/1990 condanna la Repubblica Italiana e gli impone di dare esecuzione alla direttiva comunitaria 477/83/CEE, e così di recepirne il dettato normativo, che trova (tardiva) esecuzione solo il D. Lgs. 277/91 e con la Legge 257 del 1992. L’Italia è stata nuovamente condannata dalla Corte di Giustizia Europea con la Sentenza del 15/11/2001, che ha definito la causa 49 del 2000, sempre in materia di inadempimento di direttive comunitarie relative alla sicurezza ed integrità fisica, e per non aver adempiuto alla Direttiva Comunitaria 89/391/CEE, cui pure fa riferimento la direttiva Comunitaria 477/83/CEE. Pertanto, viene rivisto il complesso normativo del D. Lgs. 626/1994, che ha recepito la direttiva dell’89 seppur solo parzialmente. In data 09/04/2008, viene definitivamente approvato il D. Lgs n° 81 del 2008 che dà attuazione alle Direttive Comunitarie 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CEE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE in tema di tutela della salute e nella sicurezza nei luoghi di lavoro.
I governi che si sono succeduti, si sono dimostrati conniventi con la lobby dell'amianto, tant'è che invece di rispettare le direttive comunitarie, hanno preferito pagare le sanzioni, ritardandone l'attuazione, così da continuare a favorire i signori dell'amianto che proprio in quegli anni hanno incentivato l'utilizzo del minerale killer in oltre 3.000 prodotti ad uso comune a diretto impatto con la popolazione. Questo il motivo per cui Fabbriche, cantieri navali, distillerie, raffinerie, zuccherifici, cartiere, stazioni ferroviarie, tribunali, acquedotti, asili, scuole primarie e secondarie, atenei, abitazioni, ospedali, palestre, caserme, mezzi militari, cinematografi, teatri, etc., sono risultati intrisi di amianto.
Appare del tutto evidente che lo Stato è il primo responsabile di una strage che è tuttora in corso".
Antonio Dal Cin


"La Lobby dell’amianto, ha sempre cercato di minimizzare ed anche nascondere le morti da amianto e si è servita di uomini di scienza che hanno elaborato teorie assurde, in netto contrasto con quanto dichiarato dalla scienza ufficiale in tutto il mondo. In un contesto così drammatico, tra morte e sofferenza di onesti lavoratori ma anche di comuni cittadini, la Lobby dell'amianto ha costruito il suo Impero economico, grazie anche alla connivenza della Repubblica italiana".
Antonio Dal Cin


"Coloro che continueranno a disattendere il diritto alla Salute, e con esso quello alla Vita, saranno complici e responsabili di un genocidio senza precedenti e dovranno prima o poi fare i conti con la propria coscienza, perché Inevitabilmente lasceranno ammalare i loro figli ed i loro nipoti, in un territorio malato e inquinato, dove non si può sfuggire alla dolorosa realtà di contrarre la malattia”.
Antonio Dal Cin

"Non resteremo in silenzio ad aspettare che qualcosa cambi. Faremo tutto ciò che è giusto fare, non solo per noi, per i nostri cari, per rendere giustizia a chi soffre e ai familiari delle vittime, ma per contribuire al cambiamento, affinché per i nostri figli e le generazioni che verranno, possa esistere la possibilità di un mondo migliore, senza amianto, senza cancerogeni, senza cancro".
Antonio Dal Cin

"E' in atto una pandemia da amianto che è possibile arrestare solo attraverso la dismissione dell'impiego del cancerogeno su tutto il pianeta".
Antonio Dal Cin

"Il rispetto del diritto alla Vita, non ha bisogno di trovare fondamento nelle norme giuridiche, essendo il diritto a vivere, primordiale, quindi spettante a ogni essere umano che ha il diritto di vivere in condizioni ecologiche, sociali, psicologiche, tecnologiche, che ne consentano lo sviluppo di tutte le potenzialità, senza mai lederlo".
Antonio Dal Cin

 


"Lo Stato italiano ben 25 anni fa ha messo al bando l'amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257, pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510. Essa vieta l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto.
Ma allora, come mai recentemente l'hanno importato?
Dalle cronache nazionali si è appreso infatti che lo Stato, non solo ha continuato ad importare amianto, ma è stato tra i maggiori importatori.

L’amianto è stato classificato come sostanza cancerogena di I categoria con i codici R 45 T (Tossico: può provocare il cancro) ed R 48/23 (Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione).

L’amianto in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite) è stato riconosciuto dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come un cancerogeno certo per l’essere umano.

IARC: "There is sufficient evidence in humans far the carcinogenicity ofallfornis of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremante, actino lite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorecturn" (IARC 2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. I...ARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C).

L'unica fibra di amianto non pericolosa per la nostra salute è quella che noi non respiriamo.

La consistenza fibrosa e le caratteristiche tecnologiche dell'amianto, sono le stesse che poi determinano l'insorgenza delle patologie asbesto correlate. La fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano e riesce a restare sospesa in aria anche per molte ore prima di posarsi al suolo. L'innesco della cancerogenesi avviene anche a distanza di molti anni, ma è relazionato alla intensità di esposizione o alla presenza di altri fattori, quali ad esempio il fumo di sigaretta: dunque, non è uguale per tutti. Si innesca quando si rompe il cosiddetto tiro alla fune tra il cancerogeno e le difese immunitarie dell’organismo.
I macrofagi non riescono ad eliminare la fibra di amianto che si deposita negli alveoli polmonari, sui tessuti polmonare e nelle membrane sierose della pleura, ma interessa anche il peritoneo e la tunica vaginale del testicolo (un mesotelio che ricopre i testicoli, formando una specie di sacchetto).

Le chiamavano morti silenziose, quelle che l'amianto provocava ogni giorno. Guai a parlarne anche quando a parlare era la sofferenza dei malati e il dolore dei loro familiari che nulla potevano fare se non assistere ad un'agonia che culminava in una morte terribile. Oggi come allora, si continua a morire. Anzi, non si è mai smesso di morire.

Casale Monferrato, città simbolo dell’amianto, rappresenta un esempio di come siano andati veramente i fatti. Lo stesso processo all’ETERNIT, avvalora il concetto di strage silenziosa nell’indifferenza di chi sapeva e ha anteposto il dio denaro alla sacralità della Vita. Oggi l’informazione, portata avanti da uomini e donne coraggiosi, sta contrastando fortemente un silenzio rotto dal dolore dei familiari di questi martiri dell’amianto".
Antonio Dal Cin


