Scandaloso disprezzo per la salute umana e per il territorio: beni imprescindibili e sacri, che rischiano di essere sacrificati sull’altare del profitto.

Comunicato Stampa

 

Scandaloso disprezzo per la salute umana

e per il territorio:

beni imprescindibili e sacri, che rischiano

di essere sacrificati sull’altare del profitto.

 

Il 13 Aprile 2010 ho partecipato all’inaugurazione degli uffici della ERG STORAGE di Mirandola in provincia di Modena.

In quell’occasione ho avuto l’opportunità di poter parlare con i responsabili del progetto “RIVARA STORAGE”e farmi spiegare il funzionamento e lo scopo dell’impianto che vogliono realizzare a Rivara di Modena.

I plastici dimostrativi della situazione del sottosuolo e  del territorio coinvolto belli da vedere e sinceramente incuriosivano quelli come me che amano vedere per credere, le spiegazioni altrettanto esaurienti e piene di buoni propositi.
La consultazione dei blog su Internet mi ha fatto riflettere e dopo qualche giorno non sono più sicuro che tutte quelle belle notizie che mi hanno trasmesso avessero tutti quei buoni propositi per tutti gli abitanti delle aree coinvolte nel progetto e mi sono posto qualche domanda:

  1. la sacca dove verranno pressati a circa 300 bar 3miliardi e 700 milioni di metri cubi (dichiarati da ERG) di gas metano è attualmente invasa da acqua salina che non è in pressione se non quella creatasi naturalmente. Da quando verrà pompato metano, questa sacca sarà gonfiata e sgonfiata a seconda delle esigenze  come una camera d’aria di una gomma da  bicicletta creando il movimento di una fisarmonica su una superficie molto ampia dove sono stati effettuati studi di fattibilità sicuramente approfonditi. Visto la vastità dell’area in questione esistono variabili impossibili da considerare?   Secondo me essendo un progetto nuovo non si conoscono gli effetti reali. (Giacimenti in mare salino non esistono)
  2. visto questa azione di gonfiaggio e sgonfiaggio si potrebbe innescare in qualche parte sconosciuta quella legge chiamata volgarmente del fil di ferro che va a rompere l’equilibrio adesso esistente?
  3. se si innesca il meccanismo al punto2 tramite qualche faglia sconosciuta, è possibile che si verifichino movimenti tellurici alle estremità della sacca di metano come qualcuno già ipotizza?
  4. le città di Ferrara e Mantova, sono agli stremi del giacimento di metano, ed in entrambe è operativo da decenni uno stabilimento petrolchimico  ritenuto dalle autorità a “rischio di incidente rilevante” per le produzioni e le materie prime presenti e stoccate. Fra il punto di pompaggio ed il petrolchimico di Mantova in superficie scorre il fiume Po il quale in certi periodi dell’anno è i piena ed i suoi argini, sono rialzati rispetto al suolo al punto che a Pontelagoscuro, gli uccelli possono volare più bassi di dove nuotano i pesci. Cosa succederebbe se per un movimento tellurico dovuto a qualsiasi delle variabili impossibili da considerare cedesse l’argine di sinistra ?

Quest’ultima eventualità se pur catastrofica e paradossale credo che possa farci atterrare e credere che il saputo non è nelle tasche di nessuno.
Credo che il pianeta terra sia proprietà di tutti, nessuno escluso, gli esseri viventi che lo popolano.
Credo che un sistema naturale in equilibrio statico, che non chiede niente a nessuno abbia diritto di restare tale e non essere sottoposto a sollecitazioni per il quale naturalmente non si è creato.
Credo che nessuno per motivi puramente economici abbia il diritto di mettere a repentaglio la vita di nessuno e conoscendo a grandi linee come viene calcolato il “VIA VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE”, CREDO CHE A NESSUN ABITANTE DI QUESTO TERRITORIO GLI VENGA RICONOSCIUTO UN RITORNO ECONOMICO EQUIVALENTE AL RISCHIO CHE CORRE.
CREDO INVECE CHE GLI UTILI EFFETTIVI VENGANO DIVISI TRA POCHI INTIMI.

Credo che i politici eletti per volontà popolare, siano essi locali o di governo, abbiano il dovere di far sentire la voce dei loro elettori che non è sicuramente quella di farsi mettere un giacimento di metano con progetto sperimentale sotto la propria casa costruita con i propri sudori, e dei loro vecchi, ma bensì di continuare la loro vita lavorando onestamente nel rispetto dell’ambiente senza stuzzicare la madre terra che quando si ribella ha già dimostrato più volte di essere più forte dell’uomo che fino ad oggi ce l’ha messa tutta per distruggerla.

 

Ferrara, 17.04.2010

 

Sig. Alberto Alberti
Coordinamento Nazionale
OSSERVATORIO NAZIONALE SULL’AMIANTO
Patologie ambientali

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17-04-2010 Comunicato stampa Alberto Alb
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