Amianto killer: Eternit faceva spiare Guariniello per salvarsi dalle indagini

Stephan Schmidheiny
Stephan Schmidheiny

Riportiamo il seguente articolo tratto da: giornalettismo.com

 

Lo rivela in un articolo il Corriere della Sera. Stephan Schmidheiny, l’ultimo amministratore delegato della multinazionale svizzera e attuale imputato al processo di Torino, non doveva comparire in nessun caso nell’inchiesta.

“E in nessun caso, ripetiamo in nessun caso, dovrà mai essere raggiunto il livello 4“. Queste erano le istruzioni spedite nel giugno del 2000 dalla sede della multinazionale Eternit alle agenzie di relazioni pubbliche italiane che in segreto volevano gestire il caso amianto. Sts, così come riporta il Corriere era l’acronimo per indicare Stephan Schmidheiny, l’ultimo amministratore delegato della multinazionale svizzera e attuale imputato al processo di Torino per le morti avvenute nelle quattro filiali italiane della Eternit. I 4 livelli erano relativi a 4 scenari possibili dell’inchiesta. Al livello 4 figurava il nome di Schmidheiny, ecco perché l’ultimo livello doveva essere evitato a tutti i costi.

“MONITORATE GUARINIELLO” - Queste rivelazioni rappresentano un grosso punto a favore dell’accusa perché fanno crollare il castello su cui poggia tutta la difesa e cioè che non vi sia alcun coinvolgimento del miliardario svizzero nella gestione delle filiali italiane. “In ogni caso, evidenziare come non ricopra alcun ruolo e sia attualmente privo di interessi in qualsiasi società Eternit“. Nel 2000 infatti, l’inchiesta era appena agli inizi e solo nel 2004 venne aperto un fascicolo, ma il carteggio è la dimostrazione che già quattro anni prima, Eternit dettava gli obiettivi per la gestione del caso Italia. Non solo, ma la gestione delle informazioni prevedeva anche report mensili sugli spostamenti e le attività del giudice Raffaele Guariniello un “monitoraggio costante e fattuale delle attività, anche quotidiane, svolte dal magistrato RG“. Un magistrato attenzionato evidentemente perché “ha partecipato a convegni riconducibili ad associazioni ambientaliste e ha pubblicato un lungo articolo su Micromega una pubblicazione intellettuale molto sofisticata, dal pubblico molto ristretto“.

MINIMIZZAZIONE DEL DANNO - All’epoca, nella sede di Niederurnen erano molto ottimisti, visto che la stampa italiana aveva dedicato  poche attenzioni al caso, rispetto all’importanza del problema e in termini di immagine, Eternit non era diventa il “personaggio principale” della battaglia contro l’amianto e la sua storia non aveva mai raggiunto l’attenzione nazionale. Del resto, nel documento si leggono chiaramente gli obiettivi nella gestione della comunicazione per il caso Eternit e cioè mantenere tutto a livello “locale”, evitare ogni possibile fuga di notizie a livello nazionale e internazionale, mantenere toni bassi, focalizzarsi solo sulle società italiane evitando riferimenti al gruppo svizzero e ai suoi azionisti e minimizzazione dei danni: economici e di immagine.

LIVELLO 4 UNLIKELY - In un altro appunto datato 2003, però le cose cambiano. Siamo già in piena protesta della comunità locale che non tende a diminuire, anzi, sale pure la crescita dell’attenzione dei media fino ad obbligarli a stilare i 4 livelli di attenzione delle indagini. Il punto 4 era quello peggiore: “RG manda per posta un rinvio a giudizio per STS“  scenario bollato come “Unlikely“, improbabile. Ma poi a 10 anni di distanza e 3000 morti per mesotelioma è andata proprio così.