AMIANTO: "la situazione oggi in Italia".
di Antonio Dal Cin
I dati parlano chiaro, per cui è evidente che la situazione è a dir poco drammatica. Lo Stato italiano, ben 25 anni fa ha messo al bando l'amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 (pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510), che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, ma pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione. Peraltro, “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione”(vedi anche sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana, e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786). Nel nostro Paese vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate, con un costante aumento dei casi di mesotelioma, mentre in tutto il resto delle nazioni civilizzate risultano in diminuzione. Ma la cosa più sconcertante è che in Italia sono 2.400 le scuole, stima per difetto, dove è stata riscontrata la presenza di amianto e risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico. Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono indifesi e spetta a noi tutelarli ed anche in questa drammatica realtà sono in assoluto i soggetti più fragili e se esposti al cancerogeno nella fase dell'accrescimento, svilupperanno le malattie da amianto in giovane età. Lo Stato, non può non tener conto di una realtà dei fatti, tanto comprovata, quanto inoppugnabile, per cui occorre agire senza ulteriore ritardo, attuando tutto quanto è necessario a garantire una scuola sicura, senza amianto, senza cancro. L' istruzione obbligatoria, impartita per almeno 10 anni, si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per cui è evidente che la scuola, a partire da quella della prima infanzia, ha il compito di costruire il futuro dei nostri figli, che debbono adempiere all'obbligo scolastico, quale “diritto-dovere”, in un contesto di assoluta sicurezza e serenità, dove sia garantito ogni altro diritto, compreso quello alla Salute (art. 32 Cost.). L’art. 32 primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana (prima fonte del diritto) demanda alla Repubblica la tutela della salute, quale “Fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La nostra Costituzione è stata la prima fra quelle Europee a dedicare espressa protezione al diritto alla salute che come gli altri diritti umani, non ha bisogno di essere positivamente fondato dall’ordinamento, ma deve essere solamente “riconosciuto”, tanto più se si considera che il godimento di una condizione di salute è la precondizione per realizzare molti degli altri diritti costituzionalmente garantiti.
E' necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all'amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza, e qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell'ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane. In Italia a causa dell’amianto killer ci sono circa 6.000 vittime ogni anno ed è un dato da brivido che documenta in modo inoppugnabile che di amianto si muore ogni giorno e si continuerà a morire per i prossimi decenni, ragion per cui, a mio avviso, non dovrebbe esservi alcun tipo di prescrizione. Sono proprio queste morti che si susseguono da decenni, a documentare e a rendere comprensibile la portata di questo disastro ambientale. E' legittimo chiedersi come tutto ciò sia stato possibile, ma è altrettanto doveroso domandarsi quale impiego ha avuto, e se inconsapevolmente ci sia stata esposizione al cancerogeno da parte di chicchessia. Questo è inammissibile in un Paese democratico e garantista. La Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”. La respirazione di fibre di asbesto (ed anche l'ingestione, anche se la questione è ancora controversa), può determinare malattie diverse, tutte comunque caratterizzate da un lungo intervallo di tempo fra l'inizio dell'esposizione e la comparsa della malattia. Questo intervallo, chiamato "tempo di latenza", è in genere di decenni. Il rischio per la salute è direttamente legato alla quantità ed al tipo di fibre inalate, alla loro stabilità chimica, ed ad una predisposizione personale a sviluppare la malattia.
Le malattie principali che possono essere provocate dall'asbesto sono:
• asbestosi;
• mesotelioma;
• carcinomi polmonari;
• tumori del tratto gastro-intestinale, della laringe e di altre sedi.
Occorre ricordare che l’amianto è un killer spietato e silenzioso, una fibra assassina, 1.300 volte più sottile di un capello umano, contro la quale, una volta inalata si può fare veramente ben poco. Insisto sempre nel dire che quello dell'amianto non è e non può ritenersi un problema “privato”. Non è di chi lo vive personalmente, ma rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria, nazionale, a cui per molto, troppo tempo, non è stata data la doverosa importanza da parte delle Istituzioni e del mondo politico. Infatti, sono pochi i politici che hanno dimostrato concretamente di prendere a cuore il problema.

"In Italia l'amianto è stato utilizzato in maniera indiscriminata ed è entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti di uso molto comune e a diretto impatto con la popolazione, come: cartoni, mastici, sigillanti, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti, tubi, condutture e serbatoi di acqua potabile, pannelli e lastre per coperture, compound (masse) per la protezione antincendio e l’isolamento termico, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche, quali asili, scuole, uffici, ospedali, caserme. Ma ha trovato impiego anche nella cantieristica navale, in campo aeronautico, in ambito ferroviario, come nell'industria automobilistica, dove è stato utilizzato nelle vernici, nelle pastiglie dei freni, nelle frizioni e nelle guarnizioni, in virtù della sua elevata resistenza termica e chimica. L'amianto, sì è dimostrato essere un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, poiché migliorava la resistenza degli elementi strutturali, assicurava l’isolamento termico ed acustico e proteggeva contro i rischi di incendio. E che dire del famigerato “eternit”, un impasto di amianto-cemento, venduto a prezzo concorrenziale, presente ovunque, nei centri abitati, nelle campagne e sui tetti dei capannoni delle zone industriali. Appare del tutto evidente che in nome del progresso e del profitto, sono stati anteposti interessi pubblici e privati alla sacralità della Vita. I signori dell'amianto hanno prodotto ricchezza a basso costo, senza porsi alcuno scrupolo su quelle che sarebbero state le conseguenze per la salute delle persone e le gravi ripercussioni sull’ambiente in cui esse vivono. Nulla è stato fatto per impedire una strage di innocenti che agli occhi del mondo risulta tuttora in corso. Ma torniamo alla legge 257/92 che emanata senza tener conto di quanto già dichiarato dalla scienza si presenta lacunosa, perché di fatto non impone le bonifiche e fissa un limite soglia di 100 f./l. per uno dei cancerogeni più letali del pianeta, nonostante è indubbio che l'unica fibra di amianto non pericolosa per la salute dell'uomo è quella che non respiriamo. Durante il Primo Convegno internazionale "il diritto incontra la scienza", eminenti personalità del mondo scientifico hanno sconfessato la soglia limite delle 100 f./l. fissata per legge. E' indubbio che non può esserci una soglia limite che possa essere tollerata dal nostro organismo, considerato che l'amianto è altamente cancerogeno e le sue fibre 1.300 volte più sottili di un capello umano, penetrano facilmente all'interno del corpo umano per poi andarsi a depositare, o meglio infilzare come lancette, nei bronchi, nei polmoni e nella pleura, ma anche in altri organi divenuti bersaglio, dove determinano un processo infiammatorio che precede la cancerogenesi. Le fibre di amianto, attraverso il torrente sanguigno, raggiungono anche altri organi, come la scienza ha ampiamente dimostrato. Solo per fare un esempio, le sue fibre sono state riscontrate nel midollo osseo e questo lascia chiaramente intendere che non si limita ai già devastanti danni all'apparato respiratorio. Per questo motivo, occorre rivedere le tabelle a cui si riferiscono le patologie asbesto-correlate e fare in modo che tutti i tumori riconducibili ad amianto, dove sia “causa o concausa”, vengano tenuti in considerazione, anche sotto il profilo del risarcimento del danno. Non dobbiamo dimenticare che i tumori cosiddetti “professionali”, sono la prima causa di morte per malattia tra i lavoratori. Dunque, l’amianto non si limita all’insorgenza delle cosiddette patologie asbesto-correlate, ma è certamente causa e/o concausa di altre gravi patologie che fino ad ora non erano state considerate e non erano state materia di studio. Dobbiamo eliminare l'amianto, prima che sia lui ad eliminare noi ed è per questo che non resteremo in silenzio ad aspettare che qualcosa cambi, perché faremo tutto ciò che è giusto fare, non solo per noi, per i nostri cari, per rendere giustizia a chi soffre e ai familiari delle vittime, ma per contribuire al cambiamento, affinché per i nostri figli e le generazioni che verranno, possa esistere la possibilità di un mondo migliore, senza amianto, senza cancerogeni, senza cancro. Dunque, sin dall'inizio del secolo scorso è risaputo che questo cancerogeno "principe" avrebbe determinato nel tempo gravissimi danni alla nostra salute, oltre ad un significativo inquinamento dell'ambiente in cui viviamo, ma nulla è stato fatto per impedire la strage degli innocenti. Le misure di sicurezza per i lavoratori che per anni hanno manipolato l’amianto, sono state praticamente inesistenti, così da non lasciare scampo a chiunque ha respirato una fibra killer 1.300 volte più sottile di un capello umano. L’abilità di questi “signori dell’amianto”, è stata quella di incentivarne l’uso, grazie alle sue proprietà tecnologiche di resistenza al calore, di insonorizzazione ed altro, le stesse proprietà capaci di uccidere nel tempo".
Antonio Dal Cin


"Sono 2.400 le scuole in Italia, stima per difetto, dove è stata riscontrata la presenza di amianto e risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico. Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono indifesi e spetta a noi tutelarli ed anche in questa drammatica realtà sono in assoluto i... soggetti più fragili e se esposti al cancerogeno nella fase dell'accrescimento, svilupperanno le malattie da amianto in giovane età. Lo Stato, non può non tener conto di una realtà dei fatti, tanto comprovata, quanto inoppugnabile, per cui occorre agire senza ulteriore ritardo, attuando tutto quanto è necessario a garantire una scuola sicura, senza amianto, senza cancro. L' istruzione obbligatoria, impartita per almeno 10 anni, si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per cui è evidente che la scuola, a partire da quella della prima infanzia, ha il compito di costruire il futuro dei nostri figli, che debbono adempiere all'obbligo scolastico, quale “diritto-dovere”, in un contesto di assoluta sicurezza e serenità, dove sia garantito ogni altro diritto, compreso quello alla Salute (art. 32 Cost.). L’art. 32 primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana (prima fonte del diritto) demanda alla Repubblica la tutela della salute, quale “Fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La nostra Costituzione è stata la prima fra quelle Europee a dedicare espressa protezione al diritto alla salute che come gli altri diritti umani, non ha bisogno di essere positivamente fondato dall’ordinamento, ma deve essere solamente “riconosciuto”, tanto più se si considera che il godimento di una condizione di salute è la precondizione per realizzare molti degli altri diritti costituzionalmente garantiti. E' necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all'amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza, e qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell'ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane".
Antonio Dal Cin

