Intervista di Fedele Boffoli a Lorenzo Lorusso Presidente del Movimento Finanzieri Democratici

Riportiamo l'intervista di Fedele Boffoli a Lorenzo Lorusso (presidente del Movimento Finanzieri Democratici).

 

L’aumento dei casi di patologie asbesto-correlate tra i finanzieri che hanno prestato e prestano servizio in esposizione all’amianto, fa gridare all’emergenza, lei, che è il Presidente dell’associazione Movimento dei Finanzieri Democratici, cosa ne pensa?
 “In Italia, non può essere messo in dubbio che siano stati esposti all’amianto milioni di lavoratori, e tra questi anche appartenenti al personale della Guardia di Finanza, in porti, autoporti, aree doganali, scali ferroviari, valichi, caserme... Ad esempio, in Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Trieste e Monfalcone sono quelli maggiormente a rischio per la presenza della cantieristica navale, per il massiccio transito di amianto nel corso dei passati anni e per mille altre ragioni. Per dirne una, nel capoluogo giuliano, solo nell’ambito portuale, sono stati recentemente censiti almeno 100.000 mq di tettoie in eternit in pessimo stato di conservazione, spesso friabili, lascio immaginare cosa è accaduto, e accade, con la bora in questi anni.”

Alle reiterate richieste di concessione del curriculum lavorativo avanzate dai finanzieri (o ex), anche attraverso l’Avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma (tra i maggiori esperti nazionali in tema di amianto), per dar corso alla prevista pratica di risarcimento previdenziale, sappiamo che i Comandi del Friuli Venezia Giulia hanno risposto (negando il documento) che il personale non ha manipolato l’amianto o che ha subito un livello di esposizione inferiore al limite di legge, senza - peraltro - aver mai mostrato delle misurazioni effettuate prima del 2003, anno limite per la concessione del beneficio, le risulta?
 “Mi risulta che, pur negando ogni beneficio previdenziale collegato alla Legge 257/1992, nonché il rilascio del curriculum lavorativo ai propri dipendenti ed al personale in congedo, la Guardia di Finanza di Trieste non ha mai esibito i presunti rilevamenti che sarebbero stati effettuati prima del 2003. Inoltre lo stesso Comando, in alcune comunicazioni ufficiali, ha dichiarato di aver effettuato degli asseriti scarti d’archivio quinquennali proprio sugli atti concernenti l’amianto, sinceramente mi sembra improbabile che ciò sia potuto accadere. Le trattazioni, infatti, previste dal D.Lgs 626/94, in tema di amianto e sicurezza sul lavoro, vanno custodite per lungo tempo, a maggior ragione essendo ancora in corso una vertenza con il personale che va avanti da diversi anni. A proposito di ciò, con il Colonnello Vincenzo Cerceo, alcuni anni fa effettuammo un accesso mirato presso il Comando Provinciale di Trieste ma ci fu mostrata solo corrispondenza tra i vari uffici, tra l’altro, a mio avviso, di scarsa rilevanza.”
Ci sono stati dei casi di decesso tra i finanzieri o ex appartenenti al Corpo certificati per amianto ma, a quanto pare, non basta neanche morire per vedersi riconosciuto un minimo dovuto. Cosa ne dice?
 “Sì, da quanto ci risulta sono almeno quattro i decessi tra il personale che possono essere collegati con un certo margine di sicurezza all’esposizione all’amianto; altri finanzieri soffrono tutt’ora di patologie molto gravi che la medicina legale definisce asbesto correlate. Penso che sia giunta l’ora di adire alle vie legali sotto il profilo penale oltre che amministrativo. Tempo fa, il nostro legale, l’Avv. Ezio Bonanni, ha rappresentato i familiari di un nostro collega vittima del mesotelioma, ma ad oggi, per quanto ne sappia, non c’è stata ancora giustizia.”
