Ricorso Corte Europea per i Diritti dell’Uomo - Necessità di deposito delle domande

Ricorso Corte Europea per i Diritti dell’Uomo - Necessità di deposito delle domande - curricula lavorativi - entro il 30.06.2010 - ex art. 6, comma 9 bis, legge 26.02.2010, n. 25. Azione di risarcimento dei danni per disparità di trattamento e violazione della legge di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07, e per violazione del disposto di cui alla Sentenza del TAR del Lazio 5750/09 [che ha accolto il ricorso dell’Avv. Ezio Bonanni, annullando l’art. 1, lettera b), D.M. 12.03.2008 e l’elenco Inail dei 15 siti]

 

Le Associazioni OSSERVATORIO NAZIONALE SULL’AMIANTO, il COMITATO AMIANTO E GEOTERMIA,  CONTRAMIANTO ED ALTRI RISCHI ONLUS, COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, L’ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO - FRIULI VENEZIA GIULIA, ASSOCIAZIONE VITTIME AMIANTO NAZIONALE ITALIANA, le formazioni sindacali CONF.A.I.L.- CONFEDERAZIONE AUTONOMA ITALIANA DEL LAVORO, CISAL FEDERENERGIA, altri Comitati e  singoli Lavoratori hanno presentato ricorso, inoltrando in data 19.03.2010, alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per impugnare l’art. 6, comma 9 bis, della legge 26.02.2010 n. 25, che (I) proroga al 30.06.2010 il termine per il deposito dei curricula lavorativi al fine di ottenere il beneficio contributivo per esposizione ad amianto, ex art. 13, comma 8, legge 257/92.

L’art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 prevede e la proroga e il prolungamento dei riconoscimenti dell’amianto, per i soli Lavoratori i cui siti sono stati oggetto di atto di indirizzo ministeriale per i periodi fino al 1992, escludendo tutti gli altri Lavoratori, anche quelli degli altri siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, per i quali rimane fermo il termine del 15.06.2005.
Anche l’art. 47 legge 326/03 conteneva delle eccezioni alla decadenza, quali per quei lavoratori che alla data del 02.10.03 avessero già risolto il rapporto di lavoro, presentato la domanda, ovvero acquisito il diritto a pensione anche con la maggiorazione dei contributi dell’amianto.
Per questi lavoratori non vige il termine di decadenza come statuisce il combinato disposto di cui all’art. 47, comma 6 bis, legge 326/03 ed art. 3, comma 132, legge 350/03.
Nel secondo periodo dell’art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 c’è altresì una norma interpretativa, che tale non è perché tende ad approvare per legge quello che il TAR del Lazio ha dichiarato illegittimo.
La nuova legge tende infatti a limitare il prolungamento del riconoscimento automatico dei benefici contributivi, fino all’inizio delle bonifiche e/o al 02.10.03, ai soli siti per i quali il Ministro del Lavoro ha certificato il riconoscimento fino al 1992, escludendo sia gli altri siti, per i quali c’era sempre un atto di indirizzo, ma per un periodo inferiore, e soprattutto escludendo tutti gli altri siti non oggetto di atto di indirizzo (per i quali dunque c’è un onere probatorio molto impegnativo), per ottenere dunque con questo ricorso la estensione dei benefici contributivi e del nuovo termine a tutti i lavoratori d’Italia.
Contestualmente si dà notizia del fatto che l’Associazione Italiana Esposti Amianto, uno tra i ricorrenti al TAR del Lazio, ha deciso di revocare il mandato a suo tempo conferito all’Avv. Ezio Bonanni e di non condividere sostanzialmente la strategia processuale adottata dal medesimo procuratore, nonostante la Magistratura ne avesse accolto il ricorso, annullando la limitazione del Ministro del Lavoro, del Governo Prodi, On.le Damiano.
La nuova disposizione legislativa è finalizzata ad influire sul procedimento ora pendente innanzi il Consiglio di Stato e relativo al tentativo di far riformare la Sentenza del TAR del Lazio, che su ricorso del sottoscritto procuratore, aveva dichiarato la nullità dell’art. 1, lettera b), del D.M. 12.03.2008, finalizzata a limitare il beneficio dell’art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07, ai Lavoratori di 15 dei 500 siti oggetto di atto di indirizzo, escludendo gli altri Lavoratori anche quelli oggetto di atto di indirizzo, nonostante la legge stessa li ritenesse portatori di un diritto.
Con il ricorso alla Corte Europea è stata impugnata questa duplice discriminazione, sia sul termine di proroga delle domande, sia per la limitazione di detti benefici, automatici, e con termine di domanda prorogato, a pochi Lavoratori, e con esclusione di tutti gli altri, ingiusta ed ingiustificata, contraria a norme internazionali oltre che alla Costituzione Italiana.
E’ opportuno che gli aventi diritto presentino comunque i curricula lavorativi - nuove domande all’Inps ed all’Inail, anche per coloro che hanno depositato la domanda dopo il 15.06.2005 e che non sono compresi negli atti di indirizzo - entro il 30.06.2010, così come stabilito dall’art. 6, comma 9 bis, della legge 26.02.2010, n. 25, in modo da poter usufruire del diritto nel caso in cui la Corte di Strasburgo accogliesse il ricorso oggi inoltrato o intervenisse una declaratoria di non costituzionalità della limitazione, contraria all’art. 3 della Costituzione Italiana (e probabilmente anche agli artt. 4, 32, 35, 36 e 38 della Costituzione).
Sono stati già depositati i ricorsi alla Commissione Europea, che ha iniziato il procedimento, ed innanzi i diversi Tribunali del Territorio Nazionale, nei quali, ancor prima dell’approvazione dell’emendamento del Senatore Battaglia, che ha modificato la legge, è stata chiesta l’applicazione della legge, allora in vigore, e per coloro che, invece, non avevano ancora azionato la tutela giurisdizionale, dopo la presentazione della nuova domanda entro il 30.06.2010 all’Inps ed all’Inail si procederà con ricorso giudiziario anche per il risarcimento dei danni.

 

 

 

Roma, 19.03.2010

Avv. Ezio Bonanni


Si allega appunto del Senatore Battaglia, in merito ai motivi ispiratori dell’emendamento successivamente approvato e nuova circolare Inail.


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