"Nel nostro Paese, a causa dell’amianto killer ci sono circa 6.000 vittime ogni anno ed è un dato da brivido che documenta in modo inoppugnabile che di amianto si muore ogni giorno e si continuerà a morire per i prossimi decenni, ragion per cui, a mio avviso, non dovrebbe esservi alcun tipo di prescrizione. Sono proprio queste morti che si susseguono da decenni, a documentare e a rendere comprensibile la portata di questa strage di innocenti. E' legittimo chiedersi come tutto... ciò sia stato possibile, ma è altrettanto doveroso domandarsi quale impiego ha avuto, e se inconsapevolmente ci sia stata esposizione al cancerogeno da parte di chicchessia. Questo è inammissibile in un Paese democratico e garantista.
La Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”. La respirazione di fibre di asbesto (ed anche l'ingestione, anche se la questione è ancora controversa), può determinare malattie diverse, tutte comunque caratterizzate da un lungo intervallo di tempo fra l'inizio dell'esposizione e la comparsa della malattia. Questo intervallo, chiamato "tempo di latenza", è in genere di decenni. Il rischio per la salute è direttamente legato alla quantità ed al tipo di fibre inalate, alla loro stabilità chimica, ed ad una predisposizione personale a sviluppare la malattia.
Le malattie principali che possono essere provocate dall'asbesto sono:
• asbestosi;
• mesotelioma;
• carcinomi polmonari;
• tumori del tratto gastro-intestinale, della laringe e di altre sedi".
Antonio Dal Cin

In Italia, vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate. Occorre però precisare che la legge 27 marzo 1992, n. 257 che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione, atteso che “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione”. (vedi anche sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana, e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786). Questa legge vecchia di oltre vent’anni si presenta lacunosa e, cosa non di poco conto, fissa una soglia di esposizione pari a 100 f. / l.. Ho sempre sostenuto che il problema amianto, necessita in tempi brevi di interventi mirati al raggiungimento delle doverose bonifiche, quale unico strumento utile a garantire una soglia di rischio pari a "Zero".
Tollerare la soglia limite delle 100 f./l., equivale a condannare a morte altri innocenti. Se le soglie possono avere un qualche valore per le patologie dose dipendente, non l’hanno affatto per le patologie tumorali, rispetto alle quali non c’è una soglia che pone al riparo dal rischio. Appare del tutto evidente che chi ha legiferato, non ha tenuto conto della pericolosità dell’amianto e del fatto che il rischio morbigeno per l’esposizione all’amianto era già noto agli inizi del secolo scorso, vista la capacità che hanno le fibre di amianto di innescare la cancerogenesi, ovvero, quell’insieme di patologie meglio conosciute come asbesto correlate, quasi sempre ad esito infausto, ma anche di tumori in altre sedi (vedi le leucemie, i mielomi, i linfomi, i tumori del colon, della vescica, dell’utero)".
Antonio Dal Cin

"La Convenzione di Rotterdam, un accordo che ha come fine la regolamentazione a livello mondiale delle sostanze pericolose assicurando ai paesi acquirenti le più complete informazioni sui loro effetti, non riesce ancora ad inserire nella lista il crisotilo per la forte opposizione di pochi paesi produttori e consumatori di amianto. In nome del profitto e del progresso si continua a calpestare il bene sacro della vita".
Antonio Dal Cin

Amianto = Cancro. 
"Vi sia maggiore consapevolezza e una volta per tutte si scuotano le coscienze degli uomini.
L'omertà sia sconfitta e possa esserci finalmente il rispetto della vita e della persona umana".
Antonio Dal Cin

Amianto: "per molto, troppo tempo, è stata negata l’evidenza di fatti inoppugnabili. Chiunque nasconde la verità è un delinquente al pari di chi consapevolmente ha determinato questa strage di innocenti".
Antonio Dal Cin

"La legge non è uguale per tutti.
Non esiste una legge in grado di accontentare tutti.
Le leggi le fanno gli uomini e non sempre sono uomini giusti.
La verità e la verità processuale, non sempre viaggiano su binari paralleli.
Lo Stato, quasi mai condanna se stesso...".
Antonio Dal Cin

"Non esiste lo Stato che condanna lo Stato.
Allora, la miglior cosa è cercare di guadagnare il tempo necessario, affinché il fuoco della Vita si spenga e resti solo cenere. Non importa chi resta e chi soffre, perchè ciò che importa è negare l'evidenza di fatti inoppugnabili, così che i colpevoli non vengano mai puniti".
Antonio Dal Cin

"Cosa nostra e cosa vostra. Uno Stato quasi perfetto".
Antonio Dal Cin

"Per il sistema, la malattia è una colpa, un peso, un problema da dover gestire, un qualcosa da nascondere, un numero di matricola da cancellare, affinché tutto possa continuare nell'indifferenza ed il silenzio sia e resti la sola regola da osservare, comunque e sempre”.
Antonio Dal Cin

"Ho contrato l'asbestosi, perché la Guardia di Finanza non mi ha fornito alcuna protezione individuale, volta a ridurre al minimo sostenibile le probabilità di un danno conseguente a malattie professionali e non ha verificato periodicamente la salubrità dell’ambiente lavorativo, nel rispetto dei principi di tutela del lavoro e della salute (artt. 3, 4, 32, 35 e 36 Cost.), quale bene primario che assurge a diritto fondamentale della persona ed impone una piena ed esaustiva tutela delle condizioni di vita, di ambiente e di lavoro”.
All'esame della documentazione sanitaria e degli atti allegati è dato ravvisare, nel caso di specie, il nesso di casualità utile tra l'infermità denunciata dall'Appuntato Scelto Antonio Dal Cin e riscontrata dalla Commissione Medica con l'attività di servizio prestata e che, comunque, gli elementi e le circostanze di fatto evidenziati si prospettano in rapporto di valida efficienza etiopatogenetica con l'insorgenza e l'evoluzione della predetta affezione.
Inoltre, dagli atti depositati all'Amministrazione, risulta che non mi è stato possibile ricevere in passato alcuna risposta a chiarimenti che siano stati richiesti in forma verbale e scritta, circa tutte le azioni a me dirette. Questo, nonostante ho sempre rivolto le mie deduzioni all’organo gerarchicamente superiore, sia in forma verbale che per iscritto, chiedendo spiegazioni in merito a quanto posto in essere e reiterato nei miei confronti, atteso che vi è la dimostrabile e perdurante assenza di reali e riscontrabili motivi in fatto e in diritto che ipoteticamente possano giustificare tutte le azioni a me dirette, peraltro identificabili in quel fenomeno ormai noto con il nome di "mobbing con le stellette".
Quindi, ho sempre ottemperato ai principi normativi regolamentari e nel pieno rispetto delle gerarchie militari e dunque dei miei superiori gerarchici in modo da cercare un colloquio franco, sereno e scevro da rispettive riserve mentali al fine di esplorare eventuali soluzioni non contenziose. Dunque, non è stata tenuta in considerazione la gravità di quanto da me rapportato ai diretti superiori gerarchici come risulta in atti assunti al protocollo, che costituiscono la prova inconfutabile di quanto ingiustamente subito per aver sollevato la gravità del rischio morbigeno per esposizione all'amianto nella Guardia di Finanza, poi avvalorato dalle risultanze mediatiche, parlamentari, e non in ultimo sanitarie. Se solo mi avessero ascoltato, si sarebbero evitate ulteriori esposizioni al cancerogeno per centinaia, se non migliaia di militari, risultati documentabilmente esposti all'amianto nelle caserme, come in altri siti militari, a bordo di elicotteri e di aeromobili, imbarcati sulle navi, o impiegati sui carri armati".
Antonio Dal Cin