E’ veramente incredibile che un Corpo di Polizia così prestigioso e con tanta storia non riconosca, in questo caso, ai propri dipendenti non solo il diritto alla salute (vedi bonifiche tardive o mai fatte ecc.) ma neanche il minimo indennizzo previdenziale previsto. Ciò lascia perplessi...
 “Il personale del Corpo della Guardia di Finanza ha sempre dovuto lottare per ottenere dei diritti che altri corpi di polizia, la Polizia di Stato in primis, ottenevano molto più facilmente. Questo è dovuto al fatto che le Fiamme Gialle sono l’unico corpo di polizia economico-finanziaria, del mondo, ancora militarizzato e quindi con l’impossibilità di avere un vero sindacato a tutela del personale.” 
Per la prima volta nella storia, da poco tempo in qua, la Guardia di Finanza è retta da un generale interno al Corpo, non crede che sia il caso di rivolgergli un pubblico appello affinché intervenga per sanare questa controversia che rovina l’immagine dell’Istituzione e la dignità dei finanzieri, e per dirimere quell’odioso atteggiamento negazionista di alcuni ufficiali, richiamandoli alle loro responsabilità, morali, civili, militari e penali.
 “Sarebbe opportuno che il Comandante Generale  ristabilisse ordine sulla questione amianto, è ciò che moltissimi finanzieri in servizio ed in congedo auspicano da tempo”.
Oltretutto gli stessi ufficiali che negano la contaminazione, o la ritengono inferiore ai limiti i Legge, sono stati esposti al pari dei più umili finanzieri. Quindi il rischio di contrarre il mesotelioma della pleura, il cancro ai polmoni, l'asbestosi e quant’altro, vale anche per loro. Perché complicare le cose?
 “E’ ipotizzabile che i vertici della Guardia di Finanza cerchino di bloccare i costi economici stimati per la concessione dei benefici previdenziali di cui alla legge 257/1992. Pare non vi sia altra spiegazione, visto che il cancro non risparmia neppure chi indossa stellette, torri e greche sulle spalline dell’uniforme. Bisogna fare in fretta: secondo i ricercatori, purtroppo, il picco dei tumori si verificherà tra circa 10 anni, considerato il lungo periodo di latenza, ecco perché è urgente anche un sistema di sorveglianza sanitaria.”
Ci sono stati ricorsi dei finanzieri alla Magistratura amministrativa (con enormi esborsi a carico dell’Amministrazione), forse ce ne saranno anche penali. Verrebbe da chiedersi chi paga tutto questo. Cosa prevede in merito?
“Io auspico che la Corte dei Conti faccia pagare di persona quegli ufficiali o quei dirigenti che hanno commesso degli errori o che hanno tardato nell’applicare la Legge , sarebbe ingiusto scaricare eventuali costi dovuti ad inottemperanze nelle tasche dello Stato, cioè di tutti noi. Vorrei che intervenissero d’ufficio sia la Magistratura sia il Capo dello Stato a difesa dei diritti dei finanzieri e degli altri militari, o poliziotti, che si sono visti sottrarre un equo risarcimento, solo perché indossavano o continuano ad indossare una divisa. Anche perché a suo tempo incaricammo l’Avv. Ezio Bonanni, del Foro di Roma, che con il ricorso al TAR del Lazio pose in evidenza la singolarità e la contraddizione, resa palese dal fatto che molti nostri colleghi risultano iscritti nel registro degli esposti della regione Friuli Venezia Giulia, in seguito ad accertamento amministrativo, ed al quale la Sentenza n°5750/09, accogliendo il nostro ricorso, attribuisce pari dignità dell’atto di indirizzo ministeriale, ai fini del riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto. Dobbiamo reagire, e reagiremo, e certamente non chineremo la testa, facendoci guidare dal leale senso di giustizia che è nelle nostre vene per il nostro legame forte con i valori della democrazia e della trasparenza.”.  


Per informazioni: Lorenzo Lorusso (Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici) - tel. 040-573881, cel. 347-5471026, e-mail: ilmovimentofd@yahoo.it.

 

Trieste, 1° settembre 2010