Interrogazione parlamentare del Sen. Giulio Camber sull'esposizione all'amianto del personale della G.d.F.

Giulio Camber
Giulio Camber

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03736


Atto n. 4-03736


Pubblicato il 28 settembre 2010
Seduta n. 429


CAMBER - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

con sentenza n. 187 del 29 giugno 2009 il Tribunale di Trieste, Sezione lavoro, ha stabilito che nell'area portuale di Trieste, tra il 1973 e il 1996, era presente una concentrazione di amianto sufficiente a far scattare a favore degli operatori portuali i benefici di cui alla legge n. 257 del 1992 ("Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto");

alcuni militari della Guardia di finanza, sia in servizio che in congedo, che svolgono o hanno svolto il proprio servizio nelle aree portuali di Trieste partecipando assieme ai lavoratori portuali al controllo analitico delle merci provenienti dallo sbarco o destinate all'imbarco, operando a bordo o sottobordo le navi, sulla banchina, nei capannoni, hanno richiesto al Comando regionale del Friuli-Venezia Giulia il rilascio del proprio curriculum lavorativo, necessario per presentare istanza di riconoscimento dei benefici di legge previsti;

il rilascio del curriculum lavorativo è un atto dovuto, non discrezionale e non negoziabile, previsto dalla legge;

alcuni richiedenti il citato curriculum affermano che l'Ufficio sicurezza sul lavoro della Guardia di finanza di Trieste avrebbe asserito che nel porto di Trieste non ci sarebbe stata esposizione all'amianto da parte dei finanzieri (citando anche un quantitativo minimo di fibre per litro che i finanzieri non avrebbero superato), ammettendo successivamente, di fronte alle insistenze degli interessati, di avere distrutto la documentazione probatoria delle effettive mansioni, anche a rischio amianto, svolte dai finanzieri in ambito portuale;

se confermata, tale azione rischia di compromettere il riconoscimento dei benefici di cui alla legge n. 257 del 1992 ai militari della Guardia di finanza che hanno operato nel porto di Trieste venendo esposti al rischio amianto,

si chiede di sapere:

su quali dati oggettivi si basino le affermazioni dell'Ufficio sicurezza sul lavoro della Guardia di finanza di Trieste secondo le quali non vi sarebbe stata esposizione all'amianto da parte dei finanzieri operanti nel porto di Trieste;

se corrisponda al vero che la documentazione probatoria dei servizi svolti in ambito portuale e relativa ai curricula dei militari della Guardia di finanza di Trieste richiesti dai diretti interessati è andata perduta, ed in caso affermativo come ciò possa essere accaduto;

quali provvedimenti possano essere adottati per consentire ai militari in servizio ed in congedo della Guardia di finanza di Trieste di concorrere al riconoscimento dei benefici di cui alla legge n. 257 del 1992 per gli esposti all'amianto, qualora ne ricorrano i presupposti.


Come aveva promesso nei giorni scorsi anche il Senatore Giulio Camber (PdL) ha depositato al Senato della Repubblica l'Interrogazione parlamentare riguardante l'esposizione all'amianto del personale della Guardia di Finanza, con particolare riferimento alle caserme del Friuli Venezia Giulia.
L'Interrogazione è stata pubblicata anche sul sito ufficiale del Senato della Repubblica, ecco il linck:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=506829
Si tratta di un importante successo dell'Associazione Finanzieri Democratici, e dello stesso Osservatorio Nazionale Amianto, che ne condivide le battaglie.
Viene dunque smentita l'affermazione borbonica di negazione a priori di alcuni comandi formulate peraltro in modo infondato nelle repliche all'Avv. Ezio Bonanni, e peraltro da quest'ultimo contestata.

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Il testo dell'interrogazione Parlamentare in formato Word
Legislatura_16_Atto_di_Sindacato_Ispetti
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