"Il Prof. Claudio Bianchi, una delle più eminenti personalità del mondo della medicina legale, recentemente scomparso, fu  il primo ad estrarre, durante un'autopsia, le fibre di amianto dalla pleura di un sottufficiale della Guardia di Finanza. L'anatomopatologo in ben 50 anni di ricerche, ha raccolto studi scientifici provenienti da tutto il mondo, scrivendo circa 200 pubblicazioni e volumi ".
Antonio Dal Cin

"Nelle sommarie informazioni già rilasciate il --------- al sottoscritto, il DAL CIN Antonio ha con grande dovizia di particolari ben riferito sulla presenza di amianto presso le strutture ed infrastrutture all'interno dei perimetri militari della Guardia di Finanza dove ha prestato servizio, con particolare riferimento alla caserma di confine di PROSECCO (TRIESTE).
Grazie all'instancabile lavoro condotto dal Signor DAL CIN Antonio, dal 2012 ad oggi molta rilevante documentazione "sulla presenza di noisis" presso i luoghi di lavoro della Guardia di Finanza" è pervenuta scrivente.
Tale documentazione inequivocabilmente evidenzia, spiega e dimostra molteplici situazioni operative nelle quali il Personale in forza/servizio alla Guardia di Finanza - "componente terrestre" e "componente navale" - venne e viene ancora oggi a contatto, diretto o indiretto, con agenti fisici e chimici pericolosi (compreso l'amianto) presenti nei siti, Reparti, Direzioni, Comandi, Siti dell'amministrazione dello Stato in Trattazione".

"L'inquinamento causato da combustibili fossili è causa di gravi patologie e la letteratura scientifica che lo documenta è ormai sterminata, ed evidenzia come gli inquinanti sono responsabili del cancro al polmone, ma anche all'encefalo, al pancreas, al fegato al colon. La continua emissione di polveri come il Pm10 e il Pm2.5, il benzo(a)pirene e le diossine, gli isotopi radioattivi naturali, i metalli pesanti come il mercurio, il nickel, il piombo, l’arsenico e il cadmio, ce...rtamente non fanno bene alla salute. Sappiamo anche che i filtri delle centrali non riescono a catturare il particolato ultrafine che in alcuni casi, una volta inalato, supera facilmente le barriere di difesa dell'organismo, e attrraverso gli alveoli polmonari entra nel torrente sanguigno raggiungendo gli altri organi bersaglio. Il bene sacro della vita, ricordiamolo è inalienabile e non necessita di un fondamento giuridico, mentre, l'ordinamento giuridico dello Stato poggia su una regola suprema, ovvero, la Carta Costituzionale che, all'art. 32 Cost. recita : "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell' individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. La Repubblica riconosce che la salute è un diritto importante di ogni individuo e di tutta la società; per questo garantisce le cure gratuite a chi è povero. Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario, se non è stabilito da una legge: la legge deve sempre rispettare la persona umana". La salute, definita nella Costituzione dell'OMS, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli. In tale contesto, la salute viene considerata più un mezzo che un fine e può essere definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico. Senza la Salute non è possibile esercitare gli altri diritti sanciti nella Carta Costituzionale. La Salute è in ogni caso una priorità e deve essere sempre considerata tale. "....di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli...".
Antonio Dal Cin

Le cose stanno così, perché è così che vanno le cose e continueranno ad andare in questo modo fino a quando lo Stato non eliminerà quella parte malata e deviata che ha al suo interno.
Antonio Dal Cin

Le persone vanno rispettate in Vita e non deponendo corone d'alloro.
Antonio Dal Cin

"Questo Paese ha una lunga scia di morti ammazzati dal sistema. Alcuni, sono anche stati uccisi due volte, quando ad ucciderli prima della malattia ci ha pensato l'indifferenza dell'uomo e delle Istituzioni".
Antonio Dal Cin

AMIANTO
da tempo ti credi invincibile e immacolato.
Figlio del dio denaro, hai conquistato scuole,
uffici pubblici, mezzi di trasporto, caserme e ospedali.
In realtà, sei un killer spietato e silenzioso.
Hai condannando a morte chiunque ti ha incontrato.
Oggi, come allora, mieti morte e sofferenza
e godi dell’appoggio dei potenti.
Amianto, tu credi che io non ti conosca.
Ti sbagli, perché anch'io t’ho incontrato.
Amianto, agli occhi della scienza sembri
invincibile. ma sarai sconfitto dagli uomini
di buona volontà che con l’aiuto di Dio
e in nome della sacralità della vita vinceranno.
Antonio Dal Cin

"Quando la verità e la ragione contrastano fortemente il delirio di onnipotenza, ponendo a rischio sante alleanze, dorate carriere e affari a molti zeri, il sistema corre ai ripari e si difende con ogni mezzo possibile, condannandoti a morte, prima ancora che a farti morire sia quella malattia che ti è stata inflitta senza alcuna umana pietà. Quando si toccano i santi, i massoni, i poteri forti, collusi e corrotti e quelle gerarchie che si dimostrano conniventi, accade questo e molto altro ancora."
Antonio Dal Cin

Ci può raccontare la sua storia?

Mi chiamo Antonio Dal Cin, ho quarantacinque anni e per quasi un quarto di secolo ho indossato con onore la divisa della Guardia di Finanza.

Il giorno 8 gennaio 2014, sono stato riformato dalla Sanità militare e collocato in congedo assoluto in quanto affetto da gravi patologie, tra cui l'asbestosi, malattia potenzialmente mortale e di origine professionale, contratta a seguito di un'esposizione a polveri e fibre di amianto, in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale, occorsa a Trieste durante i servizi resi alla Nazione dal 1992 al 2004.

Ho lavorato e vissuto circondato dall'eternit (amianto - cemento) presente sui tetti dei capannoni giacenti nei pressi dell'allora Brigata, odierna Compagnia, della Guardia di Finanza di Prosecco (TS).

La Caserma è ubicata all'interno degli spazi doganali, dove ho esperito attività di servizio alle strette dipendenze funzionali del Capo della omonima Dogana, in esecuzione degli ordini impartiti dai superiori gerarchici, nel pieno rispetto delle consegne di servizio e dell'attività di servizio del reparto.

L'amianto è risultato presente su alcuni beni di proprietà dell’Amministrazione, come le 129 specchiere collocate all’interno delle camerate, le 3 porte tagliafuoco esistenti nei corridoi ed i 70 metri di coibentazione della centrale termica, oltre a quello presente sulle tettoie dei canili dei cani antidroga.

Dalle guarnizioni delle suddette specchiere, si è aerodisperso amianto in un ambiente di ridotte dimensioni, sia nelle camerate che nei bagni adiacenti alla sala mensa, nella percentuale come rilevata e accertata per il tramite di idonei strumenti, o meglio, dei seguenti rapporti di prova:

rapporto di prova n. 2010 – 587MPJ, Numero campione: 587, Prodotto dichiarato: analisi quantitativa, Provenienza: Cantiere Caserma Guardia di Finanza di Prosecco (TS), data di campionamento: 06.04.2010, Valore 0,5 Fibre/l), redatto in Gorizia in data 16.04.2010 è mirato a documentare la determinazione quantitativa delle concentrazioni di fibre di amianto aerodisperse totali (D.M. 06.09.1994) ed eseguito tramite microscopia ottica – MOCF, che documenta e prova in modo chiaro, inequivocabile e incontrovertibile la presenza di amianto con valore pari a 0,5 Fibre/l;

rapporto di prova N. 2010-588MPJ – redatto in Gorizia il 16.04.2010, eseguito dopo la bonifica e con il quale è stata dimostrata una concentrazione di amianto che ha dato un valore di 0,0 (zero) Fibre/l.

Questa condizione, inevitabilmente, ha determinato l'inalazione delle fibre mortali anche durante la consumazione dei pasti e nelle ore notturne, quando l'organismo necessita di rigenerarsi.

E ancora, nelle immediate adiacenze della dogana e della stessa caserma, sono state lasciate in sosta delle carrozze “avvelenate” cariche di amianto, poi sequestrate su ordine dell'allora Sostituto Procuratore della Repubblica padovano Dott. Angelo Risi, in quanto dirette alle ferrovie Ucraine e Bulgare, vista l’ipotesi di un trasporto illegale di quei vagoni all’estero, vietato in Italia dalla Legge 257 del 1992.

Queste carrozze sono rimaste per lunghi periodi esposte alle intemperie, tanto da costituire un serio pericolo per la salute dei finanzieri e delle persone dimoranti nei pressi, oltre al potenziale rischio d'inquinamento ambientale.

Ad aggravare la situazione, un imponente impianto di incenerimento, di cui si è servita la dogana per dar seguito alla distruzione di merci di varia natura, per ragioni sanitarie e doganali.

In Italia ci sono ancora tantissimi problemi legati all’amianto. Attualmente, ci sono ancora strutture pubbliche che presentano lastre composte da questa sostanza?

L'italia è stato il secondo produttore di amianto in Europa, e questo ha attirato l'attenzione di una classe politica che ha favorito la lobby dell'amianto, tant'è che il cancerogeno ha trovato tantissime applicazioni, a partire dall'edilizia, ovvero, nella realizzazione di uffici pubblici, scuole, caserme, ospedali, ma anche nella cantieristica navale, nelle ferrovie e in campo aeronautico, come in quello militare, e in molti altri settori, così da risultare presente in oltre tremila prodotti di uso comune a diretto impatto con la popolazione.

Questo, il motivo per cui ancora oggi nel nostro Paese ci ritroviamo 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture di eternit, pari a 32 milioni di tonnellate di cemento - amianto e molte tonnellate di amianto friabile, per un totale di amianto puro di circa 8 milioni di metri cubi.

Va anche precisato che i primi a morire di patologie asbesto correlate sono stati coloro che l'amianto lo hanno lavorato e manipolato, e successivamente, tutti quei soggetti che negli anni sono risultati esposti al cancerogeno nei luoghi di lavoro e di vita.

Ora, ad uccidere è anche l'amianto della porta accanto che colpisce persone che non sono mai state esposte per motivi professionali, ma hanno vissuto a ridosso di siti insalubri e inquinati, o in prossimità di capannoni e di tettoie in eternit.

Un'altra condizione preoccupante è che si è abbassata l'età dei decessi, con casi di mesotelioma anche al di sotto dei quarant'anni.

In Italia ci sono ancora tantissimi problemi legati all’amianto. Attualmente, ci sono ancora strutture pubbliche che presentano lastre composte da questa sostanza?

Assolutamente sì, purtroppo, e sono le stesse che ho citato poco fa.

L'Osservatorio Nazionale Amianto ONA Onlus ha accertato che sono oltre 2.400 le scuole in cui è stata riscontrata la presenza di amianto, a partire da quelle della prima infanzia, e questa condizione costituisce una fonte di rischio per la salute di più di 350.000 alunni e di 50.000 dipendenti del Ministero dell’Istruzione e le indagini epidemiologiche hanno evidenziato decine di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate tra ex docenti e personale non docente.

Appare del tutto evidente che i bambini, come gli altri studenti, corrono il rischio di ammalarsi in età giovanissima, e questo non possiamo assolutamente permetterlo, perché è nostro dovere difenderli, senza mai dimenticare che i giovani rappresentano il nostro patrimonio e la continuità della Vita.

Tantissimi gli insegnanti che si sono ammalati di mesotelioma o di altre patologie asbesto correlate che sono quasi sempre ad esito infausto.

Occorre a questo punto sottolineare che se da una parte sussiste l’obbligatorietà e la gratuità dell’istruzione dell’obbligo (art. 34, comma 2 Cost.), non è possibile ricevere in cambio una lesione del diritto alla Salute, così come espressamente richiamato nell'art. 32 della Costituzione della Repubblica italiana, atteso che la lesione di tale diritto fondamentale, impedisce all'individuo di poter beneficiare di tutti gli altri diritti costituzionalmente garantiti.

Quali sono le iniziative che avete messo in campo per debellare definitivamente il ‘dramma-amianto’?

Da tempo cerco di sensibilizzare la Guardia di Finanza sul rischio morbigeno per esposizione all'amianto, in considerazione del fatto che nessuno ci ha mai informati sul rischio morbigeno per esposizione all'amianto, e il datore di lavoro, ovvero lo Stato, non ci ha mai tutelati da tale rischio, attraverso l'adozione di idonei mezzi e strumenti, e comunque, con quanto di meglio messo a disposizione dalla scienza e dalla migliore tecnologia.

In data 27 marzo 2012 assieme ad altri miei colleghi, alcuni dei quali purtroppo sono già deceduti, ho costituito il comitato “Esposti e Vittime Amianto dei militari appartenenti alla Guardia di Finanza” - ONA Onlus, quale struttura periferica dell'Osservatorio Nazionale Amianto ONA ONLUS, un'associazione che conta in Italia oltre 10.000 iscritti ed è ormai presente in quasi tutte le regioni e nasce per raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime dell’amianto.

Un esercito di volontari in costante crescita che quotidianamente e gratuitamente si impegna e lotta contro l'amianto killer, con l'assistenza costante dell'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, e uno dei massimi esperti al mondo sull'amianto, che ha fatto della lotta a questo killer spietato e silenzioso una ragione di Vita e difende le vittime dell'amianto e i loro familiari in Italia e nel resto d'Europa.

L’ONA Onlus, sulla base l’equazione ambiente pulito = salute, ambiente contaminato = malattia, sottolinea l'importanza della prevenzione primaria, quale unico ed efficace strumento di tutela della Salute, in grado di evitare nuove esposizioni, oltre ad ulteriori esposizioni per chi è già stato esposto.

Non meno importante è la diagnosi precoce, quale forma di prevenzione secondaria, che consente ai medici di intervenire con terapie e cure che possono migliorare per quanto possibile garantire una maggiore attesa di vita.

Desidero sottolineare che spesso gli ammalati e loro familiari vengono lasciati soli ad affrontare un dramma, al quale le Istituzioni e la stessa classe politica, fatta eccezione di alcuni, per molto, troppo tempo, non hanno dato la doverosa importanza, nonostante in Italia, a causa dell’amianto, circa 5.000 persone perdono la vita ogni anno, con un picco massimo di decessi stimato intorno al quinquennio 2020 – 2025.

Parliamo di una strage tuttora in corso, condizione inoppugnabile che avrebbe dovuto far sperare in una sentenza diversa, rispetto a quella recentemente pronunciata nel processo “ETERNIT” dalla Suprema Corte di Cassazione, atteso che “proprio davanti ad una strage di innocenti che continuano a morire di giorno in giorno, a mio avviso, non dovrebbe esservi alcun tipo di prescrizione”.

E' doveroso a questo punto evidenziare che proprio la Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”.

Da tempo lei porta avanti una battaglia. Secondo i suoi studi, ci può indicare quali sono le regioni maggiormente esposte al rischio dell’amianto?

E' difficile dirlo con esattezza, tenuto conto che ci sono regioni come la Calabria dove è ancora difficile recepire informazioni o come la Sicilia, dove i dati sono solo parziali.

Sembrerebbe ed il condizionale è d'obbligo, che le Regioni con maggiore concentrazione di amianto siano le Marche e l'Abruzzo.

Quanto sopra, si evince dai dati forniti dal Ministero dell'Ambiente con espresso riferimento al "Piano nazionale amianto”.

In Italia sono quasi 34.000 i siti che si è riusciti a mappare e dove si è riscontrata la presenza di amianto, ma il numero è senz'altro destinato a crescere vertiginosamente.

Di questi, ne sono stati bonificati circa 800, un numero che lascia chiaramente intendere che siamo ancora lontani dal poter dire che stiamo bonificando il territorio nazionale.
Di questo passo, ci vorranno circa ottant'anni per raggiungere il risultato sperato, ragion per cui bisogna intervenire quanto prima con le bonifiche, quale unica soluzione in grado di garantire una soglia di rischio pari a “Zero

AMIANTO - STORIA DI UN SERIAL KILLER.
 Per circa dodici anni, sono stato documentabilmente esposto all'amianto e ad altri cancerogeni, durante i servizi resi alla nazione nel Corpo della Guardia di Finanza, presso lo zuccherificio "Eridania" di Bondeno (FE), l’allora Brigata della Guardia di Finanza di Prosecco (TS), odierna Compagnia, l'omonima dogana ed il Valico Ferroviario Internazionale di 1^ Categoria di Villa Opicina (TS), in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro, delle norme costituzionali, di quelle internazionali e di quelle comunitarie. Lo svolgimento di mansioni lavorative in esposizione professionale a polveri e fibre di amianto ha determinato l'insorgenza di gravi patologie, alcune delle quali, asbesto correlate, fino alla diagnosi di asbestosi pleurica con accentuazione diffusa della trama (malattia dose dipendente che insorge esclusivamente a seguito di esposizione all'amianto). In data 08.01.2014 sono stato riformato dal Corpo della Guardia di Finanza e collocato in congedo assoluto, come disposto dal Ministero della Difesa – Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma – Prima Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente anche l'Azienda Unità Sanitaria Locale Latina nel referto di visita specialistica pneumologica del 30.05.2014 ha confermato la sussistenza della patologia amianto correlata. E'  indubbio che sussiste un danno determinato dall’esposizione prolungata all’amianto che è avvenuta nell’esercizio e a causa dell’espletamento dell’attività lavorativa, a seguito della quale si è verificata un’alterazione permanente dell’organismo che ha inevitabilmente determinato l’insorgenza di gravi patologie, che hanno comportato un grave danno alla salute, con conseguente riduzione della capacità lavorativa, oltre ad un radicale cambiamento dello stile di vita e non in ultimo, una minore attesa di vita. Le infermità di cui risulto affetto, sono irreversibili, e si ripercuotono negativamente sulla qualità della vita, che ad oggi appare del tutto scadente. e sono limitato nell’esercizio delle attività della vita quotidiana, poiché non riesco a fare cose che prima normalmente facevo. Tale condizione, ha determinato una profonda sofferenza fisica e psichica e prova in modo chiaro, inequivocabile e incontrovertibile, l’entità e la gravità delle patologie sofferte, dei gravi danni subiti alla salute ed il nesso di casualità esistente tra le esposizioni e le modalità di esecuzioni delle mansioni in ambito lavorativo. Tengo a precisare che non sono mai stato informato dal datore di lavoro (lo Stato) circa il rischio morbigeno per esposizione all’amianto, nonostante è risaputo dagli inizi del 1900 che l’amianto è pericoloso per la salute e che l’asbestosi è stata tabellata, come malattia professionale, con la legge 455 del 1943, e la Direttiva Comunitaria 477/83/CEE impone norme di tutela dei lavoratori in ordine all’esposizione all’amianto. Tuttavia, voglio sottolineare che il precetto costituzionale di cui all’art. 32 e 41 II° comma, e la stessa Direttiva Comunitaria sono stati adempiuti, anche non completamente, soltanto con il D. Lgs. 277/91, ed in seguito alla condanna della Repubblica Italiana con la Sentenza della Corte di Giustizia del 13.12.1990, a definizione della procedura di infrazione N° 240/89. E ancora, preciso che il datore di lavoro, ovvero, lo Stato, non mi ha mai fornito alcuna protezione dal rischio morbigeno per esposizione all'amianto, neanche una mascherina, omettendo quelle cautele necessarie a tutelarmi da tale rischio, con l’ausilio di idonei mezzi e strumenti, ovvero, con quanto di meglio messo a disposizione dalla scienza e dalla migliore tecnologia. Questo, inevitabilmente, ha determinato l'insorgenza dell'ASBESTOSI PLEURICA, patologia potenzialmente mortale, che è direttamente collegata alla dose, che deve essere rilevante, e quindi presuppone una intensa esposizione, a polveri e fibre di amianto, per cui non può che essere professionale, con la forte preoccupazione di contrarre il "MESOTELIOMA PLEURICO", altra patologia asbesto correlata ad esito infausto, rispetto alla quale non c’è una soglia al di sotto della quale non ci sia rischio, e per la quale qualsiasi esposizione rileva (nei termini illustrati dalla Corte di Cassazione, IV^ sezione penale, sentenze 24997 del 2012 e/o 33311 del 2012 ed ex multis). Come si evince chiaramente dalle relazioni depositate all'Amministrazione ed assunte al protocollo, ho subito un comprovato e reiterato mobbing di tipo verticale, per aver cercato di rappresentare la drammatica situazione dell’amianto nelle caserme e nei siti dove i finanzieri hanno esperito  attività di servizio, con gravi e seri rischi per la salute, vista l’insorgenza di patologie asbesto correlate e le conseguenti morti per mesotelioma della pleura, carcinoma polmonare, asbestosi ed altre patologie come già riscontrate in numerosi militari della Guardia di Finanza. Peraltro, questa condizione di mobbing con le stellette risulta nelle relazioni medico legali rilasciate in data 14.12.2011 da Regione Lazio – Azienda ASL RM/D - U.S.O. Psicologia del Lavoro – Centro per la rilevazione del danno biologico da patologia mobbing compatibile. Dagli atti depositati all'Amministrazione, si evince chiaramente che non mi è stato possibile ricevere in passato alcuna risposta a chiarimenti che siano stati richiesti in forma verbale e scritta circa tutte le azioni a me dirette, nonostante ho sempre rivolto le mie deduzioni all’organo gerarchicamente superiore, sia in forma verbale che per iscritto, chiedendo spiegazioni circa quanto posto in essere e reiterato nei miei confronti, atteso che vi è la dimostrabile e perdurante assenza di reali e riscontrabili motivi in fatto e in diritto che ipoteticamente possano giustificare tutte le azioni a me dirette.
Quindi, ho sempre ottemperato ai principi normativi regolamentari e nel pieno rispetto delle gerarchie militari e dunque dei miei Superiori Gerarchici in modo da cercare un colloquio franco, sereno e scevro da rispettive riserve mentali al fine di esplorare eventuali soluzioni non contenziose. Dunque, non è stata tenuta in considerazione la gravità di quanto ho rapportato ai miei diretti Superiori gerarchici e se solo mi avessero ascoltato, si sarebbero evitate ulteriori esposizioni, come in realtà avvenute in ben 111 caserme del Corpo, solo recentemente bonificate. Questo dato inoppugnabile, scaturisce da una mappatura avviata nel 2012 che ovviamente non tiene conto di tutte le strutture militari dismesse o cedute nel periodo antecedente a quella data. E' chiaro che per comprendere l'entità del problema amianto in Guardia di Finanza, occorre tener conto di tutte le caserme dismesse nei precedenti tre decenni, ma anche di quelle strutture che sono state già bonificate dall'amianto. La stessa Caserma “Antonio Zara”, sede dell’allora Brigata della Guardia di Finanza di Prosecco (odierna Compagnia di Prosecco), dove ho prestato servizio per circa dodici anni, non viene contemplata nella suddetta mappatura, ma è stata contaminata dall’amianto, perché il cancerogeno è risultato presente sui beni dell’Amministrazione, alcuni dei quali ubicati all’interno delle camerate, in un ambiente di ridottissime dimensioni. Infatti, nelle specchiere ed in particolare nelle guarnizioni delle stesse, è stato riscontrato amianto in matrice friabile che si è aerodisperso in un ambiente di ridotte dimensioni, nella percentuale come rilevata e accertata per il tramite di idonei strumenti e meglio evidenziata nei Rapporti di Prova: N. 2010 – 587MPJ, Numero campione: 587, Prodotto dichiarato: analisi quantitativa, Provenienza: Cantiere Caserma Guardia di Finanza di Prosecco (TS), data di campionamento: 06.04.2010, Valore 0,5 Fibre/l); il rapporto di prova n° 2010 – 587MPJ redatto in Gorizia in data 16.04.2010 è mirato a documentare la determinazione quantitativa delle concentrazioni di fibre di amianto aerodisperse totali (D.M. 06.09.1994) ed eseguito tramite microscopia ottica – MOCF, e documenta e prova in modo inequivocabile e incontrovertibile la presenza di amianto con valore pari a 0,5 Fibre/l. La natura dei beni richiamati sopra (n. 129 specchiere) risulta di proprietà dell’Amministrazione e la loro ubicazione (bagni interni alla camerate e bagni adiacenti alla sala mensa), dimostra e avvalora ulteriormente quanto da me riferito, e prova la mia avvenuta esposizione anche all’interno della Caserma, dove consumavo i pasti e alloggiavo per esclusive ragioni di servizio. E ancora, beni dell’amministrazione sono le tre (n. 03) porte tagliafuoco ed i settanta metri (mt. 70) di coibentazione in amianto della centrale termica poi bonificati. Dopo la necessaria bonifica, peraltro attuata nel 2010, a ben 18 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92, è stato dimostrato e per il tramite dello stesso metodo di prova, meglio richiamato sopra, che nei medesimi luoghi, ovvero all’interno della caserma e, più precisamente all’interno delle camerate e nei locali (bagni) adiacenti alla sala mensa in data 16/04/2010, come si evince dal campionamento per fine lavori ambientale, Cantiere Caserma G: di F. di Prosecco – Rapporto di Prova N. 2010-588MPJ – redatto in Gorizia il 16.04.2010) la concentrazione di amianto dava un valore di 0,0 fibre/litro. Questo dimostra ed avvalora chiaramente che sono stato esposto all’amianto anche nelle ore di riposo e in quelle notturne, momento in cui l’organismo deve recuperare e rigenerarsi. All’esterno della caserma in argomento, e sempre negli spazi doganali adiacenti, è stata riscontrata un'enorme quantità di fibrocemento, meglio conosciuto come eternit, utilizzato per rivestire manufatti di vecchia costruzione, peraltro di vaste proporzioni, adibiti a stalle per il ricovero di animali vivi provenienti dai Paesi dell’Est Europa, che vi permanevano in attesa di una destinazione doganale. All'interno degli spazi doganali, in qualunque condizione climatica, anche la più avversa, ho esperito attività di servizio, come espressamente comandata dai Superiori gerarchici e richiesta dal Capo del Servizio della Dogana (Art.22. del T.U.L.D. Servizio di vigilanza. I capi delle dogane, d'intesa con i comandanti competenti del Corpo, possono consentire che il servizio di vigilanza affidato ai militari della Guardia di finanza venga organizzato ed attuato con particolari accorgimenti, che non richiedano la continua presenza dei militari, o che venga espletato, per motivi di sicurezza fiscale, anche nei luoghi diversi dagli spazi doganali e da quelli dove si svolgono le attività di cui al primo comma dell'art. 18.), oltre ad aver esperito controlli di cui all’art. 19 del T.U.L.D D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 (Art. 19 del T.U.L.D. Visite, ispezioni e controlli sui mezzi di trasporto e sui bagagli delle persone. I funzionari doganali, per assicurare l'osservanza delle disposizioni stabilite dalle leggi in materia doganale e dalle altre leggi la cui applicazione è demandata alle dogane, possono procedere, direttamente od a mezzo dei militari della guardia di finanza, alla visita dei mezzi di trasporto di qualsiasi genere che attraversano la linea doganale in corrispondenza degli spazi doganali o che circolano negli spazi stessi. Quando sussistono fondati sospetti di irregolarità i mezzi di trasporto predetti possono essere sottoposti anche ad ispezioni o controlli tecnici particolarmente accurati diretti ad accertare eventuali occultamenti di merci. Il detentore del veicolo è tenuto a prestare la propria collaborazione per l'esecuzione delle verifiche predette, osservando le disposizioni a tal fine impartite dagli organi doganali. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche nei confronti dei bagagli e degli altri oggetti in possesso delle persone che attraversano la linea doganale in corrispondenza degli spazi doganali o che circolano negli spazi stessi.), e di aver dato seguito alle operazioni di riscontro merci, di cui all’art. 21 dello stesso D. P. R. (art. 21 del T.U.L.D. Servizio di riscontro. Ai valichi di confine, ai varchi dei territori extradoganali e dei recinti doganali ed alle porte dei depositi doganali e dei depositi franchi i militari della guardia di finanza procedono al riscontro sommario ed esterno dei colli e delle merci alla rinfusa, allo scopo di controllare la corrispondenza rispetto ai documenti doganali che li scortano e di provvedere agli altri adempimenti demandati ai militari stessi dalle disposizioni in vigore. Il servizio predetto è altresì espletato, relativamente alle merci oggetto di operazioni doganali, negli altri luoghi ove si compiono tali operazioni, a bordo delle navi in sosta nei porti, nelle rade e negli altri punti di approdo marittimi, lagunari, fluviali, dei laghi di confine e dei canali interni, a bordo degli aeromobili in sosta negli aeroporti, nonché presso le stazioni ferroviarie di confine ed internazionali, sulle banchine dei porti o punti di approdo e negli scali aeroportuali durante il carico, l'imbarco o il trasbordo delle merci su treni, navi ed aeromobili ovvero durante lo scarico o lo sbarco da detti mezzi di trasporto. I militari addetti al servizio di riscontro hanno facoltà di prescindere dall'eseguire il riscontro, ovvero di limitarlo ad una parte soltanto del carico; essi sono tuttavia tenuti ad eseguire il riscontro stesso quando ne siano espressamente richiesti dal capo dell'ufficio doganale o dai funzionari addetti alle visite di controllo ovvero dai superiori gerarchici del Corpo. Se non emergono discordanze o, comunque, non sussistono fondati sospetti di irregolarità, i militari della guardia di finanza appongono sui documenti doganali, quando è prescritta, l'attestazione di riscontro; in caso diverso, inoltrano immediatamente motivata richiesta al capo dell'ufficio doganale od a chi per esso affinché in loro presenza la merce sia sottoposta a visita di controllo. Qualora i militari della guardia di finanza, avvalendosi della facoltà di cui al secondo comma, non eseguano il riscontro, o lo eseguono parzialmente, ne fanno annotazione sul documento doganale nei casi in cui sia prescritta l'attestazione di riscontro. La predetta annotazione sostituisce a tutti gli effetti la attestazione di riscontro. Gli adempimenti previsti dai commi precedenti e le relative annotazioni nel registro di riscontro non vengono effettuati presso gli uffici di passaggio quali definiti dal regolamento CEE n. 222/77, adottato dal Consiglio dei Ministri delle Comunità europee il 13 dicembre 1976, nell'art. 11, lett. d), limitatamente ai trasporti vincolati al regime di transito comunitario. Tuttavia i militari della Guardia di finanza, quando nell'esercizio del servizio di vigilanza hanno fondato sospetto di irregolarità, inoltrano immediatamente motivata richiesta al capo dell'ufficio doganale o a chi per esso, affinché in loro presenza la merce sia sottoposta a visita di controllo (5/c)), e comunque per eseguire, fedelmente e senza ritardo, tutti gli ordini ricevuti dal Capoposto, alle strette dipendenze funzionali del Capo della Dogana di Fernetti – Sezione di Prosecco, oltre ad esperire tutte quelle attività, come descritte nei registri di servizio della Guardia di Finanza Modello 81/B, svolte all’interno degli Spazi Doganali, descritti dall’art. 17 del T.U.L.D - D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 ( Art. 17 del T.U.L.D.. Spazi doganali. Sono spazi doganali i locali in cui funziona un servizio di dogana, nonché le aree sulle quali la dogana esercita la vigilanza ed il controllo, a mezzo dei suoi organi diretti o a mezzo della guardia di finanza. La delimitazione degli spazi doganali è stabilita, tenendo conto della peculiare situazione di ciascuna località, dai competenti organi doganali e deve essere approvata dal Ministero delle finanze). Presso il sito in argomento, a breve distanza dall’omonima Caserma,  sono stati lasciati in sosta dei convogli carichi di amianto, anche per lunghi periodi, esposti alle intemperie. Questo, inevitabilmente, ha determinato un’ulteriore esposizione del sottoscritto al cancerogeno (amianto), contribuendo ad aumentare i cosiddetti “fattori di rischio”, vista la somma dei singoli fattori di rischio, che potenziano l’esposizione alla fibra “Killer”. Evidenzio ulteriormente che il 23 maggio del 1994, tra le Stazioni FF.SS. di Camposampiero (PD), Gorizia, Prosecco (TS) e Villa Opicina (TS), esplodeva la bomba amianto, in quanto, su ordine dell’allora Sostituto Procuratore della Repubblica padovano Dott. Angelo Risi, venivano sequestrate un centinaio di carrozze “avvelenate”, dirette alle ferrovie Ucraine e Bulgare, vista l’ipotesi di un trasporto illegale di quei vagoni all’estero, vietato in Italia dalla Legge 257 del 1992. Senza entrare troppo nei meriti della vicenda giudiziaria che ha travolto le FF.SS., sussiste la prova di ammissione da parte delle stesse FF. SS. che ammettono che le “carrozze killer” permanevano in sosta presso il sito di Prosecco (TS). Del resto, lo stesso Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Angelo Risi ne disponeva il sequestro, per le motivazioni di cui sopra, e dunque, ne riconosceva in modo inequivocabile la pericolosità per la salute pubblica e per l’ambiente. Quindi, è stato appurato dalla stessa Autorità Giudiziaria che presso le Stazioni di Prosecco (TS) e Villa Opicina (TS), transitavano e sostavano vagoni ferroviari carichi di amianto, veri e propri “untori di morte”. Nell’ultimo periodo di permanenza a Prosecco (TS), conformemente al mio status militare, ho esperito periodica attività di servizio presso la dogana di Fernetti (TS) - Sezione di Villa Opicina (TS), Valico Ferroviario Internazionale di 1^ Categoria di Villa Opicina (viaggiatori e merci), dove ho eseguito i controlli a bordo dei treni “viaggiatori” in uscita e/o entrata dal territorio dello Stato ai sensi dell’art. 19 del D. P. R. 23 gennaio 1973 n° 43. Peraltro. la Stazione Ferroviaria di Villa Opicina (TS) è già nota alle cronache per la presenza di amianto, sia per quello aerodisperso che per quello transitato a bordo dei treni merci. Come anzidetto, questi convogli, ovunque si trovassero, hanno costituito una reale e concreta minaccia per la salute pubblica, oltre ad un rischio di inquinamento ambientale, strettamente legato alla presenza di amianto, quale elemento nocivo e cancerogeno pericoloso per l’uomo e l’intero ecosistema. La loro presenza presso le Stazioni di Prosecco (TS) e di Villa Opicina (TS) ha inevitabilmente incrementato la quantità di amianto presso un sito dove già il cancerogeno è risultato presente in considerevole quantità sotto forma di fibrocemento (eternit) , oltre all’amianto presente in caserma, all'interno delle camerate di ridotte dimensioni e nei bagni attigui alla sala mensa. Le stesse Ferrovie dello Stato, nel marzo del 1996 hanno ammesso chiaramente e documentando la presenza di n°44 rotabili accumulati presso la Stazione di Prosecco, Comune di Sgonico (TS), nei pressi della locale dogana, ove risulta anche ubicata l’omonima caserma della Guardia di Finanza. Quanto sopra, è rilevabile nel Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (art. 10 L. 27 marzo 1992, n°257 e D.P.R. 08 agosto 1994) che si intende interamente riscritto nel presente atto e si allega. (cfr. doc. 11). Il documento di novantasette pagine costituisce il Piano amianto per la Regione Friuli- Venezia Giulia, predisposto ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 8 agosto 1994, istituito ai fini della difesa dai pericoli dell’amianto, e composto da un elaborato e da sette allegati tecnici, che ne fanno parte integrale, ed è stato predisposto dalla Direzione Regionale dell’Ambiente, acquisendo il concerto della Direzione Regionale della Pianificazione Territoriale. Ebbene, nel suddetto documento sono raccolti anche i dati forniti nel marzo 1996 dalle Ferrovie dello Stato, utili ed indispensabili al censimento del materiale (amianto) accumulato sui vagoni ferroviari a seguito delle operazioni di bonifica avvenute sugli stessi o, in conseguenza della messa a parco di materiale rotabile presso le stazioni della regione in argomento, ove risulta ed è indicato nella Tavola n°4 alla voce “Rotabili con amianto nel Friuli-Venezia Giulia”, che presso la Stazione di Prosecco, sita nel Comune di Sgonico (TS) sono censiti n°44 rotabili accantonati. Questo, oltre a provare che a Prosecco Stazione (TS) di amianto ne è transitato, ma ne è anche sostato tanto, costituisce l’ulteriore “prova regina” che avvalora l’esistenza di un sito insalubre e contaminato dall’amianto presente in grande quantità. Nello stesso documento, nel periodo di riferimento veniva censito n°01 (uno) solo rotabile accantonato presso la stazione ferroviaria di Trieste. La Stazione di Prosecco (TS), ha detenuto il primato dell’elenco, con una concentrazione di amianto accantonato su rotabile, “quarantaquattro volte superiore a quello accantonato presso la stazione di Trieste”. Appare del tutto evidente anche all’occhio del semplice uomo comune che la scelta di concentrare una così considerevole quantità di rotabili nocivi e pericolosi per la salute, sia ricaduta sul sito di Prosecco Stazione (TS), poiché è isolato dai centri abitati, non vi è presenza di viaggiatori e pertanto non vi sono fermate, mentre vi è la costante presenza dei militari della Guardia di Finanza alle dipendenze funzionali della Dogna. In merito a quanto sopra esposto, ribadisco fortemente che nessuno mi ha informato circa il rischio morbigeno per esposizione all’amianto e il datore di lavoro (lo Stato) non mi ha fornito alcuna protezione da tale rischio, come prevista, con l’ausilio di idonei mezzi e strumenti messi a disposizione dalla scienza e dalla migliore tecnologia. Non in ultimo, sottolineo che presso il sito ove ho svolto attività di servizio e ho alloggiato per ragioni di servizio, esiste un imponente impianto di incenerimento, di rilevante importanza per l’intera Regione Friuli Venezia Giulia e per la stessa dogana di Prosecco (TS). Detto impianto, nel periodo in esame (1992-2004), è stato sempre in funzione per sopperire alle esigenze della dogana, ovvero, per la distruzione di animali (ovini, bovini, equini, etc.), giunti morti per “stress da viaggio”di quelli abbattuti in loco, che venivano poi inceneriti insieme ad altre merci di varia natura. L’incenerimento di carcasse animali e di altre merci, è avvenuto dopo il rilascio della documentazione prevista per legge e necessaria alla loro distruzione, per cui è facilmente riscontrabile attraverso l'esame dei documenti doganali e sanitari. Spesso gli animali morti, sono stati immessi nei forni, anche quando ha avuto inizio il processo di decomposizione. Nel periodo estivo, il problema ha costituito maggiore rilevanza per via del caldo e la combustione di queste merci di varia natura,  inevitabilmente, ha propagato nell’aria sostanze inquinanti e pericolose per la salute (nanoparticelle), oltre ad una scia di odore acre, ho più volte riscontrato la ricaduta di ceneri che si sono aerodisperse nell’ambiente circostante. Ma anche questo contesto lavorativo non è stato tenuto in considerazione dal datore di lavoro che non mi ha informato sui potenziali rischi, anche futuri per la mia salute e non mi ha tutelato, come previsto dalla legge. Questo è solo in parte, quanto è stato già reso noto attraverso le cronache nazionali, atteso e considerato che c'è molto altro ancora da evidenziare, come in realtà è stato già esposto, nonché denunciato nelle sedi opportune, nella speranza che vi sia presto una giusta presa di posizione da parte di quei magistrati in cui non ho mai smesso di credere, e voglio continuare a credere che possano al più presto far coincidere la verità con la parola giustizia, così da poter rendere giustizia su questa vita terrena, alle tutte le Vittime dell'amianto, ai loro familiari e tutto quanto è occorso non abbia mai più a ripetersi, per il bene comune e dell'umanità intera.
Antonio Dal Cin